Papa: ‘Storia maestra di vita’. Poi un piccolo lapsus

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‘Lo studio della storia rappresenta una delle vie per la ricerca appassionata della verità, che da sempre pervade l’animo dell’uomo’. Con queste parole Papa Francesco stamane ha incontrato in Vaticano il Pontificio Comitato di Scienze Storiche in occasione del 60° anniversario della sua istituzione.

Attraverso gli studi storici – ha aggiunto il Pontefice – e ‘nell’incontro e nella collaborazione con ricercatori di ogni cultura e religione’ è possibile ‘offrire un contributo specifico al dialogo tra la Chiesa e il mondo contemporaneo’. ‘Le vostre ricerche – ha proseguito Francesco – segnate insieme da autentica passione ecclesiale e da amore sincero per la verità, possono essere di grande aiuto a coloro che hanno il compito di discernere ciò che lo Spirito Santo vuole dire alla Chiesa di oggi’.

La storia – ha ancora ribadito Papa Bergoglio – è veramente ‘magistra vitae’ perchè guardando ad esempio le parole di Benedetto XV sulla Prima Guerra Mondiale definita ‘inutile strage’ ci si può rendere veramente conto del ‘valore profetico’ di quel messaggio.

Curioso infine il piccolo lapsus in cui è caduto Papa Francesco che ha attribuito alla lettera ai capi dei Paesi belligeranti di Benedetto XV la storica frase di Pio XII ‘Con la pace niente è perduto, con la guerra tutto può esserlo’ pronunciata invece nel radiomessaggio in cui Papa Pacelli provava – purtroppo senza esito positivo – a scongiurare lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

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