Il papa ad Amman difende le donne e condanna chi giustifica lo “stroncare” vite innocenti

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“Testimoniate l’ amore che ci ispira a scarificare la nostra vita a servizio degli altri per contrastare i modi di pensare che giustificano lo stroncare vite innocenti”. Il papa dallo stadio di Amman dove ha celebrato la messa con migliaia di fedeli giordani e dei paesi vicini lancia la sfida ad un mondo che combatte da secoli. Per essere cristiani in Medio oriente ci vuole coraggio, dice. Un particolare tipo di coraggio:” impegnarvi nel dialogo e di lavorare fianco a fianco con gli altri cristiani nel servizio del Vangelo e nella solidarietà con il povero, lo sfollato e le vittime di profonde tragedie umane; il coraggio di costruire nuovi ponti per rendere possibile un fecondo incontro di persone di diverse religioni e culture e così arricchire il tessuto della società.”

La celebrazione in arabo,latino ed inglese ha ricordato la immagine del Buon Pastore e l’ anno delle famiglia che si celebra in Terra Santa per tutto il 2009. Proprio alla famiglia e al suo ruolo sociale il papa ha dedicato parte della omelia, rivolgendosi soprattutto alle donne. Sotto il grande palco in stile orientale Benedetto XVI ha ricordato “quanto la Chiesa in queste terre deve alla testimonianza di fede e di amore di innumerevoli madri cristiane, Suore, maestre ed infermiere, di tutte quelle donne che in diverse maniere hanno dedicato la loro vita a costruire la pace e a promuovere l’amore!” Ed ha aggiunto:” Sfortunatamente, questa dignità e missione donate da Dio alle donne non sono state sempre sufficientemente comprese e stimate.

La Chiesa, e la società nel suo insieme, sono arrivate a rendersi conto quanto urgentemente abbiamo bisogno di ciò che il mio predecessore Papa Giovanni Paolo II chiamava “il carisma profetico” delle donne come portatrici di amore, maestre di misericordia e costruttrici di pace, comunicatrici di calore ed umanità ad un mondo che troppo spesso giudica il valore della persona con freddi criteri di sfruttamento e profitto. Con la sua pubblica testimonianza di rispetto per le donne e con la sua difesa dell’innata dignità di ogni persona umana, la Chiesa in Terra Santa può dare un importante contributo allo sviluppo di una cultura di vera umanità e alla costruzione della civiltà dell’amore.” Quello che oggi la Chiesa in Terra Santa deve fare e non dimenticare mai ” la grande dignità che deriva dalla eredità cristiana”. Ci vuole coraggio per costruire ponti, per affrontare le difficoltà, bisogna accettare la sfida di praticareuna fede personale e non solo una convenzione sociale, bisogna avere il coraggio dell’ amore e della testimonianza virtù che si possono imparare in famiglia isieme all’ autodisciplina, all’ attenzione agli altri per costruire una società sempre più giusta e fraterna.

Non erano moltissimi i fedeli nello stadio ,ma bisogna ricodare che oggi in Giordania è giorno lavorativo e che entrare alla messa c’erano attese di ore per i controlli di sicurezza. Molte le tv cristiane e non, compresa quella nazionale , che hanno trasmesso la diretta della celebrazione. All’inizio della messa il Papa aveva augurato la pace in arabo. Alla celebrazione rappresenta il regno il principe Ghazi Bin Talal, membro della famiglia hashemita regnante impegnato nel dialogo interreligioso, che ieri aveva accolto Benedetto XVI nella moschea al-Hussein Bin Talal. Al termine della messa il papa ha recitato il Regina Coeli introdotto da una preghiera speciale a Maria perchè i cristiani del Medio Oriente ” possano essere una cosa sola nelle fede che professano e nella testimonianza che offrono”. Dopo la messa il papa è stato ospitato al Vicariato Latino di Amman per il pranzo ufficiale con i vescovi di tutta la regione, nel pomeriggio la visita al Sito dove la tradizione vuole che sia stato battezzato Gesù.

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