Cambiamenti climatici, cura dei profughi e “allegria” del Vangelo nella giornata di Papa Francesco
Giornata ricca di udienze per Papa Francesco, che oggi è intervenuto sul tema dei cambiamenti climatici, ha parlato di profughi con il presidente serbo e ha ribadito che il Vangelo è allegrai incontrando i Clarettiani.
L’occasione per parlare di clima come bene comune, oggi gravemente minacciato è stata offerta al Papa, dall’udienza i partecipanti al Meeting Internazionale promosso dalla “Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile” su “Giustizia ambientale e cambiamenti climatici”.
Francesco ha ricordato che i cambiamenti climatici hanno un impatto pesante sulla vita delle persone: “sono i più poveri a patirne con maggiore durezza le conseguenze! Per questo la questione del clima è una questione di giustizia; e anche di solidarietà, che dalla giustizia non va mai separata. È in gioco la dignità di ognuno, come popoli, come comunità, come donne e uomini”.
Dovere dell’uomo pertanto è usare responsabilmente scienza e tecnologia. Deve restare viva la speranza di riuscire in questo compito partecipando “ad azioni che trasmettono vita, non sfoderando improbabili ricette: nessuno le ha! Piuttosto offrendo quanto ha capito al dialogo e accettando che il proprio apporto sia messo in discussione: a tutti è richiesto un contributo in vista di un risultato che non può essere che frutto di un lavoro comune”.
L’emergenza rifugiati in Europa, invece, è stato uno dei temi centrali dell’udienza concessa stamane da Papa Francesco al Presidente della Repubblica di Serbia Tomislav Nikolic.
Nel corso del colloquio durato circa 35 minuti “sono stati affrontati temi di comune interesse attinenti alle relazioni tra la comunità ecclesiale e quella civile, con particolare riferimento al dialogo ecumenico ed al contributo della Chiesa cattolica al bene comune della società serba”. Il Papa ed il Presidente Nikolic hanno parlato anche del “cammino della Serbia verso la piena integrazione nell’Unione Europea, e di “alcune situazioni di carattere regionale e internazionale, tra le quali la condizione dei profughi e dei rifugiati siriani e iracheni e l’importanza di privilegiare una soluzione condivisa alla crisi in corso”.
Inoltre, Papa Francesco ha ricevuto questa mattina in udienza nel Palazzo Apostolico i partecipanti al Capitolo generale dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria, noti come Clarettiani.
Riprendendo il tema del Capitolo “Testimoni e messaggeri dell’allegria del Vangelo”, il Pontefice ha spiegato che si è “testimoni perché l’allegria non si può comunicare se non è presente e profondamente radicata tanto nella propria vita quanto nella comunità. Messaggeri perché bisogna condividere il bene e nella condivisione l’allegria si purifica e moltiplica, diventando veramente evangelica”. Non lasciatevi travolgere dallo scoraggiamento, non abbiate paura, è stato l’invito del Papa.
Papa Francesco ha ricordato inoltre come sia necessario “abbracciare il futuro con speranza significa non lasciarsi travolgere dallo scoraggiamento. Non avere paura. È il Signore che ci manda. Rivolgete sempre lo sguardo a chi aspetta l’annuncio, a chi ha bisogno della vostra testimonianza per sentire la presenza misericordiosa di Dio nella sua vita”.
Parlando a braccio, il Papa ha offerto ai Clarettiani tre parole: adorare, camminare, accompagnare.
Nel pomeriggio, infine, messaggio alla plenaria della CCEE, con cui chiede ai vescovi europei di pregare per il prossimo Sinodo, “perché la Chiesa possa rispondere con sempre maggiore urgenza e generosità ai bisogni della famiglia”.
“Possa il vostro riposo nel Signore – scrive il Papa – rinnovarvi nella santità della vita e nello zelo apostolico verso coloro che sono affidati alle vostre cure. Possa inoltre ravvivare la freschezza del Vangelo, dal quale “spuntano nuove strade, metodi creativi, altre forme di espressione, segni più eloquenti, parole cariche di rinnovato significato per il mondo attuale” (Evangelii Gaudium, 11)”.





























