Terremoto in Venezuela: la solidarietà del papa

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“Desidero esprimere la mia vicinanza ai nostri fratelli e sorelle venezuelani colpiti dai recenti terremoti che hanno causato numerose vittime e feriti, oltre a ingenti danni materiali. Mentre prego il Signore per l’eterno riposo dei defunti, rinnovo la mia vicinanza spirituale alle loro famiglie, ai feriti e a tutti coloro che sono stati colpiti da questa tragedia. Allo stesso modo, esprimo la mia gratitudine e il mio incoraggiamento a tutti coloro che si stanno generosamente adoperando nelle operazioni di ricerca e soccorso”: al termine della recita dell’Angelus domenicale papa Leone XIV ha ribadito la vicinanza al popolo venezuelano colpito dal terremoto che ha causato finora oltre 1.700 vittime, più di 4.000 persone ferite, oltre 3.000 le famiglie colpite, 383 edifici distrutti, di cui più di 150 nello Stato di La Guaira, 1.493 infrastrutture danneggiate a Caracas.

Il quadro resta in evoluzione e i numeri sono destinati ad aumentare con il proseguire delle operazioni di ricerca e soccorso. Le stime del Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS), indicano una probabilità del 40% che il numero delle vittime superi le 10.000 unità e perdite economiche stimate $ 10.000.000.000 circa, pari all’1–5% del PIL del Venezuela. Una catastrofe che colpisce un paese già investito da una crisi umanitaria prolungata.

Il papa si era fatto presente anche materialmente col Venezuela inviando, nel pomeriggio del 25 giugno, all’indomani della prima scossa, un aiuto economico. Attraverso l’Elemosineria Apostolica, papa Leone XIV ha inviato una cifra di € 100.000, stabilita dopo i contatti con il nunzio nel Paese, mons. Alberto Ortega Martín, arcivescovo titolare di Midila, e l’arcivescovo di Caracas, mons. Raúl Biord Castillo.

Anche la Cei ha espresso vicinanza alla popolazione del Venezuela colpita da violente scosse di terremoto che hanno provocato vittime, feriti, distruzione e paura, in particolare nello Stato di La Guaira e nella regione centrale del Paese.

In un messaggio inviato a mons. Jesús Andoni González de Zárate Salas, arcivescovo di Valencia e presidente della Conferenza Episcopale Venezuelana, il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI, ha rinnovato la solidarietà alla Chiesa venezuelana e alle comunità parrocchiali e religiose impegnate accanto alla popolazione: “Seguiamo con dolore e trepidazione le notizie che arrivano dal Venezuela. In queste ore sentiamo vicini i volti di chi piange una persona cara, di chi cerca i propri familiari, di chi è rimasto senza casa, di chi soccorre e di chi attende aiuto”.

Per far fronte all’emergenza, la Presidenza della CEI ha disposto un primo stanziamento di € 500.000 dai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica: le risorse saranno utilizzate per gli interventi di soccorso immediati, coordinati da Caritas Italiana che, fin dal primo momento, è in contatto diretto con Caritas Venezuela e con la rete internazionale della Caritas. Particolare attenzione è rivolta alle famiglie più fragili, ai quartieri meno visibili e alle persone accolte nelle piazze e nei rifugi temporanei.

Le priorità riguardano acqua potabile, alimenti, medicinali, kit igienici e accompagnamento delle persone rimaste senza casa o in condizioni di forte precarietà. Intanto, sottolinea Caritas Italiana rilanciando l’appello di Caritas Venezuela, è importante convogliare la solidarietà attraverso canali coordinati e sicuri, evitando iniziative isolate che potrebbero risultare inefficaci o rischiose. Si sconsigliano inoltre raccolte di beni materiali in Italia. Notizie e aggiornamenti sulla situazione in Venezuela e sulle modalità di donazione sono disponibili sul sito di Caritas Italiana: www.caritas.it.

Anche Paola Da Ros, presidente della Federazione Nazionale Italiana della Società di San Vincenzo De Paoli ODV, ha espresso vicinanza alla popolazione, duramente colpita dal sisma: “In queste ore di dolore e di smarrimento, il nostro pensiero si rivolge alle vittime, alle loro famiglie, alle persone ferite e a quanti hanno visto crollare, insieme alle proprie case, certezze, progetti e affetti.

Le calamità ci ricordano quanto siamo fragili, ma anche quanto possiamo diventare forti quando scegliamo di sostenerci reciprocamente. L’attenzione e la cura delle persone più vulnerabili rappresentano una responsabilità condivisa, che interpella le istituzioni, le comunità, le organizzazioni umanitarie e ciascuno di noi. Nessuno dovrebbe essere lasciato solo davanti al dolore, alla paura e alla fatica di ricominciare”.

Un augurio finale: “E’ facendo appello a questi sentimenti di solidarietà, fraternità e speranza che auguriamo al popolo venezuelano di poter riprendere al più presto il proprio cammino, ricostruendo non soltanto edifici e strutture, ma anche esistenze, relazioni e fiducia nel futuro… Al popolo venezuelano giunga il nostro abbraccio fraterno, accompagnato dalla preghiera e dalla certezza che, anche tra le macerie, la speranza può trovare la forza di rialzarsi”.

(Foto: Caritas Venezuela)

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