Bernhard Scholz: con Papa Leone XIV il Meeting offre testimonianze di pace e di perdono

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Nell’editoriale del mensile di agosto di ‘Meeting News’ il presidente della Fondazione, Bernhard Scholz, ha presentato la 47^ edizione del Meeting dell’Amicizia tra i Popoli, in svolgimento dal 21 al 26 agosto a Rimini, dal titolo ‘L’amor che move il sole e l’altre stelle’, che avrà il punto più intenso nella visita di papa Leone XIV: “Tra pochi giorni il Meeting potrà accogliere papa Leone XIV. Per tutti noi la sua visita è motivo di profonda gratitudine e immensa gioia. Sarà un’occasione più che preziosa per incontrarlo e ascoltarlo. Sarà anche un’occasione per riscoprire la ragione stessa per cui il Meeting è nato e continua a esistere.

Per questo desideriamo accogliere il papa nel miglior modo possibile: essere in ascolto, quasi scomparire, per lasciare spazio alla sua presenza. Vorremmo che ciò che abbiamo preparato (incontri, mostre, spettacoli e il lavoro di migliaia di volontari) diventasse luogo nel quale ascoltare la sua voce e lasciarci provocare dalla sua testimonianza. Sono particolarmente lieto che il Santo Padre possa incontrare il popolo del Meeting. Attraverserà tutta la fiera, incontrerà i partecipanti del Meeting lungo il suo percorso e farà una visita al Villaggio Ragazzi prima di entrare nel Grand Auditorium”.

Un titolo del Meeting in sintonia con l’enciclica papale: “L’intenzione espressa nel titolo di questo Meeting ha trovato nell’enciclica ‘Magnifica Humanitas’ del Santo Padre un grande conforto, un sorprendente approfondimento e un importante allargamento dell’orizzonte. Alcuni temi che papa Leone XIV ha sottolineato nell’enciclica riguarderanno diversi appuntamenti del Meeting: l’affermazione della grandezza dell’uomo e della sua dignità, la consapevolezza che i suoi limiti non lo soffocano ma lo proiettano a un dialogo con l’infinito, le riflessioni sul senso del lavoro e della ricerca, l’urgenza di una comunicazione che favorisca la dimensione relazionale della persona”.

Quindi dopo 44 anni il papa al Meeting: quale è il sentimento che si prova?

“Sentiamo una profonda gratitudine e viviamo una grande attesa piena di gioia. C’è un grande entusiasmo e sappiamo che arriveranno tanti giovani, non solo dall’Italia. Lungo il suo percorso nei padiglioni della fiera il Santo Padre incontrerà tutti partecipanti del Meeting: i bambini, i giovani, le famiglie ed anche quelli che frequentano il Meeting dalla sua prima edizione. Le parole che il papa ci rivolgerà nel grande auditorium saranno trasmesse in ogni angolo della fiera”.

Però nel XXI secolo il titolo del Meeting è ancora ‘attraente’?

“Il titolo ha suscitato una grande curiosità: com’è possibile parlare di amore in un momento di conflitti, di sempre nuove contrapposizioni, di guerre in crescendo? La risposta è una: proprio per questo. Se il principio dell’universo che investe tutto il cosmo e fino alle particelle subatomiche e investe anche la nostra vita è amore, vuol dire che per sua natura non ci si impone. Rispetta la nostra libertà e vuole essere accolto liberamente. Quindi non c’è nessun automatismo ma almeno un inizio di volontà di lasciare entrare questo amore nella propria vita.

Per questa ragione vogliamo rendere presente al Meeting esperienze di persone che hanno dato spazio a questo amore in situazione di repressione e di violenza che potrebbero giustificare l’odio e la vendetta. Sono testimoni del Libano, dell’Ucraina, della Terra Santa, della Nigeria e di situazioni di violenza dentro le nostre società che si sono impegnati anche con grandi sacrifici per la riconciliazione e l’accoglienza. Sono loro i primi a testimoniare la verità di questo titolo a tutti noi. L’attrazione sta in questo: non c’è circostanza avversa che possa essere più forte dell’amore”.

Allora, per quale motivo il Meeting si apre con le testimonianze del perdono e si chiude con la testimonianza della pace?

“Il Meeting si apre, venerdì 21 agosto alle ore 12.00, con un incontro fra la sorella di un sacerdote ucciso e la madre di uno degli attentatori che fu ucciso dalla polizia. Queste due donne si sono incontrate perché la sorella del prete ha preso sempre coscienza del dolore della madre e voleva incontrarla. Questo vuol dire che un fatto così drammatico non ha allontanato le due donne, come poteva essere ‘naturale’ ma è diventato fattore di incontro. Penso che il nostro mondo abbia urgentemente bisogno di riconoscere che non c’è ostacolo all’abbraccio dell’altro. L’unica condizione è ciò che la Sacra Scrittura chiama ‘semplicità del cuore’.

Alla chiusura del Meeting, mercoledì 26 agosto alle ore 19.00, è previsto un incontro con il card. Pier Battista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, ed alcuni giovani da diversi parti del mondo. Sarà un incontro che metterà in luce che la pace non avviene solo perché la desideriamo, ma perché ognuno si impegna lì dove è, nelle circostanze favorevoli o avverse della sua vita, a costruire con sacrifici e pazienza relazioni autentiche, relazioni vere che guardano l’altro nella sua dignità unica, irriducibile e irripetibili. Il card. Pizzaballa ha sottolineato più volte che la pace si costruisce con un vero realismo che non nega le circostanze anche brutali e atroci, ma non nega neanche, anzi cerca di affermare per quanto possibile, il bene infinito della propria vita e della vita dell’altro”.

Di conseguenza è un titolo che si collega con l’enciclica di papa Leone XIV: in quale modo il Meeting declina questa ‘magnifica umanità’?

“Con questa enciclica papa Leone XIV apre una prospettiva chiara e lungimirante per le istituzioni pubbliche, per la società civile, per gli attori economici e culturali, per ciascuno di noi: custodire l’umano in condizioni che tendono a relativizzarlo, manipolarlo o sostituirlo. Molti temi che il papa ha sottolineato nell’enciclica saranno al centro di diversi appuntamenti del Meeting: l’affermazione della grandezza dell’uomo e della sua dignità, le riflessioni sul senso del lavoro e della ricerca, l’urgenza di una comunicazione che favorisca la dimensione relazionale della persona, la considerazione che senza la ricerca della verità la democrazia tende ad atrofizzarsi.

Sono tutti temi decisivi per il nostro futuro. Io sono certo che tra le riflessioni più importanti di questa enciclica ci sono quelle che riguardano il modo con il quale noi valutiamo i nostri limiti, Il papa ci propone di guardare i nostri limiti non come un impedimento od un ostacolo alla felicità ma come un’apertura verso quell’amore che Dante ci richiama e che solo può compiere in modo vero e duraturo il nostro desiderio di una felicità senza fine.

Se invece ci proponiamo di utilizzare la tecnologia per superare i nostri limiti allora ci chiudiamo e diventiamo limite a noi stessi. Custodire l’umano vuol dire tenere sempre aperto il rapporto con l’infinito nell’impegno inevitabile e anche desiderabile con le condizioni della vita e con le risorse che ci sono date dalla natura, così come quelle che abbiamo creato con la nostra intelligenza”.

(Tratto da Aci Stampa)

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