Supplica al Papa, ai Vescovi, ai Parroci, ai Papà: consacrate il Mondo e le Nazioni, le Diocesi, le Città, le Famiglie al Cuore Immacolato di Maria
Ora più che mai è il tempo di tributare il giusto onore a Maria Santissima Ausiliatrice e Soccorritrice, Mediatrice di tutte le grazie e Corredentrice, invocandone la protezione e consacrando le parrocchie, le città, le nazioni e il mondo al suo Cuore Immacolato.
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A Cagliari l’arcivescovo Giuseppe Baturi ha indetto una giornata di digiuno e di preghiera per oggi, lunedì 16 marzo, quando compirà un atto di affidamento nella chiesa di Sant’Efisio, per “chiedere al Signore onnipotente e ricco di misericordia di volgere il suo sguardo sulla condizione di sofferenza del nostro Paese, di confortare i nostri cuori e aprirli alla fede e alla speranza, di far ardere la nostra carità perché possiamo consolare i nostri fratelli e perché assumiamo con forza i nostri impegni e responsabilità verso la comunità degli uomini”.

A sua volta il presidente della regione Sardegna, Christian Solinas, scrive in un messaggio: “In questo momento così difficile per il mondo intero e per la nostra Sardegna, abbiamo messo in campo tutte le nostre forze per combattere il dilagare della pandemia. Tutti i nostri uomini, i nostri mezzi, le nostre energie sono impegnate senza sosta. Facciamo tutto ciò che è umanamente possibile. Ma come cristiano sento di dover testimoniare uno strumento in più: la mia fede e la mia umile preghiera. Per questo – continua il presidente Solinas – accolgo con tutto il cuore l’invito rivolto dall’arcivescovo Giuseppe Baturi e invocherò anch’io, insieme all’intercessione di Sant’Antioco e della Madonna di Bonaria, patroni massimi della Sardegna, l’aiuto straordinario del nostro amato Martire Efisio, affinché ancora una volta conceda il suo intervento risolutivo come ha fatto in passato”.

A Trieste il vescovo, monsignor Crepaldi, ha affidato la città alla Madonna della Salute con una cerimonia nel santuario di Santa Maria Maggiore.
La preghiera dice fra l’altro: “Madonna della Salute, come tante volte nella storia della nostra Trieste, veniamo a te smarriti e pieni di paura per chiedere il conforto della tua materna presenza che ci protegga dal pericolo del virus… Madonna della Salute, radunati sotto il tuo manto a te ci consacriamo, fiduciosi che, dopo questo periodo di sofferenza, farai tornare nella nostra Trieste, nell’Italia e nel mondo intero il tempo della tranquillità operosa e serena”.
La richiesta di consacrare le città italiane al Cuore Immacolato di Maria arriva dalla Pia Società della Beata Vergine del Rosario e dei SS. Bartolomeo e Sebastiano, che rivolgendosi alle autorità civili e soprattutto ai sindaci scrive: “Avendo appreso con gioia la notizia della consacrazione di Venezia al Cuore Immacolato di Maria ad opera del sindaco Brugnaro (ma anche il sindaco di Sassuolo ha affidato la sua città alla Vergine, ndr), chiediamo che le autorità pubbliche – e in particolare i sindaci – ora più che mai tributino il giusto onore a Maria Santissima Ausiliatrice e Soccorritrice, Mediatrice di tutte le grazie e Corredentrice, invocandone la protezione e consacrando le proprie città al suo Cuore Immacolato”.
Da Firenze un sacerdote americano incardinato nella diocesi, Mario Alexis Portella, notando che “nella storia della penisola italiana le Messe non erano mai state sospese e la Chiesa, anche durante la Seconda guerra mondiale, è sempre stata un punto di riferimento, anche per i non cattolici”, scrive che ora invece “il messaggio che la maggior parte della gente riceve è che non crediamo che Dio possa alleviarci da questa pandemia. Nella migliore delle ipotesi, può aiutarci a superarla”.
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Invocando l’aiuto della Madre di Dio nelle ore difficili
Sub tuum praesidium confugimus,
Sancta Dei Genetrix.
Nostras deprecationes ne despicias
in necessitatibus,
sed a periculis cunctis
libera nos semper,
Virgo gloriosa et benedicta.
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio,
Santa Madre di Dio.
Non disprezzare le suppliche
di noi che siamo nella prova,
ma liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.
Ὑπὸ τὴν σὴν εὐσπλαγχνίαν
καταφεύγομεν, Θεοτόκε.
Τὰς ἡμῶν ἱκεσίας
μὴ παρίδῃς ἐν περιστάσει,
ἀλλ᾽ ἐκ κινδύνων λύτρωσαι ἡμᾶς,
μόνη Ἁγνή, μόνη εὐλογημένη.
Il Sub Tuum praesidium è il più antico τροπάριο (tropàrion), composizione poetico-musicale nella musica bizantina e nella liturgia orientale di uso liturgico devozionale cristiano a Maria, Madre di Gesù, risaliente al III secolo e ancora oggi usato in tutti i principali riti liturgici cristiani. È un’invocazione collettiva che lascia intravedere la consuetudine, da parte della comunità cristiana, di rivolgersi direttamente alla Madonna, che fin dalla remota antichità è chiamata Teotokos, Dei Genetrix, Madre di Dio, invocando il suo aiuto nelle ore difficili. Il testo del Sub Tuum Praesidium esprime con efficacia la fiducia nell’intercessione della Vergine.

