Ordinati due nuovi vescovi a Roma. Con il mandato di sostenere le persone

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“A Roma c’è tanta gente che sta male e soffre. I vecchi e i nuovi poveri, anche a seguito della grave crisi economica che attraversiamo, ci appartengono e non dobbiamo darci pace, affinché non solo a chi bussa alle porte delle nostre chiese, ma a chiunque è provato dalla sofferenza, non venga a mancare – per quanto ci è possibile – aiuto e sostegno.” Così il cardinal vicario  Agostino Vallini, sabato 14 aprile,  a Roma nella basilica di San Giovanni in Laterano,  ha invitato durante l’omelia della celebrazione di ordinazione episcopale,  i due nuovi vescovi ausiliari della diocesi di Roma, monsignor Matteo Zupi e monsignor Lorenzo Leuzzi, ad improntare proprio sulla carità e l’amore per i poveri, il loro nuovo percorso episcopale. “Tu, Mons. Matteo – ha continuato il porporato- ne sei convinto e hai praticato con impegno questo speciale servizio negli lunghi anni in cui sei stato parroco a S. Maria in Trastevere, e nell’ultimo periodo nella grande parrocchia dei Santi Simone e Giuda a Torre Angela. E tu, Mons. Lorenzo, come Delegato della pastorale sanitaria nella nostra diocesi, sei chiamato a consolare tante persone afflitte e a lenire tante sofferenze. Che tutti i poveri che incontrerete possano scorgere nel vostro volto quello di Gesù!”.

 

Il cardinal Vallini ha ammonito i due nuovi presuli, di non abbattersi di fronte alle difficoltà dovute  al  loro importante e non facile compito, e ad essere forti di fronte  alle prove che troveranno sul loro cammino.“La tentazione di sentirvi arrivati ad una posizione di prestigio, di essere adulati, di essere uomini di potere; oppure la prova di non essere ascoltati, di essere impotenti dinanzi alle urgenti necessità spirituali e materiali della gente che a voi ricorre e la coscienza delle vostra debolezza e fragilità. Non scoraggiatevi. Sono tentazioni e prove salutari, perché vi aiutano a condividere la fatica del vivere quotidiano di quanti, uomini e donne, vivono in necessità”.

E la mattina di domenica 15 il nuovo vescovo monsignor Lorenzo Leuzzi ha celebrato la sua prima messa nella chiesa dell’università La Sapienza.  Una scelta non casuale, dovuta al suo ruolo per oltre 20 anni di direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria. “Ho scelto come motto del mio episcopato – ha spiegato il presule nella chiesa gremita di docenti universitari e rettori provenienti da tutti gli atenei della capitale – “In obsequio Jesu Christi vivere” cioè vivere in ossequio di Gesù Cristo, per due ragioni. La prima molto personale mi riconduce alla mia grande devozione sin dalla mia prima infanzia, per la Vergine Maria, in quanto il motto fa riferimento alla regola carmelitana. E poi perché nessuno di noi può vivere senza il Risorto, poichè solo la sua presenza dà alla nostra vita un significato decisivo e importante”

Monsignor  Leuzzi, nella sua omelia,  ha ripercorso gli anni di formazione, in cui era cappellano all’ Università Cattolica fino ai tanti importanti eventi organizzati con l’Ufficio per la Pastorale Universitaria spesso in collaborazione con gli atenei della capitale. “Oggi vedo qui tanti amici presenti, con loro abbiamo cercato di creare un nuovo modo di vivere l’università, abbiamo lavorato affinché  si creasse una rete tra gli atenei romani, perché siamo tutti impegnati sulla promozione del nuovo umanesimo. Spesso durante i miei studi mi dicevano che non si poteva essere credenti e uomini di cultura. Io credo di avere dimostrato il contrario. Adesso più che mai il mondo ha bisogno di intellettuali che abbiano il dono della fede, perché solo così riusciremo a ripartire e a fare uscire la società da questa situazione di crisi economica e di valori”. Il nuovo vescovo si è poi rivolto alle nuove generazioni,  ai tanti giovani universitari, invitando loro a cercare il vero volto di Cristo. “Non fermatevi alla prima proposta, ma andate avanti, siate coraggiosi ricercatori disinteressati della Verità, capaci di essere anche controcorrente,  disincantati di fronte a false promesse,  perché solo se crescerà in voi l’ossequio a Cristo Signore potrà sorgere  anche nella vostra  storia la vera primavera”.

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