Il Papa: nel battesimo è Dio che si dona e noi dobbiamo dire il nostro si

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Diventare cristiano non è una mia scelta ma un si a Dio, è lui che agisce, e solo uscendo da me stesso divento un vero cristiano, e se esco da me stesso, spiega il Papa, entro in comunione con tutti i miei fratelli e sorelle: “ il battesimo rompe il mio isolamento”. Benedetto XVI ha spiegato anche il rito con l’acqua segno cosmico della partecipazione all’intera creazione oltre che simbolo di morte e resurrezione. E poi le parole del rito del sacramento, con la rinuncia alla “pompa del diavolo” come si diceva un tempo, cioè alla cultura della menzogna, della calunnia, della violenza, dell’apparenza senza verità, un modo di vivere che mette il sensazionalismo al posto della verità. Nel battesimo diciamo no al modo di vivere del mondo perché abbiamo detto si all’ amore di Dio. La libertà che proclamiamo nel rito è quella che ci lega a Gesù che si è reso vulnerabile fino alla morte di croce per noi, e quindi ha cura e d è attento ad ognuno di noi e per questo ogni peccato ferisce il suo amore e quindi noi stesi. Anche quello apparentemente più insignificante.

E se nel battesimo riceviamo la vita vera e completa chiedersi se il sacramento va o meno dato ai neonati significa pensare che non gli si vuole dare una vita completa. Il fatto è che nessuno sceglie di nascere biologicamente e se si decide di far nascere qualcuno gli si deve dare la certezza di una vita buona, completa eterna, appunto con il battesimo: “ solo l’anticipazione del senso giustifica l’anticipazione della vita” conclude il Papa.

Benedetto XVI come spesso in queste occasioni ha parlato senza testo scritto e ha svolto una vera lectio basata sulla Scrittura e sul rito del sacramento del battesimo. Dopo il suo intervento e la preghiera del Veni Sancte Spirito e il rinnovo delle promesse battesimali Il convegno è proseguito con la conferenza di mons Crispino Valenzano dedicato al battesimo nella storia della Chiesa.

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