Un oratorio sacro nel cuore di Roma

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Un Oratorio sacro nel cuore della Roma papale? Non si è tornati al tempo delle magnifiche performance musicali di Palestrina e Monteverdi. Si tratta di un’opera moderna, composta dal musicista abruzzese Sante Centurione, scomparso lo scorso anno. L’oratorio sarà eseguito mercoledì 21 maggio alle ore 21, nell’Aula Magna del Palazzo della Cancelleria di Roma (piazza della Cancelleria, 1).

Sotto la direzione del Direttore del Conservatorio di Roma Santa Cecilia, Maestro Alfredo Santoloci, eseguiranno l’oratorio l’Orchestra Giovanile di Monte Mario, l’Ensemble La Cantoria –Cappella Musicale S.Maria in Campitelli, cantanti solisti e voci recitanti.

L’Oratorio “ Un sogno nel cuore. Un mondo di santi e fratelli” è ispirato alla vita e agli scritti del fondatore del Movimento Pro Sanctitate, il Vescovo Guglielmo Giaquinta (1914- 1994), di cui ricorre il centenario della nascita. Il Movimento onora il suo fondatore con svariate iniziative di natura culturale e religiosa in diverse parti d’Italia (www.100anniguglielmogiaquinta.org). Testo (di Loredana Reitano) e musica esprimono la spiritualità e l’apostolato di Giaquinta che si fondano sull’intuizione profetica della chiamata universale alla santità.

L’ORATORIO SACRO

L’oratorio sacro è una composizione musicale d’ispirazione religiosa, ma non liturgica, con trama compiuta, presentata in forma narrativa ma senza rappresentazione scenica, che nasce intorno al 1600. L’oratorio musicale prende nome ed anima dall’Oratorio di S. Filippo Neri, il quale non tralasciava di concludere gli incontri spirituali senza dare spazio alla musica. È con la “Rappresentazione di anima e di corpo” (1600) di Emilio de’ Cavalieri che ha inizio ufficialmente a Roma nella chiesa di S. Maria in Vallicella il nuovo genere musicale denominato Oratorio. che ha questi caratteri fondamentali: composizione drammatica, ma non rappresentativa, che narra una vicenda religiosa, agiografica o spiritualmente edificante, senza scene né costumi, solo esecuzione canora con semplice accompagnamento strumentale.
Tra i grandi compositori, autori anche di famosi oratori, ricordiamo Georg Friedrich Händel e Johann Sebastian Bach. In tempi più recenti Lorenzo Perosi, e il M° Marco Frisima, che ha composto un gran numero di oratori ispirati alla vita e agli scritti dei Santi, anche contemporanei, come Madre Teresa di Calcutta e Padre Pio da Pietrelcina.

Questo oratorio, per voci recintanti, soli, coro e orchestra, ispirato alla vita e agli scritti del Servo di Dio Guglielmo Giaquinta, è uno strumento per diffondere il suo messaggio profetico che può parlare in profondità al cuore dell’uomo di oggi, a 100 anni dalla sua nascita.
L’opera ripercorre il cammino spirituale di un uomo immerso nella storia del suo tempo e altrettanto coinvolto nel dialogo con Dio, che gli ha posto nel cuore e nelle mani un sogno da realizzare. A Roma, nel 1946, tempo di macerie materiali e spirituali il giovane sacerdote don Guglielmo Giaquinta intuisce l’oscura fame dell’uomo: sentirsi amato; se tutti gli uomini si scoprissero amati personalmente da Dio, se si sentissero figli di un solo Padre e scoprissero di essere fratelli in Cristo Gesù, allora il mondo sarebbe davvero nuovo.
Giaquinta intravede un “quinto mondo”, che abita ogni latitudine e che soffre la solitudine, lo sconforto, il non senso: sono tutti gli uomini e le donne bisognosi di Dio. Così nel cuore di don Guglielmo si fa strada una utopia, una visione: non più guerre, non più conflitti, non più odio, violenza, fame, povertà, ma un mondo di santi e di fratelli.
Spenderà tutta la vita per dare un volto e una storia al suo sogno, raccogliendo intorno al suo carisma tanti uomini e donne in diverse parti del mondo.

