A Milano presentata la quarta edizione del bilancio di missione dell’arcidiocesi
Nei giorni scorsi è stato presentato il Bilancio di Missione della Diocesi di Milano; giunta alla quarta edizione, la pubblicazione offre una rendicontazione trasparente delle attività realizzate di anno in anno dalla Chiesa ambrosiana, nelle sue diverse articolazioni, evidenziandone gli effetti in ambito pastorale e sociale e le principali implicazioni economiche.
Alla conferenza stampa sono intervenuti mons. Bruno Marinoni, Vicario episcopale per gli Affari economici, Antonio Antidormi, Economo della Diocesi, don Massimo Pavanello, responsabile del Servizio per la pastorale del turismo e dei pellegrinaggi, mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, che ha firmato anche la prefazione al Bilancio.
Il volume, oltre a presentare i dati relativi alla Curia, agli enti centrali ed alle 1.105 parrocchie della Diocesi, dedica quest’anno un focus a un particolare ambito dell’attività pastorale: i pellegrinaggi e il turismo religioso, attività affidata a Duomo Viaggi & Turismo, l’agenzia viaggi della diocesi.
Nel suo intervento mons. Delpini ha sottolineato che “il Bilancio di missione non è soltanto un rendiconto e una documentazione di come le risorse sono state ben impegnate per le finalità della Diocesi, ma vorrebbe essere anche uno strumento educativo, per far evolvere l’atteggiamento di chi si accosta alla comunità cristiana da quello di chi si considera un ‘utente’ a chi vuole essere un collaboratore, una persona corresponsabile. La comunità è composta da tutti noi: non c’è un erogatore di servizi e un fruitore; esiste una comunità in cui è necessaria la condivisione dei beni”.
In leggera crescita, rispetto al 2024, gli abitanti della Diocesi, che passano da 5.566.667 a 5.584.702, mentre sono 1.105 le parrocchie (una in meno rispetto all’anno scorso), il che dice che ogni parrocchia della Diocesi ha in media 5.054 abitanti (5.037 nel 2024). I presbiteri diocesani sono 1.568, con una riduzione di 31 unità rispetto al 2024 e un invecchiamento complessivo che è in atto da tempo: i sacerdoti tra i 26 e i 35 anni sono 90, quelli con oltre 75 anni sono 482.
Per rappresentare in modo chiaro il flusso delle risorse economiche, è stata effettuata un’analisi congiunta dei bilanci della Curia arcivescovile, degli enti centrali e delle società di servizi diocesane (un ‘perimetro’ che coinvolge 204 lavoratori dipendenti laici, oltre a diversi sacerdoti e religiosi/e). I dati sono stati successivamente riclassificati in base alle finalità di impiego delle risorse, così da evidenziare il contributo alle tre principali aree di intervento della Diocesi: la ‘cura pastorale’ (indirizzo, coordinamento, formazione), la ‘cura amministrativa’ (vigilanza canonica, consulenza amministrativa, servizi), il sostegno di attività e progetti sul territorio (la gestione diretta di opere e l’erogazione di contributi per finalità specifiche, fondi diocesani e 8xmille).
Queste risorse sono state pari, nel periodo esaminato, ad € 69.603.953 (l’anno scorso erano € 66.532.848), destinate per il 38,6% ad attività di vigilanza canonica, consulenza amministrativa e servizi, per il 38,2% al sostegno di attività e progetti sul territorio tramite la gestione diretta di opere e l’erogazione di contributi per finalità specifiche, per il 17,5% ad attività di indirizzo pastorale, coordinamento e formazione.
Per quanto riguarda in particolare il sostegno ad attività e progetti sul territorio, si confermano prevalenti gli ambiti di spesa legati alla carità ed assistenza (oltre € 16.800.000 il 63,4% del totale dei contributi al territorio), il sostegno delle parrocchie (quasi € 4.000.000) ed i contributi per le missioni (oltre € 2.000.000).
Tra gli esempi di questo tipo di attività si possono citare: € 600.000 erogati a parrocchie in particolari difficoltà economiche, oltre € 1.300.000 stanziati per restauri, interventi straordinari, costruzione di nuovi oratori…, € 500.000 destinati al Fondo Schuster – Case per la gente, nonché i quasi € 13.000.000 spesi da Caritas Ambrosiana attraverso le 18 Aree di bisogno in cui è strutturata.
