Con fra Scarsella alla scoperta dell’abbazia di Vallombrosa
Un’opportunità di ristoro, ascolto, di riflessione nel tempo estivo, nei mesi di luglio e agosto, al cuore dell’estate: è quello che intende offrire la Comunità monastica dell’Abbazia benedettina di Vallombrosa a coloro che, alla ricerca del senso della vita e di pace, intendono vivere percorsi di approfondimento spirituale e culturale con molte opportunità offerte: dai corsi dedicati alla ricerca del volto di Cristo attraverso la voce dei Padri della Chiesa e nel Vangelo di Matteo al ‘focus’ sulla missionarietà e l’educazione alla pace.
I monaci benedettini vallombrosani, consci del fatto che nessun anelito di pace può nascere se non ci si abbevera alla fonte viva dello spirito, propongono inoltre una sessione di Esercizi Spirituali Ignaziani con l’opportunità di usufruire di esperte guide e accompagnatori spirituali del Centro Ignaziano di Spiritualità. L’incontro col Signore della vita proseguirà poi con l’offerta di un corso base di iconografia base con la guida di un maestro iconografo.
Non mancheranno inoltre preziosi percorsi riguardo il canto gregoriano e la conoscenza delle erbe officinali secondo l’antica esperienza dei monaci benedettini. A fare da grande portale d’ingresso a queste settimane di spiritualità e cultura nei mesi di luglio e agosto, è stata la celebrazione di domenica 12 luglio per la solennità di s. Giovanni Gualberto, abate e fondatore di Vallombrosa e patrono dei Forestali d’Italia con la partecipazione della regione Basilicata e delle più alte cariche istituzionali.
Quindi l’estate dell’abbazia vallombrosana si è aperta con la celebrazione per la festa di san Giovanni Gualberto. Al monaco fra Matteo Scarsella chiediamo di tratteggiare un suo ritratto: “Per noi monaci benedettini vallombrosani, san Giovanni Gualberto (+ 1073) è il nostro fondatore. Ma prima di essere il fondatore, fu un uomo, poi un monaco fiorentino. La sua vicenda è profondamente segnata dall’incontro con Cristo nel perdono: dopo aver deciso di vendicare l’uccisione del fratello, si trovò davanti il suo assassino che gli chiese misericordia nel nome di Cristo. Giovanni lo perdonò e, subito dopo, entrando in una chiesa (l’antica abbazia di San Miniato al Monte a Firenze), vide il Crocifisso chinare il capo come segno di approvazione. Da quel momento lasciò ogni progetto, si fece monaco e diede vita a una profonda opera di rinnovamento spirituale della vita monastica. La sua testimonianza continua ancora oggi a parlare della forza del Vangelo, della conversione e della misericordia”.
Per quale motivo diede vita ad una ‘regola’ vallombrosana?
“San Giovanni Gualberto non volle creare una nuova regola, ma vivere con maggiore radicalità la Regola di san Benedetto. In un tempo segnato da gravi abusi ecclesiastici, soprattutto dalla simonia e dalla corruzione morale del clero, sentì l’urgenza di richiamare la Chiesa alla fedeltà al Vangelo. Nella foresta di Vallombrosa trovò il luogo ideale per fondare una comunità in cui la preghiera, la vita fraterna, il lavoro e la ricerca di Dio fossero vissuti con autenticità. La Congregazione Vallombrosana nasce nel 1036 dopo Cristo e nasce come un movimento di riforma spirituale all’interno della grande tradizione benedettina”.
Allora esiste una differenza con la regola benedettina?
“Non esiste una ‘regola vallombrosana’ distinta da quella benedettina. I monaci vallombrosani seguono la stessa Regola di san Benedetto. La specificità vallombrosana consiste piuttosto nel carisma trasmesso da san Giovanni Gualberto: una particolare attenzione alla conversione del cuore, alla povertà evangelica, alla vita comunitaria, alla fedeltà alla Chiesa ed al rapporto armonioso con il creato, in poche parole vivere il Vangelo”.
