Il Papa a Guidonia: “Prendiamo un po’ di tempo ogni giorno per ascoltare Gesù?”

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“Ascoltare Gesù, perché la nostra fede sia nutrita dalla parola di Dio”, e “guardare Gesù, perché possiamo godere un giorno della visione della gloria”. Sono queste le due “grazie” che Papa Francesco ha chiesto nell’omelia pronunciata durante la sua visita alla parrocchia romana di Santa Maria dell’Orazione a Setteville di Guidonia, estrema periferia nord della città. Al suo arrivo, il Papa ha salutato i fedeli nel piazzale antistante la chiesa, incontrando poi le diverse realtà della parrocchia: ammalati e disabili, i bambini e i ragazzi che si preparano a ricevere prima comunione e cresima, le comunità neocatecumenali e le famiglie con bambini battezzati negli ultimi mesi, dedicandosi quindi alla confessione di alcuni penitenti.

Nell’incontro con i neocatecumenali, il Papa ha ricordato che lo scopo della vita spirituale è “mettersi in cammino”, perché “Dio ha voluto salvare un popolo che cammina”. Sulla strada si incontrano però due pericoli: “Uno è fermarsi”, perché “chi si ferma, come l’acqua che ristagna, si corrompe”; l’altro è quello di “sbagliare strada”. Come?  “Peccando. E allora abbiamo bisogno di chiedere perdono al Signore per continuare a camminare”. Facendo attenzione a un rischio ulteriore: quello di fare turismo invece di camminare, essere degli erranti, la cui caratteristica “è che non hanno direzione”.

I paramenti indossati per la Messa sono viola, il colore della Quaresima, tempo di preparazione alla Pasqua di cui la Chiesa celebra oggi la seconda domenica, quella della Trasfigurazione. Con il Papa hanno concelebrato il cardinale vicario Agostino Vallini, il vescovo responsabile del settore monsignor Guerino Di Tora, il parroco don Francesco Bagalà e i sacerdoti suoi collaboratori.

La grazia di ascoltare e quella di purificare gli occhi dello spirito, ha osservato il Papa, sono “in relazione al Vangelo che abbiamo ascoltato”. Quando il Signore si trasfigura davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni, loro “sentono la voce di Dio Padre” che li invita ad ascoltare suo Figlio. È “la grazia di ascoltare Gesù, per nutrire la nostra fede con la parola di Dio. Questo è un compito del cristiano”.

Quali sono i compiti del cristiano? – ha domandato il Papa. “Il primo è ascoltare la parola di Dio, ascoltare Gesù che ci parla e ci salva con la sua parola e fa più forte la nostra fede con quella parola”. Durante la giornata noi ascoltiamo tante cose, “ma prendiamo un po’ di tempo ogni giorno per ascoltare Gesù?”. Come già durante l’Angelus di questa mattina, Francesco ha chiesto: “Abbiamo il Vangelo a casa, ne leggiamo ogni giorno un brano, o non siamo abituati, abbiamo paura?”. La parola di Gesù nutre la fede, è il pasto più forte per l’anima. Io vi suggerisco di prendere alcuni minuti ogni giorno, leggere un bel brano del Vangelo e sentire Gesù: quella parola entra nel nostro cuore e ci fa più forti nella fede”. Il Papa ha rinnovato quindi il suo consiglio: “Portate un piccolo Vangelo in tasca, nella borsa, e quando c’è un po’ di tempo leggete due paroline”. “Di alcuni martiri dei primi tempi, per esempio di santa Cecilia – ha ricordato Francesco –, si diceva che portavano sempre il Vangelo con loro, perché è il primo pasto di Gesù, quello che nutre la nostra fede”.

La seconda grazia “è la purificazione degli occhi dello spirito, per prepararli alla vita eterna, alla visione del cielo”. “Sono invitato ad ascoltare Gesù – ha esortato il Pontefice –, che si manifesta e con la sua Trasfigurazione ci invita a guardarlo”. “Forse – ha riflettuto Francesco – i nostri occhi sono un po’ ammalati, vediamo tante cose che non sono di Gesù, o sono contro, sono cose mondane, non fanno bene alla luce dell’anima, che si spegne lentamente e senza saperlo finiamo nel buio interiore, nel buio dell’anima”. “Abbiamo chiesto al Padre che ci insegni ad ascoltare Gesù, la sua parola, e a guardare Gesù, immaginare com’era, come faceva le cose – ha concluso il Pontefice –. Così la nostra intelligenza, il nostro cuore, va avanti nel cammino della speranza”.

Al termine della celebrazione, Papa Francesco ha benedetto una statua di san Giuseppe, intrattenendosi infine brevemente con i familiari dei sacerdoti della parrocchia, per poi fare rientro in Vaticano.

È stata la quinta visita in parrocchia da parte di Papa Francesco, già la terza dell’anno, dopo il Sacro Cuore a gennaio e San Tommaso apostolo all’Infernetto lo scorso 16 febbraio. L’appuntamento con le parrocchie romane si ripeterà il 6 aprile, quinta domenica di Quaresima.

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