Il volontariato cresce nell’anno europeo

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Lunedì 5 dicembre è stata la giornata del volontariato in un anno particolarmente intenso, perché l’Europa gli ha dedicato un intero anno; ma è stata anche una giornata in cui si sono ricordati i venti anni della legge 266, approvata nel 1991. Manifestazioni e convegni in tutto il territorio nazionale, e due grandi incontri a Roma e Milano.

 

 

A Milano, in un incontro organizzato dal settimanale Vita, Rosa Russo Iervolino ha ricordato quell’approvazione all’unanimità in Parlamento attraverso un aneddoto: “Giovanni Goria, che era presidente del Consiglio, vide che la mia relazione era intitolata ‘Volontariato e sviluppo’. Prese una matita blu e mise una accento sulla ‘e’: ‘Volontariato è sviluppo’, mi disse. Aveva ragione davvero”.

Mentre a Roma, alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stato letto l’appello del volontariato, scritto da Forum del terzo settore, Centri servizi del volontariato e Conferenza permanente delle associazioni, federazioni e reti di volontariato: “Il nostro presente si chiama solidarietà, sussidiarietà e partecipazione civica. Oggi il volontariato e il terzo settore sono un soggetto strutturato che opera con quasi 6 milioni di volontari e gode della fiducia della stragrande maggioranza degli italiani. Questo ci rende particolarmente consapevoli della responsabilità della nostra azione e della necessità di continuare a dare risposte, insieme agli altri soggetti della società civile e della politica, alle sempre più pressanti richieste di aiuto che si levano da chi ancora è escluso dai diritti fondamentali e vive situazioni di grave difficoltà e di emarginazione… Anche il nostro futuro ci vedrà artefici di solidarietà, sussidiarietà e partecipazione civica”.

Ed Elsa Fornero, neo ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha dichiarato che “il volontariato arricchisce il capitale umano e sociale di chi lo pratica e di chi lo riceve, rafforza il senso di appartenenza e coesione alla società e favorisce comportamenti favorevoli alla crescita economica”. Il Ministro ha inoltre rassicurato i presenti sull’impegno del Governo a garantire efficienza nella gestione e assegnazione dei fondi per il 5 per mille. Venti giorni fa papa Benedetto XVI aveva detto ai giovani volontari, convocati da Cor Unum da tutta Europa: “Per i cristiani il volontariato non è puramente espressione di buona volontà. È fondato su una personale esperienza di Cristo… Le origini del volontariato possono ancora essere ritrovate nella particolare sollecitudine cristiana per la tutela, senza discriminazioni, della persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio”.

Ed i dati di una costante crescita sono chiari; nel 2010 è arrivato a quota 10%, come emerge dall’indagine annuale ‘Aspetti della vita quotidiana’ svolta dall’Istat su un campione di 19.000 famiglie (49.000 persone). Nel decennio 2001/2011 le persone che avevano svolto attività di volontariato almeno una volta l’anno sono cresciute costantemente: erano l’8,4% nel 2001 e sono arrivate, con una crescita costante, al 9% del 2009 e nel 2010 hanno raggiunto il 10%. Un dato interessante è che negli ultimi anni sono sempre più i maschi a partecipare ad attività di volontariato, anche se le femmine cominciano prima: tra i 14 e i 24 anni i tassi di volontariato delle femmine sono di gran lunga superiori a quelli dei loro coetanei. Quanto all’età, i maggiori livelli di volontariato della popolazione italiana si osservano nelle fasce di età attiva (14-64), mentre crollano dopo i 64 anni, soprattutto per le donne.

In termini di prospettiva, in vista del futuro Anno Europeo dell’invecchiamento attivo, materiale su cui riflettere. Il Nord si conferma la macro-area territoriale con tassi di volontariato maggiori, seguita dal Centro, mentre le Isole ed il Sud si confermano con i livelli minori, sebbene in tutte le aree in crescita rispetto al 2009. Inoltre, nel 2010 la quota di italiani/e che ha sostenuto finanziariamente un’associazione è cresciuta rispetto al 2009 e al 2008, attestandosi al 17,8% e tornando dunque al livello precedente del ‘crollo’ del 2008. Le differenze regionali sono notevoli, ma si articolano di più rispetto alla classica differenziazione per macro-aree territoriali (troviamo tassi di finanziamento associativo sopra il 20% in Trentino-Alto Adige, Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lombardia, Valle d’Aosta e Sardegna). Le differenze di età si attenuano con una maggiore ‘tenuta’ da parte degli over-64 anni.

Ed infine alla convention europea del volontariato, l’europarlamentare Isabelle Durand ha insistito sul ruolo essenziale del volontariato: “Oggi più che mai abbiamo bisogno dei volontari. E il modo migliore per avere il loro sostegno è darli delle garanzie, soprattutto a chi non ha svolge attività di volontariato per mancanza di mezzi finanziari. Il volontariato è uno strumento straordinario per l’integrazione sociale e la coesione sociale… C’è chi pensa di poter sostituire il servizio pubblico con il lavoro gratuito dei volontari. Non c’è nulla di più pericoloso per il volontariato, il quale non potrà mai sostituire né lo Stato, né il lavoro pagato… Il Parlamento europeo farà di tutto affinché le raccomandazioni iscritte nella Carta europea dei diritti del volontario possano essere adottate a livello legislativo”.

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