La festa fu introdotta da papa Clemente VIII, nel 1595 come semplice commemorazione, che divenne semiduplex ad libitum nel 1671, semiduplex nel 1679, duplex nel 1680. Nel 1951 fu proclamato da papa Pio XII patrono dei forestali d’Italia. Per quale motivo è patrono del Corpo forestale?
“San Giovanni Gualberto visse gran parte della sua esperienza monastica immerso nelle foreste di Vallombrosa. I suoi monaci non solo custodirono il patrimonio forestale, ma svilupparono nei secoli una vera cultura della cura del territorio, del rimboschimento e della gestione sostenibile delle foreste. Per questo motivo, nel 1951, fu proclamato patrono del Corpo Forestale Italiano e, nel 1956, patrono del Corpo Forestale Brasiliano. Ancora oggi la sua figura richiama l’importanza della custodia del creato come responsabilità affidata da Dio all’uomo. Per questo motivo, il 12 luglio, giorno del suo ‘dies Natalis’, qui a Vallombrosa, si riunisce il Corpo Forestale per offrire l’olio destinato alla lampada votiva che arde tutto l’anno nella cappella dedicata al Santo. Quest’anno la regione che ha l’onore di offrire l’olio è la Basilicata”.
Dopo la celebrazione della festa del Santo iniziano i corsi e le attività: quale è il ‘focus’ di questa estate vallombrosana?
“L’estate vallombrosana vuole offrire ad ogni persona un tempo di sosta, di silenzio e di riscoperta della propria interiorità. Attraverso corsi, settimane di spiritualità, esercizi spirituali, incontri culturali, visite guidate e momenti di preghiera, l’Abbazia desidera essere un luogo in cui fede, cultura e bellezza si incontrano. In un mondo caratterizzato dalla fretta e dal rumore, Vallombrosa propone un’esperienza capace di aiutare ciascuno a ritrovare se stesso e a rimettere Cristo al centro della propria vita”.
Però per quale motivo un ordine di origine benedettino propone gli esercizi spirituali ignaziani?
“La spiritualità della Chiesa è ricca di tante tradizioni che non si contrappongono, ma si completano e si arricchiscono tra loro. La tradizione benedettina ci insegna la stabilità, il silenzio, la preghiera liturgica e la ricerca quotidiana di Dio. Anche gli esercizi spirituali di sant’Ignazio di Loyola offrono un metodo prezioso per il discernimento e per ascoltare la volontà di Dio nella propria vita.
Proporre gli esercizi spirituali in un monastero benedettino significa mettere a disposizione dei fedeli uno strumento in più, che può aiutare a vivere con maggiore profondità il proprio cammino spirituale, sempre all’interno della grande ricchezza della tradizione della Chiesa. Credo che le diverse spiritualità, quando sono vissute in comunione, non si escludono ma si completano, e possono essere un aiuto concreto per tanti fedeli nel loro percorso di fede”.
Ed a fine agosto un corso di iconografia: in quale modo è possibile cercare il volto di Cristo?
“La ricerca del volto di Cristo è il cuore della vita monastica, ma anche della vita di ogni cristiano. Lo si cerca prima di tutto nella preghiera, nell’ascolto della Parola di Dio e nella celebrazione dell’Eucaristia. Lo si incontra nella fraternità, nel servizio verso i poveri, nel perdono e nella carità di tutti i giorni. Però lo si scopre anche nella contemplazione del creato, nel silenzio e nella bellezza che porta il cuore ad aprirsi alla presenza di Dio. Vallombrosa vuole essere proprio questo: un luogo dove, lontano dal frastuono, ognuno possa lasciarsi interrogare dal Signore e riscoprire la gioia di cercare e incontrare il suo volto, perché è da lì che nasce un cammino di fede sempre nuovo”.
Per iscrizioni ed informazioni riferimento ai seguenti contatti: 055862074 (Centro di Spiritualità), 055862251 oppure scrivendo un’email a: centro@evallombrosa.it. E’ altresì possibile visitare il sito dell’Abbazia di Vallombrosa: www.monaci.org.
(Tratto da Aci Stampa)


























