«Caso Becciu: un processo inquietante». Un libro di Quaderni Radicali torna sugli atti e sulle garanzie del processo

Un processo inquietante
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 29.09.2026 – Vik van Brantegem] – È in uscita Caso Becciu: un processo inquietante, il volume delle Edizioni Quaderni Radicali curato da Luigi Oreste Rintallo, con un’Introduzione di Giuseppe Rippa.

Giuseppe Rippa dirige Quaderni Radicali, rivista da lui fondata nel 1977, e Agenzia Radicale. Luigi Oreste Rintallo, pubblicista e docente di italiano e storia, collabora dal 1991 con le due testate e ha già curato la pubblicazione degli atti del Forum del 2024.

Il libro raccoglie una selezione di atti divenuti pubblici durante il processo al Cardinale Giovanni Angelo Becciu e propone una riflessione sul suo svolgimento.

La presentazione è prevista a Roma nell’ultima decade di ottobre.

Gli atti al centro del volume

Giovanni Angelo Becciu è l’unico cardinale, a oltre quattrocento anni dal solo precedente di Giovanni Gerolamo Morone (1509-1580) accusato di eresia e poi assolto, ad essere finito sotto processo. Un processo inquietante sia per com’è nato e sia per come si è svolto, che fa sorgere il dubbio che ad essere colpito sia un innocente. Il direttore di «Quaderni Radicali» e «Agenzia Radicale», Giuseppe Rippa, lo manifesta apertamente nell’introduzione di questo libro che raccoglie una selezione di atti diventati pubblici con il processo.

Nell’Introduzione, Rippa scrive che dalla documentazione selezionata emerge un quadro «imbarazzante» sotto il profilo giuridico: per le dinamiche procedurali, le garanzie e i diritti dell’imputato, oltre che per il ruolo dei protagonisti della vicenda. È la valutazione che dà il titolo al libro e che invita il lettore a misurarsi con gli atti, oltre che con le interpretazioni del processo.

La pubblicazione si inserisce nel lavoro avviato da Quaderni Radicali con il Forum «La giustizia nello Stato Città del Vaticano e il caso Becciu», organizzato il 14 marzo 2024, tre mesi dopo la sentenza di primo grado. Gli interventi furono poi raccolti in un volume, del quale abbiamo dato conto nella nostra precedente presentazione dedicata alla giustizia vaticana e al caso Becciu.

La lettura di Mario Becciu

Mario Becciu, nel commentare l’uscita del libro, richiama il termine «opaco», usato a suo tempo dal Segretario di Stato, e vi contrappone l’aggettivo «inquietante» scelto per il titolo. Nella sua lettura, i documenti raccolti mostrano macchinazioni dirette a ottenere la condanna di un innocente, già colpito pubblicamente il 24 settembre 2020.

«Il Segretario di Stato usò in modo infelice il termine “opaco” per giustificare la necessità di indagare e di celebrare il maledetto “processo del secolo”. Il termine usato nel titolo del libro di imminente stampa, “inquietante” per definire il processo che ha condannato in primo grado il cardinale Becciu, disvela tutte le verità nascoste. Altro che opaco, è tutto chiaro! Gli attori, il complotto, le macchinazioni processuali per condannare in un finto processo chi era stato già condannato pubblicamente il 24 settembre del 2020 da Papa Francesco. Non si poteva tornare indietro. Non si poteva minare la credibilità e l’autorevolezza del monarca che fu convinto da personaggi senza scrupoli di aver individuato nella Curia romana il grande corrotto. Troppo ghiotta l’occasione per chi aveva proclamato pubblicamente che era stato “eletto per combattere la corruzione nella Chiesa”. Peccato che tutto il processo sia stato un atto di corruzione continuo per uccidere un innocente. I documenti riportati nel libro parlano da soli» (Mario Becciu).

La questione, per il volume in uscita, riguarda anche le conseguenze che le contestate modalità del processo potrebbero avere sulla credibilità internazionale della Santa Sede. Su questo Blog dell’Editore abbiamo seguito le diverse fasi della vicenda nell’Indice – Caso 60SA, al quale rimandiamo per la copertura precedente. Ricordiamo inoltre la Rassegna Stampa sul “caso Becciu” curata da Andrea Paganini.

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