Condanna definitiva per calunnia del testimone di Report, Nicola Giampaolo. Altro crollo nel castello accusatorio contro il Cardinal Becciu

Nicola Gianpaolo
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 26.06.2026 – Vik van Brantegem] – La conferma della condanna per calunnia di Nicola Giampaolo chiude definitivamente uno dei filoni più controversi della campagna mediatica contro il Cardinale Angelo Becciu. Dopo la sentenza di primo grado e il comunicato del Dicastero delle Cause dei Santi, arriva ora anche il giudizio definitivo della Corte d’appello dello Stato della Città del Vaticano, mentre resta aperta la riflessione sul ruolo svolto da parte dell’informazione nella costruzione del “caso Becciu”.

La notizia di oggi

La Corte d’appello vaticana ha confermato integralmente la sentenza pronunciata il 29 ottobre 2025 dal Tribunale vaticano nei confronti di Nicola Giampaolo, riconosciuto colpevole del reato di calunnia nei confronti del Cardinale Angelo Becciu e di Padre Bogusław Stanisław Turek, C.S.M.A., Sottosegretario del Dicastero delle Cause dei Santi.

È stata quindi confermata anche la pena di tre anni e sei mesi di reclusione e il risarcimento dei danni alle parti civili.

Si tratta di una decisione che assume particolare rilievo perché riguarda una delle vicende più utilizzate, negli ultimi anni, per alimentare il sospetto nei confronti del Cardinal Becciu.

Le accuse nate da Report

L’intera vicenda trae origine dalle dichiarazioni rese da Nicola Giampaolo durante una trasmissione di Report, nella quale vennero formulate accuse secondo cui sarebbero state richieste somme di denaro per favorire alcune cause di beatificazione, con particolare riferimento a quella di Aldo Moro.

Quelle affermazioni ebbero un’immediata eco mediatica, nonostante la stessa causa di beatificazione fosse stata in realtà interrotta dalla famiglia Moro e le accuse non trovassero conferma giudiziaria.

Con la sentenza oggi confermata, i giudici vaticani ribadiscono invece che quelle accuse integravano il reato di calunnia.

Una vicenda che abbiamo seguito passo dopo passo

La decisione della Corte d’Appello si inserisce in una vicenda che il Blog dell’Editore di Korazym.org ha seguito fin dall’inizio, documentandone gli sviluppi giudiziari e mediatici.

Dopo aver dato conto della sentenza di primo grado con l’articolo Condannato dal Tribunale vaticano il testimone di “Report” Nicola Gianpaolo per calunnie nei confronti del Cardinal Becciu, e aver spiegato chi è il calunniatore con l’articolo Card. Becciu innocente, la vittima designata di una colossale montatura. Parte 2: Chi è il novello calunniatore?, abbiamo pubblicato integralmente anche Il Comunicato del Dicastero delle Cause dei Santi sulla condanna di Nicola Giampaolo. Persino Dagospia svela l’arcano della complicità giornalistica per non sfiorare Report, nel quale il Dicastero prendeva ufficialmente posizione sulla vicenda.

Parallelamente, l’attenzione si è concentrata anche sul ruolo svolto da una parte del sistema dell’informazione. In questa prospettiva si collocano gli approfondimenti Il “sistema Rai Tre” e il “trattamento del metodo Report”, spiegato. La mostrificazione del soggetto con menzogne e calunnie e L’attentato messo in scena lunedì scorso da Report era ordito per seppellire Becciu definitivamente. Invece, dalla bara il cardinale è uscito risorto più che mai, nei quali si analizzava il meccanismo della costruzione mediatica dell’immagine del porporato e la sproporzione tra la diffusione delle accuse e l’attenzione riservata agli elementi che progressivamente le smentivano.

Nello stesso percorso si inserisce anche l’articolo Sasso dopo sasso il castello delle calunnie crolla. La lettera che il Cardinal Becciu scrisse alla figlia primogenita di Aldo Moro di contenuto contrario a quanto da lei affermato, che documentava, attraverso un testo autografo del Cardinale, come una delle affermazioni maggiormente richiamate nel dibattito pubblico fosse smentita dagli stessi documenti.

La conferma della condanna da parte della Corte d’Appello vaticana costituisce oggi un ulteriore tassello di questo percorso, rafforzando sul piano giudiziario quanto già accertato in primo grado e offrendo nuovi elementi di riflessione sul rapporto tra giustizia, informazione e tutela della reputazione delle persone coinvolte.

Le parole della difesa del Cardinal Becciu

Il Difensore del Cardinal Becciu, l’Avvocato Fabio Viglione, che si era costituito parte civile chiedendo e ottenendo il risarcimento del danno, ha commentato: «Il Cardinal Becciu ha molto sofferto per queste accuse fantasiose. La pronuncia odierna fotografa nitidamente il carattere calunnioso delle stesse, così come pienamente affermato dalla sentenza di primo grado che oggi è stata integralmente confermata dai giudici d’appello con riferimento a questi fatti. È una sentenza che mette un punto fermo su una vicenda paradossale nella quale il Cardinal Becciu era stato trascinato ingiustamente, diventando bersaglio di una grave calunnia».

La conferma della sentenza rafforza così quanto già affermato in primo grado, ponendo un punto fermo almeno su questo specifico procedimento.

Una riflessione sul rapporto tra giustizia e informazione

La vicenda dimostra come, nell’epoca della comunicazione immediata, un’accusa possa produrre effetti enormi sulla reputazione di una persona molto prima che venga verificata nelle sedi giudiziarie.

Quando poi intervengono le sentenze, soprattutto se confermate nei diversi gradi di giudizio, esse raramente ricevono una copertura mediatica proporzionata a quella riservata alle accuse iniziali.

Nel caso del Cardinal Becciu, la conferma della condanna per calunnia di uno dei principali accusatori costituisce un ulteriore tassello di una vicenda che questo Blog dell’Editore ha seguito con continuità, documentando gli sviluppi processuali e offrendo ai lettori elementi di valutazione fondati sugli atti e sulle decisioni della magistratura vaticana, nella convinzione che il diritto di cronaca debba sempre accompagnarsi al dovere di raccontare anche gli esiti giudiziari quando questi smentiscono narrazioni consolidate.

Per approfondire

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