A Giffoni l’impossibile diventa possibile
C’è sempre una sfumatura di possibilità nelle cose impossibili che porta a guardare le storie da un’altra prospettiva, quella della speranza di poter generare un cambiamento, di sentire realmente la vita attraverso l’energia che scorre quando ti ritrovi ad affrontare vere e proprie sfide da superare con coraggio, intraprendenza, impegno e dedizione nonostante i ‘nonostante’. Le cose impossibili non è stato solo il tema della 56^edizione del Giffoni Film Festival, ma il filo conduttore che ha attraversato le emozioni dei #juror che hanno premiato soprattutto le storie che raccontano come ci sia sempre una chiave, anche se a volte ben nascosta, pronta ad aprire le porte chiuse dell’esistenza di ognuno (dai più piccoli ai più grandi).
Durante il festival, ogni ragazzo si sente davvero al centro dell’attenzione: un’oasi di conforto in cui è possibile affrontare a testa alta anche il dolore della vita. I film in gara hanno dunque rappresentato uno sguardo delicato sul vissuto dei ragazzi: chiamati non solo a giudicare, ma ad aprire le porte della propria quotidianità, i giovani giurati hanno lasciato entrare uno spiraglio di luce per guardare il presente con occhi nuovi e maggior consapevolezza.
Nello scegliere le opere da premiare, si sono lasciati guidare dalle storie in cui si sono riconosciuti e rispecchiati. Racconti capaci di dimostrare che è proprio dalle sfide apparentemente impossibili che nascono le vere opportunità. Nei film vincitori di questa edizione del #GiffoniFilmFestival c’è tutto questo: il valore del gioco di squadra, il coraggio di osare e superare i propri limiti, e la forza di una vita che non si arrende di fronte agli ostacoli.
La sezione Elements + 6 ha premiato ‘Garuda – Dare to Dream’ (Indonesia) con la regia di Ronny Gani, sceneggiatura Sofia Lo e Makbul Mubarak con il montaggio di Aline Jusria: è la storia di un ragazzo di 13 anni affetto da asma che sogna di giocare nella nazionale indonesiana e riesce nel suo intento, nonostante tutto, in un’atmosfera fantastica che nasconde un messaggio importante: la magia si palesa solo a chi sa vederla. Grande entusiasmo tra i #juror che hanno visionato il lungometraggio alla presenza del regista. Gani ha spiegato di aver scelto come protagonista un ragazzo asmatico proprio per trasmettere un messaggio di speranza: ‘Nessuno nasce vincitore, ma possiamo sempre diventarlo, andando oltre i nostri limiti’.
‘E’ sempre più facile prendersi gioco di qualcuno che assumersi le proprie colpe’: il film ‘The Altar Boys’ (Polonia) ha attraversato le emozioni che si provano nel combattere le ingiustizie, facendo squadra. Ed è stato premiato dalla sezione Generator+13. Con la regia di Piotr Domalewski che ha curato anche la sceneggiatura (fotografia di Piotr Sobociński Jr e il montaggio di Agnieszka Glińska) racconta le sfide di un gruppo di chierichetti adolescenti, frustrati dall’indifferenza degli adulti e della Chiesa nei confronti delle ingiustizie sociali, che decide di attuare un piano anticonvenzionale per il rinnovamento morale del loro quartiere, ritrovandosi a conoscere il confine sottile tra il bene e il male.
Per il regista Ivan Pavljutskov il personaggio di ‘Morten’ (Estonia, Lituania), film vincitore per la sezione Generator +15 fa parte di ‘un percorso di scoperta e autoconsapevolezza’. Insieme ai #juror il regista ha ripercorso una storia di amicizia e scoperta di sé. Morten è infatti un ragazzo sensibile e introverso di 15 anni che vive con lo zio disoccupato in una fattoria fatiscente, mentre la madre lavora all’estero per assicurarsi un futuro migliore. Isolato dai compagni di classe e vergognandosi della sua situazione, si rifugia nelle immagini che cattura con una vecchia macchina fotografica, l’unico strumento che possiede per comprendere e orientarsi nella vita.
Mentre i Generator +18 dopo essersi confrontati con il regista in sala hanno voluto premiare ‘You Believe in Angels Mr.Drowak?’ (Germania, Svizzera) di Nicolas Steiner, sceneggiatura di Bettina Gundermann, fotografia Markus Nestroy, montaggio Kaya Inan. La storia intreccia le vite di Lena e Hugo. La ragazza dopo essersi candidata per un posto come tutor di scrittura per un’iniziativa sociale presso ‘The Office’, non immagina che il suo unico studente è un ex senzatetto: Hugo Drowak dal grande talento. Però più Hugo scrive, più i ricordi e i demoni del passato iniziano a tormentarlo. A ‘You Believe in Angels Mr.Drowak?’ anche il riconoscimento Best Cinematography con il premio ‘Gaetano Del Mauro Memorial Award’.
