Tra esorcisti che mancano e simboli che interrogano: il disagio spirituale che la Chiesa non può ignorare
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 17.07.2026 – Vik van Brantegem] – Due interventi di Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo riaprono il dibattito sul ministero dell’esorcismo, sul discernimento pastorale e sul crescente ricorso all’occultismo [*]. Un tema delicato che interpella la responsabilità dei vescovi, dei sacerdoti e dell’intera comunità ecclesiale.
Negli ultimi anni si parla molto di crisi educativa, di disagio giovanile, di salute mentale e di nuove dipendenze. Molto meno, invece, si affronta un fenomeno che continua a riaffiorare nel vissuto pastorale di numerose diocesi: il crescente numero di persone che chiedono preghiere di liberazione o l’intervento di un sacerdote esorcista.
Sul tema sono intervenuti recentemente gli Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo, attraverso due articoli firmati da Veronica Cireneo, nei quali vengono affrontati aspetti diversi ma strettamente collegati: da un lato la crescente difficoltà delle famiglie nel trovare sacerdoti preparati ad accompagnare situazioni spiritualmente complesse; dall’altro la denuncia di una cultura contemporanea che, attraverso musica, spettacolo, esoterismo e alcune forme di espressione artistica, finirebbe per banalizzare o persino promuovere simboli riconducibili al satanismo.
Si tratta di argomenti che inevitabilmente suscitano posizioni differenti e che richiedono prudenza, equilibrio e discernimento. Proprio per questo meritano di essere affrontati senza pregiudizi ma anche senza sensazionalismi.
Una domanda che ritorna nelle diocesi
Il primo articolo prende le mosse dalla testimonianza di una madre che racconta le difficoltà incontrate nel cercare aiuto per un familiare ritenuto bisognoso di un accompagnamento spirituale. Il racconto denuncia la scarsità di esorcisti, la difficoltà di accedere a sacerdoti disponibili e il timore che molte situazioni vengano interpretate esclusivamente sotto il profilo psichiatrico, trascurando l’eventuale dimensione spirituale.
La testimonianza è, per sua natura, una voce personale e non costituisce una prova generale della situazione ecclesiale. Tuttavia intercetta una questione reale: in molte diocesi italiane il numero degli esorcisti è limitato e non sempre sufficiente rispetto alle richieste.
La Chiesa, del resto, ha sempre insegnato che il discernimento tra disturbo psichico e possibile influenza di natura spirituale richiede grande prudenza. Il Rituale degli Esorcismi e le indicazioni della Santa Sede raccomandano esplicitamente la collaborazione con specialisti qualificati proprio per evitare diagnosi affrettate, sia in un senso sia nell’altro.
Non si tratta dunque di contrapporre Fede e medicina, ma di riconoscere che entrambe possono concorrere, ciascuna nel proprio ambito, al bene della persona.
La formazione degli esorcisti
Gli articoli richiamano anche i corsi organizzati dall’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, riferimento internazionale per la formazione sul ministero dell’esorcismo e sulla preghiera di liberazione. Gli autori manifestano però la preoccupazione che l’attenzione agli aspetti psicologici finisca, in alcuni casi, per oscurare la dimensione spirituale del problema.
È un tema che attraversa da tempo il dibattito ecclesiale.
La prassi della Chiesa Cattolica, infatti, non considera il ricorso alla valutazione medica come un’alternativa alla Fede, bensì come una forma di prudenza pastorale. Al tempo stesso, numerosi esorcisti hanno più volte ricordato che non ogni sofferenza interiore può essere spiegata esclusivamente attraverso categorie cliniche.
Il vero discernimento consiste proprio nell’evitare sia il riduzionismo spiritualista sia quello esclusivamente psicologico.
L’occultismo come fenomeno culturale
Il secondo articolo amplia lo sguardo e denuncia la crescente diffusione di eventi, concerti, festival e manifestazioni caratterizzati dall’utilizzo di simboli esoterici o satanici, citando alcuni esempi recentemente svolti in Italia e concludendo con un appello ai vescovi affinché aumentino il numero degli esorcisti nelle diocesi.
Anche qui occorre distinguere accuratamente i piani.
È indubbio che, negli ultimi decenni, l’immaginario occulto abbia trovato spazio nella musica, nel cinema, nelle piattaforme digitali, nei videogiochi e persino nel marketing. Molto di questo appartiene alla provocazione artistica o commerciale; altro, invece, sfocia in pratiche esoteriche vere e proprie.
La Chiesa ha sempre invitato a discernere tali fenomeni, ricordando che l’interesse verso magia, spiritismo, divinazione e pratiche occultistiche non costituisce una semplice curiosità culturale quando conduce a un coinvolgimento personale incompatibile con la Fede Cristiana.
L’appello ai vescovi
La conclusione dei due interventi assume la forma di un vero e proprio appello rivolto ai pastori della Chiesa affinché vengano nominati nuovi esorcisti e rafforzata la pastorale della liberazione.
È una richiesta che nasce dall’esperienza di chi, almeno secondo gli autori, incontra quotidianamente famiglie in difficoltà.
Resta naturalmente compito dei singoli vescovi valutare le esigenze delle rispettive diocesi, individuare sacerdoti adeguatamente preparati e garantire un esercizio equilibrato di un ministero tanto delicato quanto poco conosciuto.
Una questione pastorale prima ancora che mediatica
Al di là delle singole valutazioni espresse negli articoli, una domanda rimane aperta.
Perché tante persone continuano a cercare sacerdoti capaci di ascoltare, accompagnare e discernere situazioni che esse vivono come profondamente spirituali?
La risposta non può limitarsi al confronto tra psicologia ed esorcismo.
Essa riguarda piuttosto la qualità dell’accompagnamento pastorale, la formazione del clero, la capacità della Chiesa di ascoltare le sofferenze delle persone senza liquidarle con superficialità, ma anche senza attribuire automaticamente al demonio ciò che può avere altre cause.
In questo delicato equilibrio si gioca gran parte della credibilità dell’azione pastorale.
Ed è forse proprio questo il punto più importante sollevato dai due interventi degli Alleati dell’Eucarestia e del Vangelo: non tanto alimentare la paura del maligno, quanto ricordare che la cura delle anime richiede oggi, come ieri, sacerdoti preparati, discernimento, preghiera e una rinnovata attenzione verso quelle periferie spirituali che troppo spesso restano invisibili.
[*] Richieste di liberazione in aumento, ma mancano gli esorcisti. La drammatica testimonianza di una mamma – 30 giugno 2026 e Quando l’arte necessita di esorcismo. Appello ai Vescovi. Alleati dell’ Eucarestia, Iustitia in Veritate – 17 luglio 2026
L’immagine di copertina è una locandina promozionale per il film horror del 2022 “Gli occhi del diavolo” (titolo originale: Prey for the Devil). Il film è incentrato su un aumento dei casi di possessione demoniaca e segue una suora che si forma per diventare esorcista. La cifra riportata nell’immagine (“500.000 persone”) è un elemento di marketing utilizzato per promuovere il film in Italia. È stato distribuito da Eagle Pictures e diretto da Daniel Stamm, noto per il genere horror.


