Il grido di Gesù Crocifisso, che desidera attirare il mondo a sé, la fiducia attinta dal Cuore Immacolato della Vergine Maria, la fedeltà e l’amore alla Chiesa, popolo di Dio in cammino verso il suo Signore, animeranno la vita e l’opera pastorale di questo sacerdote romano, poi Vescovo, che consumerà fino alla fine la sua offerta per la santificazione universale.

GUGLIELMO GIAQUINTA

Guglielmo Giaquinta nasce a Noto nel 1914. Sacerdote dal 1939 dopo gli studi compiuti nei Seminari Romani, a Roma esercita il suo ministero sacerdotale.

Ricerca teologica, cura d’anime, direzione spirituale e servizi prestati presso le chiese romane e il Vicariato di Roma si alternano in lui alla contemplazione e alla riflessione, che lo portano alla progressiva scoperta della santità come vocazione fondamentale dell’essere umano.
La spiritualità di Giaquinta riscopre la santità non come indicazione precettistica di natura formale e pedagogica, ma come anelito alla pienezza della propria umanità, risposta in qualche modo ovvia all’amore di Dio per l’uomo. Santità quindi “universale”, di cui essere coscienti narratori, e in primo luogo testimoni.
La consapevolezza del dono ricevuto dal Padre comporta la risposta “massima”, che è la via di una concreta realizzazione di sé nel servizio d’amore – ben oltre l’immagine “agiografica” che il culto dei Santi pare evocare, tanto più in quegli anni – mai disgiunta da una ortodossia serenamente e gioiosamente affermata e vissuta.

Egli arriva ad usare una espressione, quella di “massimalismo”, che evoca ben altre suggestioni, e di ben altra natura: e intorno a lui si vengono a creare gruppi di laiche consacrate, le Oblate Apostoliche, e il Movimento Pro Sanctitate, che proprio nella risposta alla chiamata di Dio ad essere santi vedono la motivazione della loro attività e del loro annuncio. Una vocazione massimalistica e universale che sarà poi affermata nei documenti del Concilio Vaticano II.

Ordinato Vescovo nel 1968, diventa titolare della diocesi di Tivoli fino al 1987, quando la lascia per motivi di salute, dedicandosi poi totalmente alla Famiglia Apostolica da lui fondata, la Pro Sanctitate, caratterizzata da una articolazione che non tralascia nessuno degli ambiti umani ed ecclesiali in cui si può ricercare, testimoniare, vivere la chiamata universale alla santità.

Il Servo di Dio Guglielmo Giaquinta si ricongiunge al Padre il 15 giugno 1994.

IL MOVIMENTO PRO SANCTITATE

Il Movimento Pro Sanctitate è stato fondato a Roma nel 1947 da Guglielmo Giaquinta (Sacerdote e Vescovo, 1915 – 1985), che nel dramma del secondo dopoguerra intuisce la necessità di ricostruire anzitutto l’uomo dal di dentro e orientarlo alla sua vera realizzazione, cioè la santità.

È strutturato in centri operativi locali e regionali. I membri – associati, amici e sacerdoti amici – sono attualmente nel mondo circa 7000. I simpatizzanti, coloro che partecipano alle nostre iniziative e seguono le nostre pubblicazioni, i nostri benefattori, sono diverse migliaia. Le Oblate Apostoliche, laiche consacrate, promuovono insieme agli altri membri l’animazione e la missionarietà del Movimento.

Informazioni e prenotazioni
Movimento Pro Sanctitate, Piazza San Calisto 3 – Roma
06 69887285 320 3531180

151.11.48.50