Per il miglior cortometraggio gli Elements+3 hanno premiato ‘Snorri, catch me if you candy!’ (Germania) di Thierry Marchand. Un’animazione in 3D con protagonista un piccolo polpo blu che cerca disperatamente di acchiappare un lecca-lecca gigante con risultati esilaranti.
Tra animali parlanti, piccoli eroi del quotidiano, mondi fantastici e avventure in miniatura, Elements +3 conferma la propria vocazione a raccontare l’infanzia come uno spazio di scoperta continua, dove ogni esperienza diventa un’occasione per imparare a conoscere sé stessi, gli altri e il mondo che ci circonda.
Il valore della famiglia che si riunisce per una pasto che è anche condivisione di emozioni è al centro del vincitore di Parental Experience: ‘Where we sit together’ di Joshua Yang (Taiwan). Il cortometraggio racconta la storia di Fang, una bambina di dieci anni che vive in un appartamento angusto e senza tavolo da pranzo. Durante la cena di compleanno di un amico, la piccola scopre per la prima volta il calore e il senso di appartenenza che si crea sedendo tutti insieme.
Per la sezione Elements+6 vince ‘The little Hotel Detective’ (Olanda) di Julia van Braak che racconta la storia di Billie, 11 anni, che indaga per scoprire chi sia il misterioso ispettore che potrebbe causare la chiusura del piccolo hotel della madre. Mentre è stato ‘Il Murales del Campione’ (Italia) di Massimiliano Pacifico ad affascinare i giurati della sezione Elements+10, che gli hanno conferito il premio come miglior corto. Una produzione cinematografica che sta preparando un film sui murales dedicati a Diego Armando Maradona, la troupe inizia i provini per individuare il ragazzo che sarà il protagonista del film.
Lo Zecchino d’Oro Award 2026 per la Migliore Colonna Sonora nella sezione Elements +3 – Short Films va a ‘The Winter Cat’ (Il Gatto Inverno) di Aurora Cesarini, Silvia Sabbatini e Marta Zanoni (Italia), premiato per una partitura intensa e delicata che accompagna il racconto tra realtà e immaginazione, restituendo con sensibilità i paesaggi emotivi della storia e risvegliando lo stupore dell’infanzia.
Il premio Fenice CONAI 2026, nella sezione Elements +6 – Short Films, è assegnato ad ‘Alby – The Last Tree’ di Alessandro Parrello (Italia), una fiaba che diventa un messaggio concreto di educazione ambientale, valorizzando il ruolo delle nuove generazioni come protagoniste del cambiamento attraverso i piccoli gesti quotidiani.
Il Lete Special Award 2026 va a ‘Garuda: Dare to Dream’ di Ronny Gani (Indonesia), premiato per aver raccontato con autenticità il coraggio di inseguire i propri sogni grazie all’impegno, alla determinazione e alla forza del gioco di squadra, offrendo un messaggio di fiducia ai più giovani.
L’Ecopneus Special Award 2026 riconosce ‘Splish Splash Forever!’ di Natascha Beller (Svizzera), apprezzato per aver trasformato una storia di rinascita collettiva in una metafora del riciclo e della rigenerazione, celebrando la capacità delle comunità di trasformare le difficoltà in nuove opportunità. L’ECFA Special Award – Best European Film for Children 2026 è assegnato a ‘Mira’ di Marie Limkilde (Danimarca), come miglior film europeo per ragazzi. L’ACEC Award 2026, nella sezione Generator +15, premia ‘Nipster’ di Sunniva Eir Tangvik Kveum (Svezia) per l’originalità del tema, il ritmo narrativo e la capacità di affrontare questioni complesse senza giudicare i personaggi, lasciando allo spettatore la libertà di costruire il proprio punto di vista.
Doppio riconoscimento per ‘Morten’ di Ivan Pavljutskov (Estonia/Lituania). Il CONOU Special Award 2026 ne valorizza il delicato racconto della fragilità e della possibilità di ritrovare sé stessi attraverso un percorso di trasformazione e rinascita. Il Premio CGS – Percorsi Creativi 2026, nella sezione Generator +15, sottolinea invece la forza del racconto di formazione, l’immedesimazione offerta agli adolescenti e la qualità della regia, della fotografia e della colonna sonora nel rappresentare il percorso di crescita del protagonista.
Il Premio CGS – Percorsi Creativi 2026 per la sezione Generator +18 va infine al film ‘You Believe in Angels, Mr. Drowak?’ di Nicolas Steiner (Germania/Svizzera), premiato per aver affrontato, con una potente chiave distopica, temi come solitudine, rimorso e autodistruzione, distinguendosi per la ricercata costruzione visiva e la forza espressiva della messa in scena.





