La Icona “Madre de Dios Humilenie” (Madre di Dio della Dolorosa Gioia) di Beatriz Fazio dell’anno 2000, è intronata nella mia stanza da letto e davanti alla quale sono sempre accese le candele, specialmente in momenti di necessità e per invocare l’intercessione della Santissima Vergine per le intenzioni della mia famiglia e degli amici.
La Madre di Dio Humilenie o Eleousa è il nome di un noto tipo iconografico della Madre di Dio, caratterizzata da un affettuoso abbraccio guancia a guancia di Maria e Gesù bambino. Ritenuto che abbia avuto origine a Bisanzio dopo il periodo iconoclastico, l’immagine unisce i temi dell’amore materno e la passione di Cristo. Profeticamente anticipando il destino che attende il suo figlio, espressione amorevole della madre di Dio porta un pizzico di profonda tristezza.
La parola “humilenie” viene sempre tradotto come “tenerezza”. Ma questo è il significato russo della parola. Questo termine della lingua slava ecclesiastica nella cultura russa (in greco “katanuksis”) significa “contrizione”, “pentimento istantaneo” e non “tenerezza”. L’icona della Madre di Dio Humilenie (che comunemente viene chiamata “della Tenerezza”), non si riferisce alla tenerezza della Vergine, ma all’acuto pentimento che quest’immagine induce nel peccatore che la guarda. Il termine è senza dubbio una traduzione del greco “eleousa”, che significa “che accarezza”, “misericordia”, ma il termine russo Умиление “humilenie”, che significa “dolorosa gioia” possiede un significato più profondo e ricco dell’originale greco.
Una delle immagini più conosciute di questo tipo è l’Icona della madre di Dio di Vladimir del 12̊ secolo, custodita nella Galleria Tretyakov di Mosca.
L’Icona della Madre de Dios Humilenie mostrata nella foto – che avevo esposta per la prima volta sulla mia bacheca Facebook il 13 novembre 2018 (per un’intenzione pressante e chiedo a chi può di unirsi a me in preghiera alla Madre di Dio della Tenerezza, della Compassione, della Misericordia, della Bontà, della Dolorosa Gioia) – ho ricevuto in dono da Joaquín Navarro-Valls a conclusione del Grande Giubileo dell’Anno Santo 2000, per il mio servizio reso per la preparazione e la gestione delle attività connesse con l’Ufficio di accreditamento e il Centro Servizio Stampa temporanei. Si trovava nel mio ufficio presso la Sala Stampa della Santa Sede e la portavo sempre con me nell’Ufficio temporaneo “del Fungo” (si chiamava così perché funzionava nel “Salone degli ambasciatori” sopra lo Studio pontificio presso l’Aula Paolo VI) per la pubblicazione e la traduzione dei testi delle Assemblee Generali del Sinodo di Vescovi. Ho esposto questa Icona anche all’ingresso dei vari Media Center installati nell’Aula Paolo VI in Vaticano dopo l’Anno 2000 in occasione dei grandi eventi (conclavi, canonizzazioni).
L’Icona della Madre di Dio Humeliene è una variante della più antica e solenne Odigitria, esprime l’intensità del rapporto tenero e affettuoso tra la Madre e il Bambino. Essa abbandona l’atteggiamento statico e rigido proprio dell’Odigitria, nella quale non v’è posto per i sentimenti; al contrario, essa lascia trasparire un innegabile senso di affettuosità e tenerezza. Il tema è soprattutto l’intimità affettuosa tra il Figlio e sua Madre, stretti in un intenso, tenero abbraccio.
“Obiettivo del pittore è di rappresentare un’immagine spirituale e l’armonia. Ciò è realizzabile solo per estendere alcune, che le icone sono dipinte su terra, non in cielo. L’icona di scrittura richiede calma e meditazione, perché la condizione spirituale di icona-scrittore è sempre presente nell’icona completato. Pertanto, il compito principale dell’icona-scrittore sta raccogliendo fiducia, di amore, di fede, di speranza e di energie positive. Tutto questo sarà rivelato nell’icona completato.
Le icone vengono create per la contemplazione, che attiva il singolo contatto con la realtà spirituale e il Santo rappresentato nell’icona. Di conseguenza, ognuno di noi si sviluppa un rapporto molto individuale a qualsiasi particolare icona” (Vadim Moroz).





























