Al Meeting di Rimini le mostre aiutano a ‘muovere’ l’amor: a colloquio con Alessandra Vitez

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Il Meeting dell’Amicizia tra i popoli in svolgimento a Rimini dal 21 al 26 agosto, giunto alla 47^ edizione con il tema ‘L’amor che move il sole e l’altre stelle’, è stato presentato nel mese scorso e comprende 13 mostre, che offrono un viaggio che attraversa epoche, continenti e discipline diverse, ma che converge sempre sulle grandi domande della vita: il desiderio di verità, la ricerca della felicità, la possibilità della speranza ed il valore dell’incontro tra le persone.

Tra le esposizioni più significative spicca quella dedicata a sant’Agostino, intitolata ‘Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova: Agostino di Ippona’, che accompagna il visitatore attraverso la vita del vescovo di Ippona, raccontandone le inquietudini, la ricerca della verità, gli incontri decisivi e la conversione. Sempre in ambito spirituale, la mostra ‘O Todo o Nada!’ racconta la vicenda di suor Clare Crockett, giovane religiosa irlandese morta nel terremoto dell’Ecuador nel 2016: attraverso immagini, video e testimonianze emerge il ritratto di una ragazza piena di vita che, dopo aver sperimentato il successo e le attrattive del mondo dello spettacolo, scoprì nella fede una felicità più profonda e autentica. Un altro percorso dedicato a una figura femminile di grande fascino è quello su Madeleine Delbrêl, ‘Strade di città, sentieri di Dio’, che  mette in luce la sua capacità di vivere intensamente il Vangelo nel cuore della città moderna.

Sul versante artistico, uno degli eventi più attesi è la mostra dedicata al quadro ‘Ecce Homo’ di Antonello da Messina, che consente di ammirare un’opera di straordinaria intensità espressiva e di approfondirne il valore storico e culturale. L’arte contemporanea è rappresentata da Tommaso Spazzini Villa, ‘In questo cielo nascosto tra noi’, che propone una personale reinterpretazione della Divina Commedia e di altri grandi testi della tradizione. Tra le mostre culturali trova spazio anche la filosofia con un approfondimento dedicato a Søren Kierkegaard, ‘L’amore, la nascita, il silenzio, la gioia, che stimola il visitatore è invitato a confrontarsi con temi della libertà e della fede.

Un’attenzione particolare è riservata all’attualità internazionale con la mostra sul Libano, ‘Libano. La bellezza, le ferite, la speranza’, che racconta un Paese segnato da ferite ma anche da una lunga tradizione di convivenza tra culture e religioni diverse. Poi lo sguardo sociale e storico è presente anche nella mostra dedicata a Léon Harmel, ‘La profezia di un’impresa’, imprenditore francese del XIX secolo, che anticipò molti principi della dottrina sociale della Chiesa. Sempre sul tema dell’incontro tra popoli e culture si sviluppa la mostra ‘Il mondo è la nostra casa’, dedicata alle missioni gesuiti tra il XVI e il XVII secolo.

Di forte impatto emotivo è la mostra ‘L’abisso e la carezza. Visioni del cuore d’Italia ferito dal terremoto e della sua rinascita (2016-2026)’, che ripercorre i 10 anni trascorsi dal terremoto che colpì il Centro Italia nel 2016 con fotografie, testimonianze, arte e racconti di solidarietà. Poi nel Padiglione Internazionale trova spazio ‘Seminare il futuro’, che è un’esperienza immersiva dedicata alla cooperazione internazionale, alla sostenibilità ambientale e alle filiere agroalimentari del caffè e del cacao.

Mentre tra le proposte scientifiche emerge ‘Wonder Bound. Incantati dalla meraviglia’, che porta a Rimini le più spettacolari immagini dell’universo realizzate dai telescopi spaziali Hubble e James Webb. Infine, il Meeting dedica spazio anche alla letteratura fantastica contemporanea con la mostra su Harry Potter, intitolata ‘Avrà un potere a lui sconosciuto’ e parallelamente la mostra ‘A Tale of Love and Fate’ conduce i visitatori nel mondo di Tolkien.

Alla responsabile del settore delle Mostre del Meeting dell’Amicizia tra i Popoli, Alessandra Vitez, chiediamo di spiegarci in quale modo le mostre affrontano il tema del Meeting: “Le mostre del Meeting di quest’anno attraverso volti, storie, testimoni ed esperienze vive, danno voce al tema della 47^ edizione: ‘L’amor che move il sole e l’altre stelle’. Perché ci mostrano come è possibile vivere le circostanze anche le più drammatiche mossi da un grande amore. Mossi da un’attrattiva che ci porta oltre. Questo amore attraverso le opere d’arte per esempio ci invita a rallentare, a contemplare, a lasciarci attraversare dalla bellezza che ferisce il cuore e lo spinge a desiderare l’infinito per cui è fatto. Certamente è il ‘move’ che ha guidato il lavoro di curatori, progettisti e creativi. Un viaggio verso il proprio compimento alla scoperta di tutta la nostra umanità”.

