Insegnanti e laici impegnati nel sabato di Papa Francesco

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Due significative udienze per Papa Francesco nella mattina di sabato 14 marzo. Gli insegnati cattolici dell’ Uciim (Unione cattolica insegnanti) che quest’anno festeggia i 70 anni di attività, e la Comunità “Seguimi”. Il Papa, che è stato insegnate di liceo, ha ricordato che “insegnare è un lavoro bellissimo. Peccato che gli insegnanti siano malpagati.” Una constatazione che fortunatamente non è vere in tutti i paesi. Infatti il Papa ha raccontato la situazione in Argentina. Rivolgendosi all’Uciim il Papa ha detto: “In tutti questi anni avete contribuito a far crescere il Paese, avete contribuito a riformare la scuola, avete contribuito soprattutto a educare generazioni di giovani. In 70 anni l’Italia è cambiata, la scuola è cambiata, ma ci sono sempre insegnanti disposti ad impegnarsi nella propria professione con quell’entusiasmo e quella disponibilità che la fede nel Signore ci dona.” Il Papa ha spiegato che “il dovere di un buon insegnante – a maggior ragione di un insegnante cristiano – è quello di amare con maggiore intensità i suoi allievi più difficili, più deboli, più svantaggiati.”

Ed ha concluso: “ Se oggi un’Associazione professionale di insegnanti cristiani vuole testimoniare la propria ispirazione, è chiamata ad impegnarsi nelle periferie della scuola, che non possono essere abbandonate all’emarginazione, all’ignoranza, alla malavita. In una società che fatica a trovare punti di riferimento, è necessario che i giovani trovino nella scuola un riferimento positivo.” Il Papa ha ricordato l’esempio di Don Bosco e sottolineato che “sul piano professionale è importante aggiornare le proprie competenze didattiche, anche alla luce delle nuove tecnologie, ma l’insegnamento non è solo un lavoro: l’insegnamento è una relazione in cui ogni insegnante deve sentirsi interamente coinvolto come persona, per dare senso al compito educativo verso i propri allievi. La vostra presenza qui oggi è la prova che avete quelle motivazioni di cui la scuola ha bisogno.”

Nell’incontro con la Comunità “Seguimi”, ricevuta per i 50 anni della fondazione, il Papa, partendo dall’ insegnamento del Concilio ha detto: “Vi incoraggio ad essere laici in prima linea, a sentirvi parte attiva nella missione della Chiesa, a vivere la vostra secolarità dedicandovi alle realtà proprie della città terrena: la famiglia, le professioni, la vita sociale nelle diverse espressioni. Così potete contribuire, a modo di fermento, a immettere lo spirito del Vangelo nelle pieghe della storia con la testimonianza della fede, della speranza e della carità.”

Francesco ha ricordato: “ la vostra è una forma di vita evangelica da praticare in un contesto di laicità e di libertà. Un programma di vita cristiana per laici, con obiettivi chiari e impegnativi, un modo originale di incarnare il Vangelo, una via efficace per camminare nel mondo. Le diverse forme di appartenenza rappresentano altrettante modalità di impegno e di partecipazione agli ideali dell’unica comunità. Celibi e sposi, ciascuno nel proprio stato di vita, si incontrano e condividono un’esperienza arricchente di complementarietà.”

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