Bertone: la libertà religiosa deve essere riconosciuta dall’ordinamento giuridico

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Tra i motivi del viaggio in Messico di Papa Benedetto c’’è anche la celebrazione dei 20 anni di relazioni diplomatiche della Santa Sede con gli Stati Uniti del Messico. Una storia particolare per un paese fortemente cattolico che però è stato per decenni ostaggio degli anti clericali. Un anniversario che è stato celebrato dal cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone che ieri sera ha offerto una cena nel patio della Cattedrale di Leon per i vescovi del Messico alla presenza delle autorità civili locali. Il discorso del cardinale entra a far parte dei discorso ufficiali del viaggio, segno non comune della perfetta collaborazione del Papa con il suo Segretario di Stato. Il cardinale ha messo l’accento sul tema della libertà religiosa.

Uno dei grandi problemi in molti paesi dell’ America latina è proprio quella solo apparentemente sottile differenza tra la libertà religiosa e la libertà di culto. Per questo Bertone ha detto che va difesa “la libertà dell’uomo per cercare la verità e professare le proprie convinzioni religiose, tanto in privato come in pubblico, il che deve essere riconosciuto e garantito dall’ordinamento giuridico. Ed è auspicabile che in Messico questo diritto fondamentale si consolidi sempre di più, nella consapevolezza che questo diritto va molto al di là della semplice libertà di culto.” Un richiamo anche a chi fa attività politica perché “ sia un lavoro lodevole e con dedizione totale in favore dei cittadini, e non si trasformi in una lotta di potere o in una imposizione di sistemi ideologici rigidi, che tante volte danno come risultato posizioni radicali in ampi settori della popolazione.” Il grazie di Bertone è quindi ai vescovi “esponenti dell’impegno della Chiesa cattolica nella preziosa opera di lavorare per l’uomo, per il quale Gesù Cristo ha dato la vita. In ogni generazione, essa ha scritto una pagina di questa storia di servizio all’umanità.”

La Chiesa in Messico ha manifestato “ la bellezza del Cristianesimo nell’abbracciare ogni uomo o donna, senza guardare alla razza, alla lingua o alla classe sociale.” E se, ha concluso il cardinale “in questa missione vi sono state delle ombre, ciò non oscura lo splendore del Vangelo, sempre presente per purificare ed illuminare il nostro cammino, che oggi passa per questa rivitalizzazione della fede alla quale Sua Santità Benedetto XVI non si stanca di invitare.”

Un modo per rispondere alla polemiche che in queste ore una parte dei media ha fatto crescere perché il Papa non ha incontrato vittime di padre Maciel, il fondatore dei Legionari di Cristo colpevole di abusi e di avere una doppia vita. Padre Federico Lomabrdi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede nel suo consueto breefing giornaliero ha ricordato che quando questi incontri sono avvenuti in altri Paesi “erano stati richiesti dai vescovi, c’era stata una preparazione, ed erano inseriti in un processo di dialogo ed assistenza in cui la Chiesa era coinvolta. Comunque – ha affermato padre Lombardi – in alcuni viaggi del Papa gli incontri ci sono stati, in altri no, come in Portogallo e in Francia”. Da parte delle vittime, secondo il portavoce vaticano, c’è stata una certa ‘aggressività’ nel chiedere l’incontro. “E anche una certa ambiguità – ha sottolineato – : si diceva di voler incontrare il Papa, ma non lo si voleva ascoltare in un dialogo profondo, di spiritualità”.

 

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