Il Papa: Gesù rinnova la cena ebraica donandoci il sacramento dell’ amore

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Catechesi dedicata alla preghiera nella prospettiva della istituzione della Eucaristia da parte di Gesù. Il Papa ha ripreso in parte i temi esaminati nel suo primo libro su Gesù e si inoltra nella lettura dei passi evangelici attraverso la interpretazione della parole greche ed ebraiche. Prima delle parole vengono i gesti, ha ricordato il Papa spiegando la cena ebraica celebrata da Gesù e alla quale Egli da un significato nuovo. Guardando i gesti di Gesù della notte dell’ultima cena, dice il Papa, vediamo che il comandamento che ci lascia è quello dell’amore. L’Ultima Cena si inserisce nella logica dalla Pasqua ebraica “ma con una novità di fondo. Gesù guarda alla sua Passione, Morte e Risurrezione, essendone pienamente consapevole.” Il Papa rilegge le cronologie del Vangelo: “Qual è allora il nucleo di questa Cena? Sono i gesti dello spezzare il pane, del distribuirlo ai suoi e del condividere il calice del vino con le parole che li accompagnano e nel contesto di preghiera in cui si collocano: è l’istituzione dell’Eucaristia, è la grande preghiera di Gesù e della Chiesa.”

Il Papa seguendo i Vangeli prosegue: “Prima delle parole dell’istituzione vengono i gesti: quello dello spezzare il pane e quello dell’offrire il vino. Chi spezza il pane e passa il calice è anzitutto il capofamiglia, che accoglie alla sua mensa i familiari, ma questi gesti sono anche quelli dell’ospitalità, dell’accoglienza alla comunione conviviale dello straniero, che non fa parte della casa.  Questi stessi gesti, nella cena con la quale Gesù si congeda dai suoi, acquistano una profondità del tutto nuova: Egli dà un segno visibile dell’accoglienza alla mensa in cui Dio si dona. Gesù nel pane e nel vino offre e comunica Se stesso.” Gesù offre se stesso, anticipa la sua morte e la sua risurrezione “offre in anticipo la vita che gli sarà tolta e in questo modo trasforma la sua morte violenta in un atto libero di donazione di sé per gli altri e agli altri. La violenza subita si trasforma in un sacrificio attivo, libero e redentivo.” Sono gesti e parole che permettono a Gesù di lasciare a tutti noi “il Sacramento dell’amore, il «Sacramentum caritatis».”

Un amore che permette di sostenere la debolezza dei discepoli, sorregge “la loro fatica di comprendere che la via di Dio passa attraverso il Mistero pasquale di morte e risurrezione, anticipato nell’offerta del pane e del vino.” La conclusione della catechesi è dedicata all’ Eucaristia “un essere attirati in quel momento di preghiera, un unirci sempre di nuovo alla preghiera di Gesù.” Per questo il Papa conclude: “la nostra partecipazione alla sua Eucaristia, indispensabile per la vita cristiana, sia sempre il punto più alto di tutta la nostra preghiera. Domandiamo che, uniti profondamente nella sua stessa offerta al Padre, possiamo anche noi trasformare le nostre croci in sacrificio, libero e responsabile, di amore a Dio e ai fratelli.”

L’udienza di oggi è stata anche vivacizzata dalla presenza di un piccolo coccodrillo cubano che è stato portato al Papa in occasione del centenario del Bioparco di Roma. Il coccodrillo cubano, che ha visto ridursi dell’80% la propria popolazione, sopravvive soltanto in un’area ristretta dell’isola ed è classificato come criticamente minacciato dall’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura. Il giovane esemplare, dopo un periodo di affidamento al Bioparco e recupero delle condizioni ottimali, sarà restituito alla sua terra d’origine, in singolare coincidenza con il viaggio apostolico di Benedetto XVI.

Tra i presenti anche molti artisti del Circo Medrano che il Papa ha salutato al termine dell’ udienza con una spettacolare esibizione di un giocoliere.

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