Papa Francesco, mattinata ricca di impegni

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La guerra in Siria e in Iraq sempre in cima ai pensieri di Papa Francesco che, ricevendo i partecipanti al vertice internazionale indetto dal Pontificio Consiglio Cor Unum, ha tuonato contro i massacri perpetrati nella regione che “sono sotto gli occhi del mondo intero. Nessuno può fingere di non sapere! Tutti sono consapevoli che questa guerra pesa in maniera sempre più insopportabile sulle spalle della povera gente. Occorre trovare una soluzione, che non è mai quella violenta, perché la violenza crea solo nuove ferite, crea altra violenza. La comunità internazionale non sembra capace di trovare risposte adeguate, mentre i trafficanti di armi continuano a fare i loro interessi: armi bagnate nel sangue, sangue innocente”.

“Molti fratelli e sorelle – ha ricordato ancora il Papa – sono vessati a causa della propria fede, cacciati dalle proprie terre, tenuti in prigionia o addirittura uccisi: a tali aggressioni e persecuzioni che oggi subisce in quei Paesi, la Chiesa risponde testimoniando Cristo con coraggio, attraverso la presenza umile e fervida, il dialogo sincero e il servizio generoso a favore di chiunque soffra o abbia bisogno, senza alcuna distinzione”.

In precedenza Francesco aveva incontrato anche i partecipanti al Simposio sulla pastorale della strada, promosso dal Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti, ai quali ha ribadito che “i bambini e le donne della strada non sono numeri, non sono pacchi da scambiare: sono esseri umani con un proprio nome e un proprio volto, con un’identità donata da Dio a ciascuno di loro. Sono figli di Dio come noi, uguali a noi, con gli stessi nostri diritti. Nessun bambino sceglie per conto suo di vivere in strada. Ogni bambino abbandonato o costretto a vivere nella strada, diventato preda delle organizzazioni criminali, è un grido che sale a Dio, è un grido di d’accusa contro un sistema sociale che da decenni critichiamo ma che facciamo fatica a cambiare secondo criteri di giustizia”. Rinnovata inoltre la condanna per il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione.

La mattinata del Papa si era aperta con l’incontro con i rappresentanti del convegno internazionale per i giovani consacrati. A loro il Pontefice ha ribadito il no al narcisismo e alle chiacchiere, puntando invece su “profezia, memoria, vicinanza, cuore che brucia di zelo apostolico, cultura del definitivo, non l’usa e getta, non la cultura del provvisorio”.

Infine un appuntamento diplomatico. Il Papa ha ricevuto il primo ministro lussemburghese e presidente di turno dell’Unione Europea Xavier Bettel. Con lui ampia discussione sulla situazione internazionali, in particolare sulla emergenza rifugiati in Europa.

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