Verso Assisi 2011:non sincretismo ma dialogo

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Un aspetto della società occidentale che mette al centro la questione della ricerca di senso nella vita. Saranno tutti i movimenti e le associazioni compresi 2000 giovani francescani dalle diocesi umbre a partecipare all’evento. Una tappa del cammino del dialogo interreligioso della Chiesa cattolica. Durante la conferenza di martedì mattina nella Sala Stampa della Santa Sede c’è stata l’occasione di mettere a punto anche la situazione del dialogo interreligioso, in particolare i rapporti con l’Islam. Il segretario del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, l’arcivescovo Pierluigi Celata, ha precisato che dal 1986 ad oggi il numero dei partecipanti all’incontro di Assisi è molto cresciuto e questo anche grazia al lavoro del Pontificio Consiglio che promuove e organizza regolarmente degli incontri. Ad esempio riguardo ai rapporti con il mondo islamico negli ultimi tempi si sono presentate delle difficoltà a seguito degli sconvolgimenti politici in Libia e in Egitto. Ad Assisi mancherà il rappresentante dell’Università di Al- Azar.

Il motivo è da ricercare nella difesa dei Cristiani Copti che erano stati assaliti a Natale da parte della Santa Sede e del Papa. A febbraio infatti era saltato l’incontro annuale, e forse c’è anche da considerare la difficile situazione dell’Iman Ahmed al-Tayyeb nominato dall’ ex presidente Mubarak. Ma al Pontificio consiglio sanno attendere e sono sempre pronti a riprendere il dialogo. Situazione un po’ diversa in Libia dove il rappresentante ad Assisi sarà quello normalmente a Roma perché quello locale è stato destituito insieme al resto del governo. Gli incontri più interessanti saranno nei prossimi mesi ad Amman, ma anche in India a Bombay e Delhi e in Africa.

Monsignor Celata ha ricordato che 5 anni fa ad Assisi si incontrarono i giovani di tutte le religioni, furono ricevuti dal Papa a Roma e fu allora che pensò di celebrare i 25 anni della prima giornata con un nuovo incontro ad Assisi. Tra i delegati un rappresentante del Dalai Lama, e una suora che rappresenta le religioni animiste del Nord America. Tra i delegati dell’ebraismo ci sarà il Rabbino Capo di Roma Riccardo di Segni. Nessun pericolo di sincretismo perché la preghiera sarà personale e silenziosa. Molto invece si parlerà sul treno che porta il Papa e i delegati insieme ai rappresentanti dei movimenti, dove non sono ammessi i giornalisti.

Si è scelto di non digiunare ma ci sarà un pranzo “frugale” che rispetti tutte le tradizioni religiose. La tappa di Assisi è solo uno dei momenti della Giornata che avrà un prima e un dopo a Roma. Mercoledì 26 con la liturgia della Parola in Piazza san Pietro e l’udienza dal Papa il venerdì mattina a tutti i rappresentanti che hanno partecipato.

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