Le Chiese europee invitano al voto per l’Europa solidale

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Fino a domenica 25 maggio nei Paesi aderenti alla Comunità Europea si svolgono le elezioni per eleggere i propri parlamentari che andranno a Strasburgo per rappresentare i cittadini ed i vescovi cattolici dell’Unione Europea nei giorni scorsi hanno sottolineato il loro sostegno al progetto europeo, invitando tutti i cittadini (380.000.000) a partecipare alle prossime elezioni europee, perché il loro esito darà forma all’assemblea legislativa della UE ed avrà rilevanti conseguenze per coloro che guideranno l’Unione nel corso dei prossimi anni.

“E’ essenziale che i cittadini UE partecipino al processo democratico esprimendo il loro voto il giorno delle elezioni. Più elevata sarà l’affluenza, più forte sarà il nuovo Parlamento. Il periodo che precede le elezioni offre alla società europea nel suo insieme l’opportunità di dibattere le questioni socioeconomiche centrali che daranno forma all’Unione negli anni a venire”.

In questa occasione i vescovi hanno inviato agli elettori europei alcune raccomandazioni per offrire orientamenti, valutandole attraverso l’insegnamento della dottrina sociale della Chiesa, per il ‘buon successo’ del progetto europeo, nel ricordare che ogni cittadino europeo ha il diritto e il dovere di esprimere il proprio voto, soprattutto i giovani, spesso delusi e scoraggiati: “Incoraggiamo i nostri giovani a far sentire la propria voce, impegnandosi nel dibattito politico e, soprattutto, votando…

Papa Francesco ha attirato l’attenzione pubblica sulla difficile situazione di coloro che sono già poveri e vulnerabili, dei giovani e dei disabili, senza dimenticare coloro che sono stati spinti nella povertà di recente dalla crisi. Il numero dei ‘nuovi poveri’ sta crescendo a un ritmo allarmante”. I vescovi, ricordando l’esortazione apostolica del 2003 del santo papa Giovanni Paolo II, ‘Ecclesia in Europa’, hanno evidenziato che il messaggio cristiano è un messaggio di speranza:

“I singoli cittadini, le comunità e persino gli Stati nazionali devono essere capaci di mettere da parte l’interesse particolare alla ricerca del bene comune… La temperanza è una delle virtù naturali poste al cuore della spiritualità cristiana. Una cultura di moderazione deve dare forma all’economia sociale di mercato e alle politiche ambientali. Dobbiamo imparare a vivere con meno, ma allo stesso tempo fare in modo che coloro che si trovano in una condizione di reale povertà ottengano una parte più equa”.

Entrando nello specifico ruolo dell’Europa i vescovi hanno ricordato i principi basilari della sussidiarietà e della solidarietà: “Dobbiamo costruire un’Europa diversa, con la solidarietà al centro… E’ essenziale ricordare che tutte le aree delle politiche socioeconomiche sono sorrette da una visione dell’uomo radicata in un profondo rispetto della dignità umana. La vita umana deve essere protetta dal momento del concepimento fino a quello della morte naturale. La famiglia, quale elemento costruttivo fondamentale della società, deve anch’essa godere della protezione di cui necessita… Invochiamo a nome dei nostri concittadini anziani il livello e la qualità delle cure alle quali essi hanno diritto, ma desideriamo anche invocare politiche che creino nuove opportunità per i giovani”.

La riflessione si è sviluppata nel rispetto dei diritti umani ed ambientali: “La responsabilità dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti e dei richiedenti asilo deve essere condivisa in maniera proporzionata dagli Stati membri. E’ vitale che il trattamento dei migranti al punto di accesso al territorio sia umano, che i loro diritti umani vengano scrupolosamente rispettati, e che di conseguenza ogni sforzo venga compiuto, anche da parte delle Chiese, per assicurare un’integrazione efficace nelle società riceventi all’interno dell’UE.

Siamo amministratori della creazione e dobbiamo approfondire la nostra determinazione a rispettare e raggiungere gli obiettivi di emissione di anidride carbonica, promuovere una intesa internazionale in tema di cambiamento climatico, impegnarci a un approccio più verde e insistere perché la sostenibilità sia un elemento fondamentale di qualsiasi politica di crescita o sviluppo”. Altro punto fondamentale riguarda la libertà religiosa, troppe volte messa a repentaglio anche nel nostro continente:

“La libertà religiosa è una caratteristica fondamentale di una società tollerante e aperta. Tale libertà include il diritto di manifestare le proprie convinzioni in pubblico. Accogliamo con favore le linee guida UE sulla promozione e la protezione della libertà di religione e credo e ci auguriamo che il nuovo Parlamento Europeo intensificherà il proprio lavoro su questa importante materia. Sosteniamo tutte le misure volte a proteggere il giorno di riposo settimanale comunemente condiviso, che è la domenica”.

Infine l’appello a votare, affinché tale progetto possa essere inclusivo e formare cittadini nuovi: “Noi, Vescovi cattolici, desideriamo insistere che il progetto europeo non venga messo a rischio o abbandonato sotto le attuali costrizioni. E’ essenziale che tutti noi (politici, candidati al Parlamento Europeo, tutte le parti in causa) contribuiamo in maniera costruttiva a plasmare il futuro dell’Europa. Abbiamo troppo da perdere da un eventuale deragliamento del progetto europeo.

E’ essenziale che tutti noi cittadini europei ci rechiamo ai seggi elettorali. Noi Vescovi intendiamo raccomandare che il voto sia espresso in risposta alle sollecitazioni di una coscienza informata”.

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