Le sfide dell’unità
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 06.07.2026 – Andrea Gagliarducci] – Leone XIV ha fatto dell’unità il suo principio guida, quindi affrontare uno scisma non sarà facile, ma è proprio uno scisma che il Papa si è trovato ad affrontare la scorsa settimana. Leone si è trovato di fronte allo scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X, quando il gruppo tradizionalista dissidente ha ordinato illecitamente quattro vescovi il 1° luglio, senza un mandato papale e in spregio ai ripetuti avvertimenti. Leone ha ereditato una Chiesa internamente divisa, lacerata tra fazioni in balia di una cosiddetta “volontà papale”, e un Papa – Francesco – che aveva uno stile di governo personalista. Leone si è trovato faccia a faccia con lo scisma della FSSPX proprio mentre cercava di ristabilire un senso di collegialità tra i vescovi di tutto il mondo e tra i suoi più stretti collaboratori, i cardinali.
Nell’ultimo fine settimana di giugno, il papa ha di fatto abolito il Consiglio dei Cardinali e riorientato il Sinodo verso un’assemblea consultiva.
Ha inoltre avviato il processo di riorganizzazione della Curia Romana, dopo un anno di nomine a lungo attese. E così, dopo aver nominato il nuovo Prefetto del Dicastero per la Comunicazione, Montse Alvarado, Leone XIV ha incaricato un’altra donna, Suor Alessandra Smerilli, di guidare un importante dicastero curiale: il Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale. Suor Smerilli è sostenuta dal Cardinale Fabio Baggio come Pro-Prefetto, così come già avviene nel Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata, dove Suor Simona Brambilla è sostenuta dal Cardinale Ángel Artime come Pro-Prefetto. Già solo questo dettaglio suggerisce che l’eredità di Francesco permanga, almeno nelle sue imprecisioni formali e istituzionali.
Il titolo di Pro-Prefetto veniva infatti conferito ai vescovi che si trovavano a ricoprire un ruolo cardinalizio prima di aver ricevuto la berretta cardinalizia. Ma perché mai un dicastero – quello per gli affari religiosi o quello per lo sviluppo – dovrebbe avere un Pro-Prefetto? In breve, il potere di governo dell’Ordine sacro è necessario per risolvere certe controversie – almeno nel dicastero per i religiosi – e quindi Artime non poteva semplicemente essere co-Prefetto; necessitava di un titolo aggiuntivo.
L’imprecisione dell’era di Francesco è evidente in tutta la riforma della Curia, dove l’idea di un doppio mandato – quello dell’Ordine sacro e quello del “mandato canonico” conferito dal Papa – ha creato non poca confusione.
Suor Smerilli e il Cardinal Baggio rappresentano una scelta in completa continuità con Papa Francesco, mentre il Cardinale Michael Czerny, che compirà 80 anni, si appresta al ritiro. Non ci saranno però cambiamenti nel dicastero, che manterrà la sua struttura attuale. Chi si aspettava una riforma, o una nuova spinta profetica sulle questioni di Dottrina Sociale, è rimasto in qualche modo deluso.
Il Papa ha rafforzato anche l’Ufficio delle Carità Pontificie, nominando Monsignor Lucio Ruiz Segretario, attualmente numero due del Dicastero per la Comunicazione. La nomina è interessante perché, dopo aver scelto un nuovo Prefetto, Leone XIV avrà bisogno di qualcuno che supporti Montse Alvarado nell’avviare la riforma a lungo termine dei media vaticani, necessaria soprattutto per alleggerire le casse della Santa Sede.
Anche in questo caso, tuttavia, resta da vedere come i nuovi leader comprenderanno e manterranno il linguaggio e la storia dell’istituzione, e come la riformeranno senza necessariamente applicare criteri aziendali. Ed è qui che si pone il problema principale, che in definitiva tocca lo scisma lefebvriano. Mentre continuano a essere utilizzati titoli impropri, come Pro-Prefetto, sussiste anche incertezza istituzionale nell’affrontare lo scisma.
Dopo l’ordinazione illecita di quattro nuovi vescovi a Ecône, è stato necessario un Decreto per certificare la scomunica. La scomunica sarebbe latae sententiae, ovvero semplicemente per aver commesso l’atto, ma i Lefebvriani sostengono che questa scomunica non può avvenire perché un canone stabilisce che non può esserci scomunica se l’atto scomunicabile è stato commesso di fronte a un grave pericolo percepito per la Chiesa. E affermano proprio questo.
Nel 1988, il Cardinal Gantin, allora Prefetto della Congregazione per i Vescovi, emanò il documento che definiva scismatici i vescovi appena ordinati. Ma questa volta il documento proviene dal Cardinale Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede. In pratica, la questione dello scisma è stata trattata come un peccato contro la fede.
Infatti, una nota esplicativa afferma che i sacramenti della Fraternità Sacerdotale, tra cui la confessione e il matrimonio, sono invalidi, anche se nel secondo caso i ministri sono gli sposi. Questa è un’interpretazione estensiva della questione perché, di fatto, fino ad ora i sacramenti amministrati dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X sono stati considerati validi, anche se amministrati da vescovi illegittimi o sacerdoti che formalmente appartenevano a un gruppo scismatico.
Cosa ci dicono questi fatti su Leone XIV?
Innanzitutto, Leone XIV non è un uomo da grandi rivoluzioni. Ha iniziato con il Concistoro e con un appello piuttosto insistente all’unità. Per il resto, ha mantenuto la struttura di Papa Francesco e non si è occupato della questione delle donne nella Chiesa; anzi, ha dato loro più spazio.
Leone XIV si trova ancora ad affrontare i problemi legati a una squadra che è pur sempre quella di Papa Francesco, con tutte le limitazioni che questa squadra ha in termini istituzionali, canonici e anche in termini di dialogo con il mondo tradizionalista – Papa Francesco non li gradiva e aveva praticamente eliminato qualsiasi residuo di liberalizzazione dell’antico rito.
In terzo luogo, Leone XIV non ha ancora una propria squadra di governo e si affida principalmente alla continuità. La continuità non è di per sé un male, né un bene. Tuttavia, alcuni problemi e questioni che avrebbero potuto essere affrontati prima, rimangiono irrisolti. I temi principali di pontificati precedenti saranno assorbiti, prima o poi, ma ci vorrà più tempo del previsto. Ci sarà tempo per le rivoluzioni nella Curia, mentre lo scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X e il suo sviluppo dimostreranno come Leone XIV intende esercitare il suo governo.
Questo articolo nella nostra traduzione italiana è stato pubblicato dall’autore in inglese sul suo blog Monday Vatican.



