Le somme destinate dal nucleo centrale al territorio non sono la totalità di quelle messe in campo dalla Diocesi, ma si aggiungono alle risorse destinate anzitutto dalle parrocchie (tema del capitolo successivo) e da altri soggetti (ad esempio la Fondazione San Carlo); in questo senso rappresentano una sorta di ‘leva’ che permette di moltiplicare le risorse che vengono complessivamente riversate sul territorio a beneficio della collettività.
Analizzando i dati dal punto di vista della provenienza delle risorse, i contributi dell’8×1000 (ovvero i fondi complessivamente giunti dalla CEI per culto e pastorale, interventi caritativi e bandi per finalità specifiche) ammontano a quasi € 18.000.000, pari al 25,5% del totale delle entrate. Più consistenti – circa € 28.000.000, il 40% del totale – sono i proventi che arrivano da attività e servizi, mentre sono oltre € 18.000.000 (26% del totale) i contributi da parrocchie, enti e privati.
Le analisi sui dati delle parrocchie sono il frutto dell’elaborazione di 1.082 rendiconti di gestione per l’anno 2024, ovvero la quasi totalità delle 1.105 parrocchie presenti in Diocesi. Le entrate complessive sono state pari ad € 267.760.675 (erano state € 270.277.626 nel 2023), destinate per il 68,9% (oltre 184 milioni) ad attività pastorali ordinarie, ovvero l’ambito tipico della vita delle parrocchie e della loro missione: in particolare l’ambito educativo-formativo e quello celebrativo sacramentale. Il 20,9% delle risorse è stato invece destinato a manutenzioni straordinarie e ristrutturazioni (quasi € 56.000.000), il 5,5% ad altri oneri straordinari, l’1,2% a manutenzioni ordinarie su immobili non istituzionali e lo 0,8 % ad oneri finanziari.
Le risorse provengono in massima parte (70,3%) da offerte e collette per attività pastorali ordinarie: oltre € 188.000.000 (in aumento di oltre € 6.000.000 rispetto al 2023), il che significa che in media ogni abitante della Diocesi offre in un anno € 33,7 (in crescita rispetto ai due anni precedenti in cui si registravano offerte per € 32,6 ed € 28,9). La Zona pastorale III di Lecco si conferma quella con l’offerta media per abitante più alta – pari ad € 53,30 – mentre è la Zona I di Milano quella con l’offerta media più bassa (€ 25,32).
Le uscite delle parrocchie sono aumentate: da € 245.899.575 del 2023 ad € 260.433.378 del 2024. Un aumento che è da attribuirsi all’incremento delle spese per le attività tipiche delle parrocchie in tutti gli ambiti della pastorale (oltre € 184.000.000, una voce di spesa in crescita di oltre quasi € 7.000.000 rispetto all’anno precedente e di € 18.000.000 rispetto al 2022); la parte restante è riferibile principalmente a maggiori manutenzioni straordinarie e ristrutturazioni (in crescita di oltre € 6.000.000). Resta comunque positivo il saldo tra entrate e uscite delle parrocchie della Diocesi, pari ad € 7.327.297 (l’anno scorso il saldo era stato di € 24.378.051).
I debiti contratti dalle parrocchie hanno origini e motivazioni diverse: perlopiù si tratta della quota residua di indebitamenti resosi necessari, anni prima, per la costruzione delle chiese o di debiti contratti per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Come nelle precedenti edizioni del Bilancio di missione, sono stati raccolti i dati delle iniziative formative e pastorali promosse dagli Uffici e Servizi di Curia, divisi per Vicariato, nell’anno pastorale preso in esame. Escludendo Fom (Fondazione oratori milanesi) e Caritas Ambrosiana (che hanno dimensioni non paragonabili agli altri uffici diocesani), sono 161 i convegni organizzati nell’anno 2024-2025, con la presenza di oltre 19.000 persone, mentre i corsi e i seminari di formazione sono stati 141, con oltre 22.000 persone coinvolte. Quasi 1.000 i relatori scelti per questi incontri formativi e pastorali. I sussidi realizzati sono stati 124 con una tiratura di oltre 126.000 copie.


























