Virgo digna coelo. Caterina da Siena e la sua eredità
Nel 150° dell’Unità d’Italia, di cui è compatrona insieme a Francesco d’Assisi, e a 550 anni dalla sua canonizzazione, officiata il 29 giugno 1461 da Pio II Piccolomini, Santa Caterina da Siena viene ricordata da un grande convegno internazionale, in programma da giovedì 27 a sabato 29 ottobre a Roma e a Siena. L’iniziativa, dal significativo titolo “Virgo digna coelo”, è stata presentata in Vaticano venerdì 21 ottobre e vuole presentare la memoria storica e spirituale di questa figlia insigne dell’Ordine Domenicano, che ha promosso l’evento insieme al Pontificio Comitato di Scienze Storiche, all’Arcidiocesi di Siena e al Centro internazionale di Studi Cateriniani.
In particolare, ha sottolineato il Presidente del Comitato vaticano di Scienze Storiche, padre Bernard Ardura, il convegno vuole “indagare la sua complessa eredità, grazie ad una indagine pluridisciplinare che permetterà di vedere la figura di Santa Caterina analizzata nelle sue rielaborazioni tra il Medioevo e l’Età moderna, ai vari livelli: agiografico, teologico, letterario ed iconografico”. Diviso in cinque sessioni, il convegno, che sarà aperto giovedì 27 nel complesso di Santa Maria Sopra Minerva a Roma dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e dal Sindaco della Capitale Gianni Alemanno, rileggerà la figura di Caterina nel contesto dell’età medievale tra santità, mistica e profezia, e della sua memoria in età moderna, per poi soffermarsi, nella sessione presso il convento di san Domenico a Siena, sull’immagine della Santa nell’arte.
Un percorso molto variegato, presentato da Umberto Utro, curatore del reparto di antichità cristiane dei Musei vaticani, intervenuto in rappresentanza del direttore Antonio Paolucci, che parte dalle prime raffigurazioni medievali di poco successive alla sua morte, fino alle grandi raffigurazioni dei pittori seicenteschi, che poterono aggirare il divieto di rappresentarla stigmatizzata (appositamente decretato da papa Sisto IV per non mettere in ombra le stimmate di Francesco d’Assisi) purchè le ferite provenissero da un fascio di luci emananti dal Crocifisso). Senza dimenticare il grandioso dipinto del ritorno a Roma di Gregorio XI, capolavoro di Giorgio Vasari nella Sala Regia del Palazzo Apostolico, in cui la Santa è colta nell’atto di accogliere il Pontefice che tanto aveva sollecitato perché riportasse il trono di Pietro nell’Urbe.
Per padre Bernardino Prella, Socio, cioè delegato, per l’Italia e Malta del Maestro Generale dei Domenicani, l’eredità più importante di Caterina, che assume un valore anche per la comunità ecclesiale dei nostri tempi, risiede in quattro orientamenti che hanno connotato il suo apostolato: l’unità della Chiesa, il desiderio della pace, il senso della giustizia umana, che deve essere “condita di misericordia”, e il significato della pietà divina, un concetto, quest’ultimo, che ha trovato sviluppi anche negli insegnamenti di Papa Giovanni Paolo II


























