L’Italia sono anche io

Obiettivo raggiunto e superato per la Campagna ‘L’Italia sono anch’io’: sono state raccolte 110.000 firme, il doppio delle 50.000 firme necessarie per le due proposte di legge di iniziativa popolare per cambiare la normativa sulla cittadinanza ai figli di cittadini stranieri (secondo il principio dello ‘ius soli’, ossia è cittadino chi nasce in Italia) e il diritto di voto alle elezioni amministrative per gli stranieri residenti: 109.268 firme raccolte per concedere la cittadinanza ai figli degli immigrati che nascono in Italia (da almeno un genitore legalmente residente da 1 anno); 106.329 firme per estendere il diritto di volto nelle elezioni amministrative agli stranieri residenti da almeno 5 anni. I risultati sono stati presentati a Roma durante una conferenza stampa, a cui hanno partecipato anche rappresentanti di Caritas italiana, Fondazione Migrantes, Acli, Centro Astalli, tra i promotori della Campagna insieme a numerose altre organizzazioni. Poco prima le firme erano state consegnate in Parlamento.
Intanto l’Istat conferma che al 31 dicembre 2011 la popolazione straniera regolarmente residente in Italia ha raggiunto quota 4.859.000 unità, 8% del totale degli abitanti in Italia con punte del 12% in Emilia Romagna e Umbria e dell’11% in Lombardia e Veneto, con una crescita netta di 323.000 unità. Il tasso di fecondità totale è di 1,33 figli per le italiane e del 56% superiore, ovvero 2 figli per le straniere. Il contributo alla fecondità di queste ultime è mediamente del 12% in Italia con punte del 23% in Emilia Romagna e un valore minimo dell’1% in Campania, laddove l’integrazione familiare degli immigrati è più lontana.
L’azione della campagna continuerà sul piano culturale e promozionale, con varie iniziative, tra cui spot radiotelevisivi e un seminario nazionale sulla cittadinanza. Fondazione Migrantes e Caritas italiana hanno affermato che “questa è solo una tappa di un percorso che sarà ancora lungo e impegnativo. Impariamo a vivere con gli immigrati e chiediamo agli immigrati di collaborare responsabilmente; la cittadinanza responsabile è dunque un tema in divenire che non può prescindere dalla grande realtà di cinque milioni di immigrati regolari e dalle relative questioni connesse all’integrazione”.
Un aspetto importante della campagna è il dato delle firme raccolte nelle regioni del nord, quelle in cui la diceria popolare vuole che gli stranieri siano visti male: al contrario, le firme raccolte sopra la ‘linea gotica’ sono state oltre 60.000 (cittadinanza) e oltre 50.000 (voto). Infatti in Lombardia, Piemonte e Veneto le firme raccolte a favore della cittadinanza sono state 36.924, e 35.646 a favore del diritto di voto”. Il risultato è una modifica, lungamente attesa dagli immigrati in Italia, del principio base per l’ottenimento della cittadinanza italiana, finora centrato sullo ‘ius sanguinis’: la proposta è il passaggio allo ‘ius soli’, prevedendo che chi nasce in Italia ‘da un genitore legalmente presente da un anno è italiano’. Inoltre una seconda modifica introduce la cittadinanza per chi nasce da chi è nato in Italia a prescindere dalla sua condizione giuridica: “un principio, hanno spiegato i promotori, che risolve situazioni paradossali di bambini che nascono da adulti nati in Italia e non italiani: una condizione di limbo ingiustificata”.
Quanto alle modifiche proposte al diritto di voto, questo per il momento sono riferite solo alle tornate amministrative. Ha diritto di voto, secondo le modifiche proposte, anche il cittadino straniero in possesso di titolo di soggiorno da 5 anni. E’ la stessa proposta, hanno ribadito i promotori, che l’Anci presentò nel 2005 e ora ‘consegnata’ dall’associazione dei comuni alla campagna che ha visto il suo primo punto d’arrivo. Anche per Antonio Russo, responsabile Immigrazione delle Acli, si è trattato di “un risultato straordinario, al di là delle aspettative, ottenuto grazie a una grande mobilitazione delle organizzazioni coinvolte e di tanti cittadini e volontari. Una campagna culturale che ha tentato di raccontare agli italiani la vera storia dell’immigrazione.
Una storia fatta di ricchezza, di capacità di migliorare questo paese, di descrivere un nuovo perimetro del diritto di cittadinanza, non più chiuso dentro il diritto di sangue ma allargato allo ius soli, sulla base di un’etica pubblica condivisa che coinvolge tutti i cittadini di un paese”. Ed il presidente dell’Anci, Graziano Del Rio, sostenitore delle due proposte, ha commentato che si tratta di “una normativa più europea, più civile e più capace di creare diritti. La campagna è stata un successo. Ha contribuito a far discutere la nostra gente, e il risultato è la comprensione che questa non è una battaglia a favore di persone ‘sfortunate’, ma è una battaglia per tutti: come lo fu quella per il voto alle donne, che contribuì a migliorare non solo la loro condizione ma tutta la società insieme”.


























