Dalle docce calde alla Mucca Marta. In Siberia la solidarietà che restituisce dignità e genera altro bene

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 5 settembre 2026 – Vik van Brantegem] In Siberia, dove le distanze si misurano in centinaia e migliaia di chilometri e l’inverno avvolge la terra nel ghiaccio per lunghi mesi, anche una doccia calda può restituire dignità. E una mucca può cambiare la vita di una famiglia, per poi diventare l’inizio di una catena di solidarietà.

Sono i due segni concreti lasciati dal 72° viaggio di solidarietà di Mons. Luigi Ginami, per tutti Don Gigi, Presidente della Fondazione Santina E.T.S., svoltosi tra il 30 luglio e l’11 agosto 2026. Un itinerario di oltre 2.600 chilometri percorsi in automobile attraverso Novosibirsk, Omsk, Tomsk e i villaggi della Siberia occidentale, accompagnato da Suor Daria Rasskazova, Direttrice della Caritas di Novosibirsk. Due interventi diversi, uniti dalla medesima logica: non limitarsi a consegnare un aiuto, ma creare le condizioni perché una persona possa rialzarsi, prendersi cura di sé e, quando possibile, aiutare a sua volta qualcun altro.

Docce, bagni e spogliatoi per i bambini della Caritas

Il 7 agosto 2026, presso il Centro Caritas della Diocesi della Trasfigurazione a Novosibirsk, sono stati inaugurati e benedetti i nuovi bagni, le docce e gli spogliatoi destinati ai bambini provenienti da famiglie povere, socialmente fragili o immigrate dall’Asia centrale.

La cerimonia è stata presieduta da S.E.R. Mons. Stephan Lipke, Vescovo Ausiliare della Diocesi della Trasfigurazione a Novosibirsk, che ha portato anche il saluto e il ringraziamento del Vescovo diocesano, S.E.R. Mons. Joseph Werth.

L’intervento, finanziato dalla Fondazione Santina con 5.000 euro, completa il progetto avviato nel 2025 con la ristrutturazione del refettorio e della sala destinata agli adolescenti. Avevamo seguito quel primo passo durante il 68° viaggio di solidarietà e speranza della Fondazione Santina.

Dal 2005 la Caritas della Siberia occidentale gestisce a Novosibirsk un centro diurno frequentato quotidianamente da circa 20-25 bambini tra i 6 e i 16 anni. Provengono da famiglie segnate dalla povertà, dalle dipendenze, dalla disgregazione familiare o dalle difficoltà dell’immigrazione. Nel centro ricevono un pasto caldo, vengono aiutati nello studio e apprendono nozioni di cucina, gestione domestica e igiene personale.

Molti di loro vivono in alloggi precari, sovraffollati e privi di servizi adeguati. Arrivano al centro con abiti sporchi, senza la possibilità di lavarsi o cambiare la propria biancheria. Nei nuovi ambienti potranno fare una doccia calda, ricevere vestiti puliti, lavare gli indumenti e imparare a prendersi cura della propria persona.

Non si tratta, dunque, soltanto di sostituire tre servizi igienici, due lavandini, porte, rubinetti e rivestimenti o di acquistare una lavatrice. Significa offrire ai ragazzi un luogo pulito e riscaldato nel quale sentirsi accolti e rispettati. Una piccola opera, certamente, ma capace di intervenire sulla vita quotidiana e sulla dignità di chi la utilizzerà.

Sulla targa collocata negli ambienti ristrutturati compare ancora una volta la firma tremante di Santina Zucchinelli, la mamma di Don Gigi, dalla cui lunga malattia e sofferenza è nata un’opera che continua a raggiungere i poveri in diverse parti del mondo.

La storia di Svetlana e della Mucca Marta

Il secondo progetto è nato a circa 200 chilometri da Omsk, in un piccolo villaggio della sterminata pianura siberiana. Qui Don Gigi e Suor Daria hanno incontrato Svetlana, una donna rimasta sola con quattro nipoti.

Svetlana aveva costruito con il marito una famiglia e una piccola azienda agricola con otto mucche, maiali, galline e oche. Quando la nuora abbandonò i figli ancora piccoli, lei e il marito vendettero la casa e la fattoria per trasferirsi e aiutare il figlio a crescerli. Due anni dopo il marito morì improvvisamente per un infarto.

Nell’aprile 2026 il figlio, spinto anche dalle difficoltà economiche, firmò un contratto con il Ministero della Difesa russo. Un mese più tardi alla famiglia venne comunicato che risultava disperso. Svetlana si è così ritrovata sola, con quattro bambini da mantenere, quattro anni ancora da attendere prima della pensione e un sostegno statale indicato in circa 25 euro mensili per ciascun minore.

La Caritas le ha donato una mucca, chiamata Marta, perché potesse avere latte per i bambini e una piccola risorsa dalla quale ripartire. Ma la storia non finisce qui. Quando Marta ha partorito il primo vitello, Svetlana non lo ha trattenuto per sé: pur vivendo nella povertà, lo ha regalato a un’altra famiglia bisognosa. Successivamente Marta ha dato alla luce altri due vitelli.

È da questo gesto che Don Gigi e Suor Daria hanno tratto l’idea del “Progetto Mucca Marta”: raccogliere 1.000 euro per donare una mucca a un’altra famiglia povera, chiedendo a chi la riceverà di offrire il primo vitello a una famiglia che vive nelle medesime condizioni. Non assistenzialismo senza prospettiva, quindi, ma un bene ricevuto che diventa responsabilità, lavoro, nutrimento e nuovo dono.

In una terra segnata dalla povertà, dall’alcolismo, dall’isolamento e dalle conseguenze di una guerra combattuta a migliaia di chilometri, la scelta di Svetlana contiene una lezione semplice e potente: si può essere poveri e avere ancora qualcosa da condividere.

Il ritorno di Don Gigi in Siberia

Abbiamo accompagnato nel tempo molti dei viaggi di solidarietà e speranza di Don Gigi, America Latina, Medio Oriente e Asia. Alla Siberia era stata dedicata una particolare attenzione nell’ottobre 2025, seguendo quasi giorno per giorno il 68° viaggio: dall’arrivo nella terra dove la misericordia di Dio scioglie i cuori all’incontro con Suor Daria, Volto di Speranza, fino alla visita ai resti del gulag di Lozhok e alla pubblicazione di Daria, il numero 54 della collana #VoltiDiSperanza.

Quel viaggio aveva assunto per chi scrive anche un significato personale. Il racconto della Siberia e dei gulag aveva riportato alla memoria il gennaio 1970, l’arresto a Mosca da parte del KGB, le settimane trascorse nel carcere di Lefortovo e l’espulsione dall’Unione Sovietica, dopo una manifestazione di solidarietà con i dissidenti perseguitati dal regime comunista. Ne avevamo scritto ricordando che «il crimine inizia con l’indifferenza delle persone».

Il ritorno di Don Gigi in Siberia nel 2026 aggiunge ora due nuovi capitoli a quel racconto. Da una parte, docce, bagni e spogliatoi che permettono ai bambini della Caritas di lavarsi, cambiarsi e sentirsi accolti. Dall’altra, una mucca che offre latte a quattro bambini e il cui primo vitello, donato da una donna povera a un’altra famiglia povera, trasforma un aiuto ricevuto in un bene che continua a moltiplicarsi.

I poveri non hanno confini né nazionalità. E la solidarietà autentica non si misura soltanto da ciò che consegna, ma dalla capacità di rimettere in movimento la speranza. Anche a partire da una doccia calda. Anche attraverso una mucca di nome Marta.

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