Disegnare Parigi nella Belle Époque

Condividi su...

Con circa 170 opere, provenienti dal Museo di Belle Arti di Budapest (Szépmű vészeti Múzeum), si può vedere al Museo dell’Ara Pacis di Roma un’ampia e divertente mostra sull’attività di disegnatore e incisore di Henri Toulouse-Lautrec (1864-1901). Sono vivaci immagini della Parigi di fine Ottocento, la città che Walter Benjamin definì “la Capitale del XX secolo”. L’esposizione romana, curata da Zsuzsa Gonda e Kata Bodor, si potrà visitare fino all’8 maggio 2016.

Toulouse-Lautrec fu uno dei primi artisti ad affiancare alla vera e propria attività pittorica – conforme i canoni non troppo accademici del primo Impressionismo – un vivace estro di disegnatore e di ritrattista per i teatri parigini. Si vedano soprattutto i manifesti e le locandine della vita notturna e i rapidi ritratti delle “starlette del varietà” che ci mostrano come la pittura sia entrata nel Novecento trasformandosi in mestiere diventando ingrediente della vita urbana sotto forma di decorazione e di pubblicità.

Lo stile ineguagliabile di Henri de Toulouse-Lautrec – che lo ha reso ideatore di numerose illustrazioni, manifesti e stampe tra il XIX e XX Secolo – ha fatto si che fosse innumerevoli volte imitato, ma mai eguagliato. Sua fonte d’ispirazione fu soprattutto il quartiere parigino di Montmartre con la sua frivola vita notturna e i locali di spettacolo e di divertimento.

Inizialmente Toulouse-Lautrec seguì lo stile del suo maestro René Princeteau e di altri pittori come Léon Bonnat e Fernand Cormon. In seguito avrebbe recepito e sviluppato le influenze umoristiche e avanguardistiche degli “Artistes Incohérents”  fino alle forme post-impressioniste condivise con Théo van Rysselberghe e con la pittura di Seurat, Gauguin, Van Gogh. Il percorso della mostra – diviso in cinque sezioni – è arricchito da fotografie e riprese cinematografiche d’inizio secolo che rievocano la Parigi della Belle Époque.

Pure afflitto da una grave malattia genetica che lo aveva colpito alle ossa, Toulouse Lautrec trovò presto passione per il disegno e la pittura e seppe inserirsi nel mondo libero e anticonformista della Parigi di quegli anni. A Montmartre non trovò soltanto casa, ma anche i temi ispiratori della sua arte nei caffè-concerto e nei cabaret come “Le Moulin Rouge” rendendoli celebri in tutto il mondo.

Nel 1891 Toulouse disegnò per il Moulin Rouge una locandina in litografia con La Goulue, una ballerina all’epoca molto popolare. Il successo di questo manifesto lo fece diventare un ritrattista celebre e richiesto. Divenne buon amico del cantautore e cabarettista francese Aristide Bruant (1851-1925) e della celebre stella del cabaret Jane Avril (1868-1943) che raffigurò mentre frequentava un caffè-concerto e come un’intenditrice d’arte sulla copertina di “L’Estampe originale” (1893).

Tra il 1893 e il 1896 Lautrec cominciò a disegnare i programmi di sala per teatri e sale da concerto e a raffigurare vere e proprie scene teatrali: fu affascinato da Marcelle Lender, da Sarah Bernhardt e riuscì a rendere l’intensità dei drammi e delle commedie con incisivi contrasti di luci e ombre.

Toulouse Lautrec, eccezionale disegnatore, modello per tanti illustratori e vignettisti, sperimentò anche nuove tecniche (come la puntasecca) e si dedicò a raffigurazioni di svariati ambiti della vita sociale: l’ippodromo, la campagna, la vita militare.  Nei disegni compaiono così anche aspetti della sua vita privata: la passione per le corse dei cavalli a Longchamp (Il fantino, 1899), le gite quotidiane al Bois de Boulogne (Gita in campagna, 1897) e l’amore per una sconosciuta a bordo di una nave (Passeggiata in yacht, 1895).

Nella foto: Henri Toulouse-Lautrec, “La grande loge”, litografia a 6 colori, 1867.

151.11.48.50