Mons. Fisher in conferenza stampa: ”A Randwick oltre mezzo milione di pellegrini”

Mons. Anthony Fisher
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Mons. Anthony Fisher“Attendiamo 500mila pellegrini già a Barangaroo, per l’accoglienza al Santo Padre, e altrettanti per la Via Crucis. Per la veglia e la messa finale ne attendiamo oltre mezzo milione”. Il vescovo ausiliare di Sydney e coordinatore della GMG 2008, John Fisher, è visibilmente soddisfatto delle iscrizioni, e in conferenza stampa si dice “orgoglioso della accoglienza che gli australiani stanno riservando ai giovani del mondo”.

“Ogni giorno – ha aggiunto – arrivano decine e decine di pellegrini a bussare alle porte dell’Arcidiocesi chiedendo l’iscrizione”. “Questo pomeriggio, sarò ad accogliere il Papa a Richmond – ha spiegato – È per me una bella emozione, abbiamo lavorato tanto in questi anni e ora è arrivato il momento. Migliaia di pellegrini stanno confluendo a Sydney, e c’è una grande aria di festa e di gioia. Diciamo: ‘Benvenuto, Santo Padre, benvenuto in Australia’”.

Il vescovo non ha glissato i temi scottanti che stanno attanagliando la Chiesa australiana: tra tutti la vicenda dei preti pedofili, che si è abbattuta quasi come una bomba ad orologeria prima del più grande evento per giovani cattolici che la nazione abbia mai vissuto. Il Santo padre ne aveva parlato durante il viaggio in aereo, e Fisher ha confermato la linea. Condividiamo le parole del Papa – ha detto – abbiamo rispetto per le vittime di abusi sessuali. Chi commette abusi non ha posto nella Chiesa. Il Papa lo ha accennato sull’aereo che lo sta portando in Australia, ma credo che a Sydney avrà occasione per spendere ancora più parole su questo tema. Da parte nostra – ha assicurato Fisher – facciamo tutto ciò che possiamo per prevenire altri casi. Serve giustizia e compassione”.

Pare sia stata risolta anche la vicenda dei visti per gli iracheni, cui in un primo momento era stato impedito di partecipare alla GMG. Il vescovo non solo ha assicurato che i primi giovani sono partiti, ma ha aggiunto che quasi sicuramente saranno presenti con la loro bandiera nella Via Crucis di venerdì.  “Il problema – ha spiegato – è che molti giovani non hanno passaporto quindi è difficile stabilirne con certezza l’identità”.  “Le autorità australiane e l’ufficio immigrazione stanno collaborando molto bene – ha aggiunto – anche se le procedure sono quelle, ma stiamo venendo incontro a molti pellegrini. Stanno arrivando gruppi dall’Iraq e anche dalla Birmania”.

Acqua sul fuoco anche sulle proteste degli scorsi giorni. ‘NotoPope Coalition’, un’organizzazione formata da  gay e lesbiche ha annunciato che saranno distribuiti preservativi gratis ai ragazzi. “Le proteste ci sono sempre state. L’importante che siano civili e rispettose. Ma noi ora pensiamo ai tanti giovani che sono qui. E’ il tempo della gioia”.

GMG di Sydney. Tutti gli articoli di Korazym.org

Le foto: mons. Fisher e l’arrivo del papa sui giornali australiani (Foto Korazym.org/Simone Di Vito)

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