Chiesa in movimento. Presentati al Papa l’annuario pontificio e l’Annuarium Statisticae Ecclesiae

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La Chiesa si muove, e va soprattutto in Africa ed Asia. Perde un po’ di terreno in America Latina – dove fortissima è la concorrenza delle sette e i movimenti pentecostali – ma di certo si allontana dall’Europa. Tutti i trend sono confermati, nell’Annuario Statistico della Chiesa presentato ieri a Benedetto XVI insieme all’Annuario Pontificio del 2012. È una Chiesa che cresce o si ritira? La domanda ce la si pone sempre quando vengono presentati al Papa l’Annuario Pontificio e l’Annuario Statistico della Chiesa. Cifre e dati che fanno una sorta di radiografia della Chiesa nel mondo e dai quali si cerca di comprendere dove si sta muovendo il mondo.

I numeri, ovviamente, non sono tutto. Rappresentano un linguaggio freddo. Ma dicono comunque qualcosa. Anche se parlano di una dinamica, non del presente. Perché i dati statistici si riferiscono al 2010. Anno in cui si sono contati poco meno di 1.196 milioni di cattolici, a fronte dei 1.181 milioni circa del 2009, con un aumento assoluto di 15 milioni di fedeli pari all’1,3%.

 

 

È rimasta più o meno stabile la presenza di cattolici battezzati nel mondo (il 17,5 per cento), mente la geografia della fede è cambiata, e non di poco: i cattolici hanno diminuito la loro importanza nell’America Meridionale (da 28,54 a 28,34 per cento) e soprattutto in Europa (da 24,05 a 23,83 per cento);  sono invece cresciuti in Africa (da 15,15 a 15,55 per cento) e nell’Asia Sud Orientale (da 10,41 a 10,87 per cento); se la tendenza sarà confermata, la Chiesa sarà sempre più africana. Anche se il peso del Sudamerica, per quanto in sensibile discesa, non è da trascurare. Da lì verranno i prossimi Papi? Oppure verranno da quanti hanno combattuto le ondate di secolarizzazioni in Europa e in tutto il mondo, motivo per cui Benedetto XVI ha istituito un Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e un sinodo ad hoc sul tema che si terrà il prossimo novembre?

Sono aumentati i vescovi nel mondo (da 5.065 a 5.104 con un aumento relativo dello 0,77%), e questo ha riguardato in primis l’Africa (+16 nuovi Vescovi), e quindi l’America (+15) e l’Asia (+12). Anche qui, i dati confermano il trend: in Europa (da 1.607 a 1.606) e in Oceania (da 132 a 129) c’è stata una flessione nel numero dei vescovi, seppur lievissima.

E ci sono anche più sacerdoti, un trend che ha avuto inizio nel 2000. Nel 2010 si sono contati 412.236 sacerdoti, di cui 277.009 membri del clero diocesano e 135.227 del clero religioso (circa 2 mila in più del 2009, quando  erano invece 410.593 suddivisi in 275.542 diocesani e 135.051 religiosi). Anche in questo caso, Asia (con +1.695 sacerdoti) e  Africa (con +761) sono in testa alla classifica delle nazioni in crescita, mentre l’Europa è in calo, e conta addirittura 905 sacerdoti in meno.

Anche i diaconi permanenti sono cresciuti del 3,7 per cento rispetto al 2009 (da 38.155 a 39.564). Invece diminuiscono i religiosi professi non sacerdoti: erano 54.229 nel 2009, sono 54.665 nel 2010, con un calo netto in America del Sud (3,5%) e in America del Nord (0,9%), e un aumento in Asia (+4,1%) e in Africa (+3,1%). Diminuiscono anche le religiose professe, che passano da 729.371 nel 2009 a 721.935 nel 2010. Il calo ha riguardato tre continenti (Europa, America e Oceania), con variazioni negative anche di rilievo (-2,9% in Europa, -2,6% in Oceania e -1,6% in America). In Africa e in Asia, invece, l’incremento è stato decisamente significativo, attorno al 2% per entrambi i continenti.

Eppure, aumentano gli studenti di filosofia o di teologia nei seminari diocesani o religiosi, un dato costante nell’ultimo quinquennio: sono il 4 per cento in più dal 2005 ad oggi. Sono in diminuzione in Europa (-10,4%) e in America (-1,1%), mentre aumentano in Africa (+14,2%), in Asia (+13,0%) e in Oceania (+12,3%).

 

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