Anche lo sport al Meeting di Rimini per creare amicizia, a colloquio con il presidente del CSI, Vittorio Bosio

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Anche quest’anno il Centro Sportivo Italiano sarà protagonista al Meeting dell’Amicizia tra i Popoli, che si svolgerà a Rimini dal 21 al 26 agosto, con il titolo ‘L’Amor che move il sole e l’altre stelle’, confermandosi punto di riferimento per lo sport educativo all’interno del Villaggio dello Sport ‘Enel Sport Village’, con un ricco programma di attività sportive aperte a tutti: un vero e proprio villaggio dello sport, dove i valori dell’amicizia, del gioco e dell’educazione si incontrano.

Un impegno che vedrà protagonisti i volontari del CSI, impegnati ad accompagnare bambini e ragazzi nei tornei e nei momenti di gioco libero, educandoli attraverso lo sport e vivendo una vera e propria settimana di formazione associativa sul campo, come ci ha raccontato Vittorio Bosio, presidente nazionale del CSI: papa Leone XIV sarà al meeting, ma il CSI lo ha già incontrato nello scorso giugno con un invito per novembre: quale sentimento si prova?

“Oltre al conforto, alla commozione ed alla gioia, incontrare Papa Leone oltre ad essere una esperienza profondamente spirituale per noi credenti, da sportivi ci trasmette una forte carica di energia. Nel recente saluto nel mese di giugno al termine di una udienza generale lo abbiamo ufficialmente invitato al Convegno Nazionale degli Assistenti Ecclesiastici del CSI in programma a Roma dal 25 al 27 novembre prossimi. Papa Leone XIV ha incoraggiato noi sportivi a ‘giocare sempre a testa alta’.

Ecco allora che il sentimento trasmessoci può diventare una tattica di gioco; per tutti noi: alzare il nostro sguardo, per contemplare il volto del fratello da amare e accogliere. Chi meglio di un atleta può cogliere l’importanza di questo semplice gesto? L’attaccante per far gol. Il pallavolista o il tennista prima di una battuta; il cestista nell’andare a canestro. Resta solo da accogliere questo invito: alzare lo sguardo per riconoscere in ogni persona, un fratello e una sorella da amare, al di là del colore della maglia che indossa”.

Anche quest’anno il CSI al Meeting con lo sport: davvero un’alleanza molto importante?

“Da tantissimi anni ormai costruiamo insieme questo grande padiglione di oltre 15.000 metri quadri per dare la possibilità a tutti, nessuno escluso, di divertirsi: ragazzi e famiglie nel tempo libero, in piena sicurezza e assistiti dai nostri 40 volontari preparati e formati per assistere ogni giorno i visitatori e accoglierli nel tempo libero trascorso al Meeting sui vari campi multi sportivi. Nella società di oggi in cui la comunicazione è sempre più veloce e impersonale i giovani hanno bisogno di un luogo dove possono trovare la possibilità di condividere con i compagni delle esperienze che rendano la vita migliore”.

Perché è importante la ‘socializzazione’ attraverso lo sport?

“Da 80 anni il Csi promuove uno sport a misura di persona e tra i valori fondanti c’è quello dell’accoglienza e dell’aggregazione. La socializzazione è fondamentale perché trasforma l’attività fisica in uno strumento di inclusione, educazione e crescita personale. Lo sport diventa così un’occasione per costruire relazioni autentiche, superare le barriere sociali e promuovere valori sani come l’amicizia ed il rispetto delle regole”.

In quale modo lo sport è un percorso ‘armonico’?

“Il mondo dello sport è pieno di armonia, e si esprime in mille possibili abiti ed ambiti: il movimento, le proporzioni, l’equilibrio, il ritmo, la connessione, la sincronizzazione. Come anche nella musica:penso ad esempio ad un’orchestra chiamata ad interpretare uno spartito, ciascun singolo musicista con uno strumento diverso, con una sensibilità e con un talento ed un tocco diverso. Così in una squadra, di qualsiasi disciplina sportiva, un allenatore, quasi fosse un direttore d’orchestra, va alla ricerca dell’armonia e di quell’accordo tra i giocatori atleti che possano generare una melodia corale. Come pure negli sport individuali unendo mente e corpo armonicamente alla ricerca del gesto tecnico perfetto”.

Al Meeting spazio per i giochi di ruolo: anche essi aiutano nella crescita?

“Sono certamente giochi educativi perché tra gli adolescenti favoriscono uno sviluppo emotivo, linguistico e aggregante. Stimolano il ‘problem solving’ e migliorano la capacità di gestire le emozioni.  Avere in dosso i panni di un personaggio permette di allenare la capacità di comprendere sentimenti e punti di vista diversi dai propri. Ciò favorisce l’esplorazione di nuovi mondi, le abilità e le relazioni. Sono tanti i benefici offerti dai giochi di ruolo che spaziano dallo sviluppo personale alla crescita sociale e direi anche socializzante. Ai tempi di oggi in un’epoca di frammentazione in bolle digitali ed algoritmi, essi rappresentano, direi, un posto protetto dove poter esplorare la propria personalità”.

Quest’anno al meeting anche il ‘Rapatennis’, fusione di tre sport con la racchetta: un mini-tennis più lento e più facile che mantiene la palla in gioco più a lungo. Lo sport può essere ‘lento’?

“Lo sport può essere tutto purché raggiunga sempre il fine ultimo non del risultato, ma del gioco e del benessere psicofisico. E’ un nuovo sport estremamente inclusivo e accessibile a tutte le età. Scambi lunghi e divertenti, con racchette speciali. In questi ultimi anni il CSI ha valorizzato sport non convenzionali come i simpatici ‘Quadball’ e ‘Pafball’, il curioso ‘Tchoukball’, il divertente ‘Dodgeball’ e l’emergente ‘Pickleball’. Siamo sempre attenti ed aperti alla promozione di discipline sportive alternative ed emergenti, specie quelle che generano inclusività, divertimento e lo stare insieme”.

(Tratto da Aci Stampa)

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