La mostra ‘Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova: Agostino di Ippona’ sarà sicuramente quella più visitata. Per quale motivo sant’Agostino è ancora attuale?

“Sant’Agostino vive in un’epoca lacerata da profonde inquietudini e da una crescente frammentarietà: la crisi investe la morale, la politica, la religione e la cultura, lasciando l’uomo sospeso in un mondo privo di certezze. E’ proprio nel cuore di questo tempo inquieto che prende forma la grande domanda che accompagnerà sant’Agostino per tutta la vita: dove si trova la verità, e come può l’uomo riconoscerla? Da questo confronto incessante con la complessità del suo tempo nasce così un cammino di ricerca, fatto di dubbi, inquietudini e scoperte, destinato a condurlo verso una verità capace di dare senso all’esistenza.

Anche noi, come sant’Agostino, viviamo in un tempo attraversato da profonde crisi e inquietudini. Eppure, proprio nelle fratture del nostro presente può aprirsi uno spazio inatteso di ricerca e di rinascita: la crisi, da semplice smarrimento, può trasformarsi in un’insperata occasione per riscoprire ciò che rende l’uomo veramente uomo, la sua più profonda statura e la sua inesauribile tensione verso la verità. E’ per questo che sant’Agostino è ancora profondamente attuale: perché, oltre la distanza dei secoli, egli svela la tensione più intima e universale del cuore umano, il desiderio inesauribile di verità, di senso e di amore. In lui riconosciamo la nostra stessa inquietudine e, insieme, la speranza che essa possa diventare cammino, incontro e apertura verso una vita più vera”.

Perché la bellezza e la gioia attraggono?

“La bellezza e la gioia attraggono perché rendono visibile e sperimentabile qualcosa che corrisponde profondamente al cuore dell’uomo. La bellezza non convince anzitutto con un ragionamento: si impone per la sua evidenza, suscita stupore e desiderio. Quando incontriamo qualcosa di veramente bello, avvertiamo che la realtà è più grande di noi e che la nostra vita è fatta per qualcosa di più grande: per questo la bellezza può diventare una strada verso la verità. La gioia, allo stesso modo, è il segno di una vita vissuta dentro un significato, di una presenza che rende possibile affrontare anche la fatica e il dolore senza esserne definiti. Una persona realmente lieta testimonia che la vita, nonostante tutto, può essere amata. In questo senso, la bellezza attrae perché promette, mentre la gioia attrae perché testimonia”.

Del progetto di Tommaso Spazzini Villa il card. Tolentino propone questa chiave: ‘Una riflessione sui legami fragili e tenaci che affondano le loro radici nel nostro essere-nel-mondo’. In cosa consiste il progetto di Tommaso Spazzini Villa?

“Il progetto ’In questo cielo nascosto tra noi’ nasce da un’idea semplice e insieme radicale: ciò che ci appare lontano (una fede diversa dalla nostra, un testo scritto secoli fa, la vita di uno sconosciuto) può improvvisamente rivelarsi capace di parlarci e di toccare qualcosa di profondamente nostro. Sotto la superficie delle parole, delle pagine e delle esistenze, l’artista riconosce una trama invisibile di relazioni che non abbiamo scelto, ma che ci precede e ci unisce, come radici appartenenti ad alberi diversi che, nel buio della terra, finiscono per incontrarsi.

E’ da questa intuizione che prende forma la ricerca di Spazzini Villa: attraversare testi sacri e letterari appartenenti a tradizioni lontane, entrando in essi con il corpo, con la mano e con il tempo. E’ uno sguardo che cerca di ‘vedere ciò che gli altri non vedono, per esempio un arcobaleno di profilo’, e che attraversa l’intera mostra per riconoscere quel cielo nascosto che continua a tenerci insieme”.

Tra i padiglioni fieristici anche una mostra sul terremoto nell’Appennino centrale, ‘L’abisso e la carezza. Visioni del cuore d’Italia ferito dal terremoto e della sua rinascita (2016-2026)’: in quale modo può avvenire la rinascita?

“Il terremoto dell’Appennino ha distrutto paesaggi, case, luoghi e memorie, lasciando una ferita profonda, che non può e non deve essere dimenticata. Ma la storia che questa mostra vuole raccontare non si ferma al momento della distruzione. Comincia, piuttosto, proprio lì: nel gesto immediato di chi ha scelto di ricostruire, di prendersi cura, di non arrendersi alla frattura. La mostra racconta allora il lungo cammino che sta accompagnando la rinascita del cuore d’Italia: è una rinascita che non cancella la ferita, ma la attraversa; che non pretende di restituire il passato così com’era, ma costruisce, passo dopo passo, la possibilità di un domani”.

(Tratto da Aci Stampa)

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