Papa Francesco ai parlamentari: non scivolare dalla fede alla “teologia del dovere”

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L’ attesa “politica” era grande. Circa 500 parlamentari italiani guidati dal cappellano della Camera Lorenzo Leuzzi sono andati a messa dal Papa. L’idea era che venissero in pochi perchè si pensava alla cappella di Casa Santa Marta, ma poi le adesioni sono aumentate e Papa Bergoglio ha deciso di celebrare la messa all’altare della cattedra a San Pietro. E come sempre, ormai il Papa abbiamo imparato a conoscerlo anche a Roma, non ci sono stati nella sua omelia, riferimenti  diretti ai politici italiani. Ma c’è stato l’insegnamento del Vangelo che vale per tutti, anche per chi la politica non la fa, ma vive la quotidianità come cittadino nella società.

Non abbiamo potuto seguire in diretta l’omelia e la messa, come è prassi per le messe del mattina di Papa Francesco che vengono invece riportate in parte dalla Radio Vaticana e dall’Osservatore Romano. Certo la “caccia” al parlamentare è stata immediata da parte della stampa. Ma si sa ognuno ha capito a modo suo.

Secondo la versione ufficiale della Radio Vaticana  il Papa ha ricordato, commentando il passo di Geremia proposto dalla liturgia, che anche  al tempo di Gesù c’era una classe dirigente che si era allontanata dal popolo, lo aveva “abbandonato”, incapace di altro se non di seguire la propria ideologia e di scivolare verso la corruzione.

Poi il Papa ha commentato il Vangelo, di Luca, un brano in cui Gesù, scacciato un demonio, risponde a chi cerca di metterlo alla prova con la frase: Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde.”

Geremia da voce al “lamento di Dio” verso una generazione che, osserva il Papa, non ha accolto i suoi messaggeri e che invece si giustifica per i suoi peccati. “Mi hanno voltato le spalle”, cita Papa Francesco, che commenta: “Questo è il dolore del Signore, il dolore di Dio”. E questa realtà, prosegue, è presente anche nel Vangelo del giorno, quella di una cecità nei riguardi di Dio soprattutto da parte dei leader del popolo:

“Il cuore di questa gente, di questo gruppetto con il tempo si era indurito tanto, tanto, tanto che era impossibile sentire la voce del Signore. E da peccatori, sono scivolati, sono diventati corrotti. E’ tanto difficile che un corrotto riesca a tornare indietro. Il peccatore, sì, perché il Signore è misericordioso e ci aspetta tutti. Ma il corrotto è fissato nelle sue cose, e questi erano corrotti. E per questo si giustificano, perché Gesù, con la sua semplicità, ma con la sua forza di Dio, dava loro fastidio”.

Persone, prosegue Papa Francesco, che “hanno sbagliato strada. Hanno fatto resistenza alla salvezza di amore del Signore e così sono scivolati dalla fede, da una teologia di fede a una teologia del dovere”:

“Hanno rifiutato l’amore del Signore e questo rifiuto ha fatto di loro che fossero su una strada che non era quella della dialettica della libertà che offriva il Signore, ma quella della logica della necessità, dove non c’è posto per il Signore. Nella dialettica della libertà c’è il Signore buono, che ci ama, ci ama tanto! Invece, nella logica della necessità non c’è posto per Dio: si deve fare, si deve fare, si deve… Sono diventati comportamentali. Uomini di buone maniere, ma di cattive abitudini. Gesù li chiama, a loro, ‘sepolcri imbiancati’”.

La Quaresima, conclude Papa Francesco, ricorda che “Dio ci ama tutti” e che dobbiamo “fare lo sforzo di aprirci” a Lui: “In questa strada della Quaresima ci farà bene, a tutti noi, pensare a questo invito del Signore all’amore, a questa dialettica della libertà dove c’è l’amore, e domandarci, tutti: ‘Ma, io sono su questa strada? Ho il pericolo di giustificarmi e andare per un’altra strada?’. Una strada congiunturale, perché non porta a nessuna promessa … E preghiamo il Signore che ci dia la grazia di andare sempre per la strada della salvezza, di aprirci alla salvezza che soltanto viene da Dio, dalla fede, non da quello che proponevano questi ‘dottori del dovere’, che avevano perso la fede a reggevano il popolo con questa teologia pastorale del dovere”.

Poca politica quindi, ma moltissimi spunti di riflessione per ogni cristiano.

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