‘VIRGO FIDELIS’ ovvero l’evento misterioso ed unico dell’apostolato di Maria Santissima accolto da san Paolo e seguito anche dalle coppie cristiane presenti presso Basilica/Santuario Madonna della Milicia
Eppure, fin da adolescente, cominciò a sentire una sete di verità e di contatto con il divino nel suo animo. La lettura delle Sacre Scritture, spesso accompagnata da un’intensa riflessione personale, lo portò a confrontarsi con il proprio senso di colpa e con la consapevolezza dell’amore incondizionato di Dio. Il suo cammino è una testimonianza vivente del fatto che, attraverso l’incontro personale con il Vangelo (pensiamo a San Paolo e ad altri santi, cfr. il mio articolo https://www.korazym.org/117279/rilevanza-delle-virtu-teologali-nellermeneutica-del-magistero-e-della-magistratura-analisi-comparativa-sul-piano-sociologico-teologico-storico-e-giurisprudenziale-15/ “ La conversione di San Paolo è un episodio simbolo della possibilità di redenzione per chiunque, come sottolinea sempre Mons. Salvatore La Spisa nelle sue omelie. La sua conversione avvenne lungo la strada per Damasco, dove si stava recando proprio per tormentare i cristiani della città in nome del Sinedrio di Gerusalemme. Investito da una luce abbagliante che lo rese cieco udì una voce che diceva: “Saul, Saul, perché mi perseguiti?”. E lui: “Chi sei o Signore?”; e la voce: “Io sono Gesù che tu perseguiti. Orsù alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare”:Atti 9, 3-7.
San Camillo De Lellis dedicò il resto della propria vita alla cura e all’accoglienza di uomini e donne gravati da malattie terribili, fece dimenticare a tutti il suo passato di vizioso e peccatore e i suoi Camilliani portano ancora oggi conforto a chi soffre in ogni parte del mondo; un giorno Gesù passò accanto a Matteo mentre era seduto al banco delle imposte e gli disse semplicemente: ‘Seguimi’-Marco 2,14-. e Levi/Matteo lo seguì, divenendo uno dei suoi fedelissimi e predicando la Sua parola fino a subire il martirio in Suo nome; San Disma, rappresenta un caso unico nel suo genere: egli fu il solo Santo a essere canonizzato da Gesù in persona.
Andò in Paradiso per direttissima, insomma, e questo è ancora più sorprendente se pensiamo che Disma era un criminale, uno dei due ladroni crocifissi a destra e a sinistra di Gesù sul Golgota; Sant’Agostino d’Ippona, di cui ho già citato il suo pensiero sulla fede, mentore di Santa Teresa, fu un esimio filosofo, vescovo d’ Ippona, venerato da tutti e un eccellente teologo, nonché Padre e dottore della Chiesa ( cfr. le parole del nostro Pontefice sulla Chiesa di oggi: https://www.facebook.com/share/p/18kCus2ghF/ ), autore di alcune delle pagine più belle e intense della letteratura ecclesiastica e non. Ma prima di tutto questo fu un peccatore.
Ebbe per anni un’amante, con la quale concepì anche un figlio fuori dal matrimonio, e si trascinò per tutta la sua turbolenta giovinezza tra vizi e peccati): ‘le vite più comuni possono diventare straordinarie e portatrici di luce nel mondo; la conversione interiore ci spinge a una passione travolgente per la Parola di Dio. Oggi queste parole continuano a risuonare nei cuori di chi cerca conforto e verità spirituale’.





























