Il Papa: ‘Non c’è limite alla misericordia di Dio offerta a tutti’

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E’ l’episodio della resurrezione di Lazzaro a far da sfondo all’Angelus della V domenica di Quaresima, recitato stamane dal Papa. “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno”, ha ricordato Francesco: “Sulla Parola del Signore – ha aggiunto – noi crediamo che la vita di chi crede in Gesù e segue il suo comandamento, dopo la morte sarà trasformata in una vita nuova, piena e immortale. Come Gesù è risorto con il proprio corpo, ma non è ritornato ad una vita terrena, così noi risorgeremo con i nostri corpi che saranno trasfigurati in corpi gloriosi. Lui ci aspetta presso il Padre, e la forza dello Spirito Santo, che ha risuscitato Lui, risusciterà anche chi è unito a Lui”.

Gesù intima a Lazzaro di uscire dal sepolcro, ”questo grido perentorio – sottolinea il Papa – è rivolto ad ogni uomo, perché tutti siamo segnati dalla morte; è la voce di Colui che è il padrone della vita e vuole che tutti l’abbiano in abbondanza. Cristo non si rassegna ai sepolcri che ci siamo costruiti con le nostre scelte di male e di morte. Lui ci invita, quasi ci ordina, di uscire dalla tomba in cui i nostri peccati ci hanno sprofondato. Ci chiama insistentemente ad uscire dal buio della prigione in cui ci siamo rinchiusi, accontentandoci di una vita falsa, egoistica, mediocre. Vieni fuori!. Lasciamoci afferrare da queste parole che Gesù oggi ripete a ciascuno di noi. Lasciamoci liberare dalle bende dell’orgoglio. La nostra risurrezione incomincia da qui: quando decidiamo di obbedire al comando di Gesù uscendo alla luce, alla vita; quando dalla nostra faccia cadono le maschere e ritroviamo il coraggio del nostro volto originale, creato a immagine e somiglianza di Dio”.

Il Papa ha ricordato infine che la resurrezione di Lazzaro è un esempio lampante della “forza della Grazia di Dio, e dunque fin dove può arrivare la nostra conversione, il nostro cambiamento: non c’è alcun limite alla misericordia divina offerta a tutti! Il Signore è sempre pronto a sollevare la pietra tombale dei nostri peccati, che ci separa da Lui, la luce dei viventi”.

Al termine dell’Angelus Papa Bergoglio ha ricordato il ventesimo anniversario del genocidio in Ruanda. Incoraggio – ha detto – “a continuare, con determinazione e speranza, il processo di riconciliazione che ha già manifestato i suoi frutti, e l’impegno di ricostruzione umana e spirituale del Paese. A tutti dico: Non abbiate paura! Sulla roccia del Vangelo costruite la vostra società, nell’amore e nella concordia, perché solo così si genera una pace duratura!”.

Il pensiero del Papa, che ha anche ricordato le vittime del virus Ebola che sta piagando la Guinea, è poi andato al terremoto che 5 anni fa ha devastato L’Aquila. “In questo momento – sono state le parole di Francesco – vogliamo unirci a quella comunità che ha tanto sofferto, che ancora soffre, lotta e spera, con tanta fiducia in Dio e nella Madonna. Preghiamo per tutte le vittime: che vivano per sempre nella pace del Signore. E preghiamo per il cammino di risurrezione del popolo aquilano: la solidarietà e la rinascita spirituale siano la forza della ricostruzione materiale”.

E prima di concludere Francesco ha offerto ai fedeli in piazza San Pietro un Vangelo tascabile. “Prendetelo, portatelo con voi e leggetelo ogni giorno: è Gesù che vi parla – ha spiegato il Pontefice – gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date! In cambio di questo dono, fate un atto di carità, un gesto di amore gratuito. Oggi si può leggere il Vangelo anche con tanti strumenti tecnologici. Si può portare con sé la Bibbia intera in un telefonino, in un tablet. L’importante è leggere la Parola di Dio, con tutti i mezzi, e accoglierla con cuore aperto. Allora il buon seme porta frutto!”.

50.000 le copie consegnate in piazza San Pietro, ha fatto sapere l’Elemosiniere del Papa mons. Konrad Krajewski. Ma basteranno per tutti? ”Sono duemila anni che i Vangeli non bastano mai…”, ha chiosato il collaboratore di Papa Francesco.

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