La malattia in famiglia, gli abusi sui minori e il presidente Putin nella giornata del Papa

Condividi su...

La famiglia e la malattia, nella udienza generale, la responsabilità dei vescovi per gli abusi sui minori del clero, e il tentativo di dialogo con Putin. Tutto in un giorno solo per Papa Francesco.

Nella catechesi dell’udienza generale il Papa ha ricordato il ruolo fondamentale della famiglia nella cura dei malati e degli anziani : “Ancora oggi- ha detto- in tante parti del mondo l’ospedale è un privilegio per pochi, e spesso è lontano. Sono la mamma, il papà, i fratelli, le sorelle, le nonne che garantiscono le cure e aiutano a guarire. La famiglia è stata da sempre l’ospedale più vicino”.

E ricordando un passo del Vangelo ha aggiunto: “Una mamma quando chiede aiuto per la sua creatura, non cede mai! Tutti lo sappiamo questo: le mamme lottano per i figli”, così “la Chiesa invita alla preghiera continua per i propri cari colpiti dal male: la preghiera per i malati non deve mai mancare. Anzi dobbiamo pregare di più, sia personalmente sia in comunità” e di fronte alla malattia dei propri cari le famiglie compiono vere e proprie “eroicità nascoste, e si fanno con tenerezza e con coraggio”.

Infine il grazie per le “belle esperienze di fraternità ecclesiale che aiutano le famiglie ad attraversare il difficile momento del dolore e della sofferenza. Questa vicinanza cristiana, da famiglia a famiglia, è un vero tesoro per una parrocchia: un tesoro di sapienza, che aiuta le famiglie nei momenti difficili e fa capire il Regno di Dio meglio di tanti discorsi. Sono le carezze di Dio”.

Il tema della responsabilità dei vescovi che hanno coperto o insabbiato casi di abusi sui minori da parte del clero o dei religiosi è stata al centro del C9 la riunione del consiglio dei cardinali che si è concluso il 10 giugno. Al Papa sono state fatte cinque proposte operative per il tema degli abusi, che ovviamente mettono la Curia al centro, la mancata denuncia di abusi e l’insabbiamento saranno giudicati da un nuovo tribunale che nascerà in seno alla Congregazione per la dottrina della Fede che dovrebbe avere anche un nuovo segretario dedicato solo a questi problemi. Un processo che va avanti con cinque proposte ancora in forma di bozza cui il Papa ha detto: si!

Si tratta soprattutto della responsabilità dei vescovi competenti in questo saranno leCongregazioni per i Vescovi, per l’Evangelizzazione dei Popoli, o per le Chiese Orientali. In effetti è abbastanza prevedibile visto che si tratta delle Congregazioni competenti. Il C9 propone anche un un mandato alla Congregazione per la Dottrina della Fede per giudicare i Vescovi in relazione ai delitti di abuso d’ufficio, e soprattutto la “istituzione di una nuova Sezione Giudiziaria all’interno della Congregazione per la Dottrina della Fede e la nomina di personale stabile che presterà servizio nel Tribunale Apostolico.”

Ma per realizzarlo si deve parlare con il Prefetto dellaCongregazione per la Dottrina della Fede che non fa parte del C9. Infine si chiede anche “un Segretario per assistere il Prefetto riguardo al Tribunale. Il Segretario avrebbe la responsabilità della nuova Sezione Giudiziaria e il personale della Sezione sarà utilizzabile anche per i processi penali per l’abuso dei minori e degli adulti vulnerabili da parte del Clero.”

Ma anche in questo caso si deve ancora parlare con il cardinale Mueller. Ci vorrà ancora qualche tempo perché le proposte diventino concrete e una volta attuatesi chiede di provare per cinque anni la loro effettiva efficacia. Mancano ancora i dettagli concreti. Al Papa le idee piacciono, tanto che “ha approvato le proposte e ha concesso l’autorizzazione affinché siano fornite risorse adeguate per conseguire questi fini.” Insomma un modo per dire: ve bene, ma facciamo qualcosa di concreto.

Attenzione anche ai media con un progetto di unificazione dei vari media ma senza ancora indicazioni precise Infine alcuni consigli ai vescovi e l’invio di materiali utili per ricevere preparati la enciclica di Papa Francesco sull’ ambiente. “Laudato si'”, sarà un testo corposo con alcune espressioni che potrebbero essere mal interpretate senza una adeguata preparazione. Per questo “P. Czerny ha spiegato che, per desiderio del Santo Padre sono stati organizzati alcuni invii via mail, introdotti da una lettera del Card. Turkson, per informare gli Ordinari di tutto il mondo della prossima pubblicazione dell’enciclica e dare ad essi suggerimenti e sussidi – in particolare sull’insegnamento e gli interventi precedenti di Papa Francesco sui temi dell’ambiente – in modo che singoli vescovi ed episcopati possano sentirsi preparati alla pubblicazione del nuovo Documento, e possano accompagnarne la pubblicazione con spiegazioni e commenti appropriati, cosicché la pubblicazione dell’Enciclica sia vissuta come un importante evento della vita della Chiesa universale in comunione con il Santo Padre.”

Nel tardo pomeriggio il Papa ha ricevuto il presidente russo Vladimir Putin , cinquanta minuti di colloquio con gli interpreti. Al termine del colloquio a porte chiuse lo scambio dei doni. Putin ha donato al Pontefice un arazzo in filo d’oro raffigurante la Chiesa di San Salvatore “distrutta dai sovietici – ha precisato – ed ora ricostruita”. Francesco ha donato la medaglia dell’Angelo della Pace “che vince tutte le guerre e parla della solidarietà tra i popoli”. Poi ha consegnato a Putin una copia della Evangelii Gaudium “che ha tante riflessioni umane, religiose, geopolitiche e sociali”.

Francesco e il presidente russo si sono salutati intorno alle 19.10. “E’ stato un onore e un piacere incontrarla”, le ultime parole del leader del Cremlino. In un comunicato diffuso da Padre Federico Lombardi, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, si precisa che il colloquio “ampio e costruttivo” ha affrontato come temi principali la situazione in Medio Oriente la crisi ucraina.

Circa la questione ucraina il Papa “ha affermato che occorre impegnarsi in un sincero e grande sforzo per realizzare la pace e si è convenuto sulla importanza di ricostruire un clima di dialogo e che tutte le parti si impegnino per attuare gli accordi di Minsk. Essenziale anche l’impegno per affrontare la grave situazione umanitaria assicurando l’accesso agli agenti umanitari e con il contributo di tutte le parti per una progressiva distensione nella regione”.

Sul lato mediorientale “è stato confermato quanto già condiviso circa l’urgenza di perseguire la pace con l’interessamento concreto della comunità internazionale, assicurando nel frattempo le condizioni necessarie per la vita di tutte le componenti della società, comprese le minoranze religiose e in particolare i cristiani”.

151.11.48.50