Mons. Vincenzo Paglia a ‘Radici’: dall’infanzia in seminario alla cena con Bill Gates sull’IA
Nella nuova puntata del video-podcast condotto da Ughetta di Carlo, l’alto prelato si racconta a cuore aperto: i ricordi d’infanzia, il rapporto con otto papi, lo storico legame con la Comunità di Sant’Egidio e le grandi sfide etiche del nostro tempo. Dall’appello all’ONU per gli anziani all’aneddoto sul personal trainer.
Che cosa unisce le radici di un bambino entrato in seminario a soli 11 anni all’uomo che oggi dialoga con i grandi della Terra sul futuro della tecnologia? C’è tutto questo, e molto di più, nell’intensa e profonda intervista a mons. Vincenzo Paglia, ospite della nuova puntata di ‘Radici Beyond the name’.
Un viaggio intimo e retrospettivo in cui ‘Don Vincenzo’ ripercorre le proprie origini e la storia della sua famiglia, fino al precoce ingresso nel seminario di Roma, l’inizio di un percorso straordinario che lo ha portato a incontrare ben otto Pontefici. Una missione e un cammino umano che hanno visto i risvolti più importanti sotto i pontificati di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, affrontando in prima linea temi caldi e cruciali come l’inizio vita, il fine vita, l’aborto e le adozioni.
Da sempre profondamente legato alla Comunità di Sant’Egidio e già vescovo di Terni-Narni-Amelia, mons. Paglia ha ricoperto nel tempo ruoli apicali e di grandissimo rilievo per la Chiesa universale, tra cui la presidenza della Pontificia Accademia per la Vita e la carica di Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, fino alla creazione della Fondazione Età Grande.
Tra gli aneddoti più brillanti emersi durante il colloquio con Ughetta di Carlo, mons. Paglia ha raccontato di una cena privata con il fondatore di Microsoft, Bill Gates, focalizzata proprio sulle insidie e sul futuro dell’Intelligenza Artificiale.
‘Se non troviamo una chiave etica per gestirla, l’IA rischia di trasformarsi in un mostro’, ha ammonito mons. Paglia nel corso dell’intervista, ribadendo l’urgenza di governare il progresso tecnologico mettendolo sempre al servizio dell’essere umano.
Un altro passaggio chiave è stato dedicato alla longevità e alla tutela della terza età, pilastro antropologico al quale ha dato forma anche attraverso la Fondazione Età Grande. Di fronte a un’aspettativa di vita che oggi regala fino a trent’anni in più dopo il pensionamento, mons. Paglia ha lanciato una proposta provocatoria e visionaria:
“Questi anni in più non possono essere vissuti come un sacrificio o un abbandono; dobbiamo fare in modo che siano anni belli. Per questo mi sono ripromesso di andare all’ONU per chiedere la nascita di un organo internazionale di tutela degli anziani, che abbia la stessa potenza e lo stesso impatto che l’UNICEF ha per i bambini”.
Non mancano i momenti di grande simpatia e leggerezza che rivelano la straordinaria vitalità di don Vincenzo. Superati gli 80 anni con l’energia e la tempra di un ragazzino, il monsignore ha svelato il suo ‘segreto di giovinezza’: un percorso di fitness personalizzato. Divertente il retroscena sul suo personal trainer, che è arrivato a portargli direttamente il ‘piatto della memoria’, a dimostrazione di come una corretta alimentazione e il movimento siano fondamentali per preservare mente e corpo, un esempio pratico di come invecchiare restando in salute.
L’episodio di ‘Radici’ con mons. Vincenzo Paglia si rivela così un’intervista densa, capace di alternare riflessioni etiche di altissimo livello a dettagli inediti e ironici, offrendo al pubblico una chiave di lettura originale su uno dei volti più influenti e umani della Chiesa contemporanea.


























