Verso una ristrutturazione necessaria
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 05.08.2026 – Andrea Gagliarducci] – Papa Leone XIV è rientrato in Vaticano dopo un mese di vacanza a Castel Gandolfo, e lo attendono una serie di decisioni importanti. Non tutte sono urgenti, ma le sue scelte in ciascuna di esse ci diranno molto su come il Papa intende plasmare il suo pontificato. Queste decisioni saranno sottoposte al severo esame di molti, a cominciare da coloro che in Vaticano hanno sostenuto le scelte di Papa Francesco e si rifiutano di fare marcia indietro.
Il rischio è che il Papa si trovi, nel prossimo futuro, ad affrontare un fuoco incrociato sulle nomine e l’organizzazione della Curia Romana. Potremmo persino sentire voci – provenienti anche da persone di alto rango – di abbandono o tradimento del progetto di riforma curiale di Papa Francesco, così come espresso nella Costituzione Apostolica del 2022, Praedicate Evangelium.
Quali sono dunque queste decisioni?
Innanzitutto, diversi capi di dicastero hanno già raggiunto l’età pensionabile e dovranno essere sostituiti. Si tratta del Prefetto del Dicastero per le Cause dei Santi, il Cardinale Marcello Semeraro; del Prefetto del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il Cardinale Arthur Roche; del Prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, il Cardinale Kurt Koch; e del Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, il Cardinale Kevin Farrell. A novembre, anche il Cardinale Lazzaro You, Prefetto del Dicastero per il Clero, compirà 75 anni.
Finora, Leone XIV ha operato in modo coerente in tutti i dicasteri in cui è stato chiamato a effettuare i cambi generazionali. L’unica eccezione è il Dicastero per la Comunicazione, dove ha scelto Montse Alvarado, Presidente e Direttore operativo di EWTN News, che, a partire da novembre, sarà chiamata a sovrintendere al complesso apparato di comunicazione della Santa Sede. Per il resto, non ci sono state grandi sorprese, né decisioni dirompenti. Leone XIV ha mantenuto un profilo piuttosto basso, e questo si è rivelato efficace per tutte le questioni importanti.
Si vocifera di un altro possibile cambiamento, questa volta alla guida della Segreteria di Stato. A tal proposito, è opportuno ricordare che l’attuale Segretario di Stato, il Cardinale Pietro Parolin, ha finora goduto della piena fiducia del Papa e tra poco più di tre anni compirà 75 anni. Il Papa, tuttavia, potrebbe desiderare una persona di sua fiducia per guidare la Segreteria di Stato. Si specula già molto su chi sarà il nuovo Segretario di Stato, ma si parla poco di cosa potrebbe fare il Cardinal Parolin. A 72 anni, qualsiasi nuovo incarico sarebbe incompleto, anche con una proroga fino al compimento dei 77 anni, perché non ci sarebbe tempo per riforme e interventi concreti. Esiste però la possibilità che il Cardinal Parolin possa sostituire il Cardinale Fernando Filoni, ormai ottantenne, come Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. La posizione avrebbe un profilo internazionale e diplomatico, e rappresenterebbe una transizione ideale verso il pensionamento.
Inoltre, eviterebbe di nominare il Cardinal Parolin a una carica per la quale non sarebbe in grado di completare il suo mandato quinquennale. La Santa Sede, infatti, preferisce sempre che i prelati che completano il loro primo mandato quinquennale vengano nominati a posizioni di rilievo, in modo che possano lavorare con serenità.
Alcuni ipotizzano che il Cardinal Parolin potrebbe essere sostituito dall’Arcivescovo Paul Richard Gallagher, attuale Segretario per i rapporti con gli Stati e le organizzazioni internazionali. Ma è improbabile, dato che Gallagher ha già 73 anni e quindi ricoprirebbe l’incarico solo per due anni prima di andare in pensione.
È un periodo di speculazioni.
Si parla sempre più insistentemente del Vescovo Erik Varden, Amministratore apostolico di Tromsø e Presidente della Conferenza Episcopale della Scandinavia, come nuovo Prefetto del Dicastero per il Servizio dell’Unità dei Cristiani. Si parla anche di un possibile trasferimento del Cardinale Mauro Gambetti dall’incarico di Arciprete della Basilica di San Pietro a quello di Vescovo di Chieti. Si parla infine della nomina del Vescovo di Tortona, Mons. Guido Marini, a nuovo Arciprete della Basilica di San Pietro. Ma è piuttosto difficile distinguere tra speranze e informazioni reali, perché la verità è che si sa ancora poco del modo di governare di Leone XIV. Ecco perché queste prossime nomine – e arriveranno, alcune prima e altre dopo – sono così interessanti.
Finora, Leone XIV ha privilegiato la continuità nelle nomine, con la sola eccezione del Dicastero per la Comunicazione. Ne sono un esempio l’Arcivescovo Filippo Iannone, successore di Leone XIV al Dicastero per i Vescovi. Per il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, Leone XIV scelse una donna, Suor Alessandra Smerilli, che era già Segretario, e promosse il Cardinale Fabio Baggio, Sottosegretario, a Pro Prefetto. Con questa mossa, Leone XIV mantenne la “quota femminile” del dicastero, ma pose anche fine alla distribuzione asimmetrica di incarichi e onori, poiché era oggettivamente strano che il sottosegretario di un dicastero fosse un cardinale. Resta da vedere se il Papa continuerà su questa strada, lasciando le decisioni alla vecchia guardia. Vale la pena ricordare che Papa Leone XIV era membro di quella vecchia guardia, sebbene vi fosse entrato tardi, avendo servito come Prefetto del Dicastero per Vescovi per due anni.
C’è una fiducia generale nella capacità del Papa di svolgere il lavoro del suo nuovo ufficio, ma resta da vedere se questa fiducia sarà ripagata dai fatti. Nel frattempo, il rischio per Leone XIV è che ogni nomina percepita come destabilizzante mini la posizione di cardinali e vescovi, portandoli ad attaccare il pontificato e a creare un’opinione pubblica sfavorevole. Non che al Papa importi dell’opinione pubblica, ma parte del suo mandato – come lui lo intende, la sua missione – è “calmare gli animi” nella Chiesa, a Roma e nel mondo. L’impatto che le sue decisioni avranno – sugli esponenti della Curia a Roma e sulle persone – non è da sottovalutare.
Questo articolo nella nostra traduzione italiana è stato pubblicato dall’autore in inglese il 3 agosto 2026 sul suo blog Monday Vatican.


























