Papa Leone XIV: lo sport è occasione di pace
“Lo sport, quando ben vissuto, è medicina per il corpo e per lo spirito. Integra le diverse componenti della persona e le indirizza a valori molto importanti, come l’impegno, la solidarietà, l’onestà. Nell’attività sportiva, specialmente quella svolta a livelli agonistici, l’essere umano esercita la forza di volontà, ma lo fa nella misura in cui è motivato. E qui si distingue la qualità dello sportivo: dalla qualità delle sue motivazioni”: questa mattina papa Leone XIV ha ricevuto in udienza i dirigenti della Federazione Italiana Nuoto ed i partecipanti agli Internazionali di Nuoto del Trofeo Sette Colli, in svolgimento a Roma fino a domenica.
Nel breve colloquio il papa ha sottolineato che anche lo sport contribuisce alla crescita spirituale, oltreché fisica: “Lo sport è anche un’opportunità di crescita spirituale. Ed il nuoto, in questo, ha qualcosa di speciale. Infatti si pratica immersi in un elemento, l’acqua, che avvolge la persona. Questo richiama simbolicamente un aspetto che ci costituisce, fin dal grembo di nostra madre: vivere significa imparare a muoversi in armonia con gli altri e con l’ambiente che ci circonda. Per noi cristiani, poi, l’acqua è simbolo del Battesimo e della vita nuova in Cristo”.
E li ha affidati a san Pier Giorgio Frassati, affinché lo sport diventi occasione di pace: “Tutti voi, infatti, provenienti da Paesi diversi, vi siete riuniti qui, animati dalla stessa passione e dagli stessi valori, al di là di ogni differenza di lingua, di nazionalità, di cultura. Questo fatto, tipico delle manifestazioni sportive internazionali, offre un segno di speranza, un segno del mondo che vogliamo; offre un apporto all’incontro pacifico tra i popoli e alla fraternità.
Perciò vi incoraggio a continuare a praticare e diffondere i valori dello sport. Perché l’età dell’agonismo passa, ma quei valori restano! Vi affido all’intercessione di San Pier Giorgio Frassati (un giovane sportivo, che amava tanto la montagna) e di cuore benedico tutti voi e i vostri cari”.
In precedenza, incontrando i membri dell’Association of Jesuit Colleges and Universities, ha indicato la via per un investimento dalle enormi potenzialità, offrendo alle categorie più svantaggiate la possibilità di ‘beneficiare di un percorso di studi avanzato’: “Se da un lato possiamo guardare al passato con gratitudine per tutto ciò che è stato realizzato nella storia di ciascuna delle vostre istituzioni educative, dall’altro siamo ben consapevoli delle molteplici sfide che l’umanità si trova ad affrontare oggi. Il nostro tempo, infatti, è stato inaugurato come un’epoca di cambiamenti epocali”.
Poi il papa ha ‘letto’ l’attuale situazione mondiale: “Le società si stanno secolarizzando sempre di più, e molte cercano di estromettere qualsiasi riferimento a Dio dalla sfera pubblica e dalla cultura popolare. I sistemi politici spesso non rispondono al grido dei poveri, dei migranti e di coloro che il mondo considera emarginati. Spesso i giovani si sentono disillusi in un mondo che sembra privo della promessa di un futuro migliore, e l’ambiente naturale continua a essere degradato da coloro che sfruttano le risorse del pianeta per i propri interessi anziché per il bene comune. Il nostro mondo è inoltre sempre più consapevole del crescente impatto dell’intelligenza artificiale e dei suoi effetti di vasta portata sull’umanità”.
Per questo ha ribadito la necessità, già sottolineata da papa Francesco, delle quattro Preferenze Apostoliche Universali della Compagnia di Gesù: “La prima, che indica la via verso Dio attraverso gli Esercizi Spirituali ed il discernimento, si integra naturalmente con la vostra attività di ricerca. Coloro che conducono ricerche, che intraprendono studi e che cercano la verità, in definitiva cercano Dio, che ne siano consapevoli o meno. E’ quindi essenziale offrire ai membri delle vostre comunità accademiche la possibilità di conoscere Colui che è Verità”.
Ed ecco la richiesta dell’offerta agli Esercizi Spirituali: “In questo modo, i membri delle vostre comunità accademiche potranno avere un incontro personale con il Signore e cercare liberamente di servirlo nella loro vita quotidiana. Allo stesso modo, i principi degli Esercizi relativi al discernimento possono essere strumenti utili per essere aperti alle ispirazioni dello Spirito Santo nelle vostre decisioni quotidiane”.
La seconda priorità consiste nella preferenza ai poveri: “La seconda priorità della Compagnia, camminare al fianco dei poveri e degli emarginati del mondo, è particolarmente importante in un’epoca in cui un numero record di nostri fratelli e sorelle vive in povertà. Molti sono costretti ad abbandonare le proprie case per diverse ragioni, come guerre, persecuzioni religiose o politiche, fame e gli effetti del cambiamento climatico”.
Tale preferenza porta ad un cambiamento di modello di società: “Le vostre istituzioni sono chiamate non solo a educare i vostri studenti sulle ingiustizie subite da coloro che vivono ai margini della società, ma anche ad essere potenti strumenti di promozione di un cambiamento sistemico, proponendo nuovi modelli fondati sulla solidarietà e sul bene. E’ altrettanto importante offrire opportunità di istruzione superiore a immigrati, rifugiati e persone di basso ceto sociale. In questo modo, potranno integrarsi più pienamente nelle società in cui vivono e arricchire il corpo studentesco con le loro diverse esperienze e prospettive”.
Tale cambiamento può avvenire solo se non si perde la speranza: “Gli studi che si svolgono nei vostri campus, le amicizie che vi sbocciano spontaneamente e l’opportunità per tutti i membri delle vostre comunità accademiche di entrare in contatto con il pensiero e la ricerca di grandi studiosi, del passato e del presente, possono infondere un senso di speranza e la promessa di un cambiamento in meglio. Vi invito a continuare a promuovere questo senso di speranza tra coloro che fanno parte delle vostre comunità attraverso opportunità di dialogo, servizio e preghiera, ricordando sempre che la risurrezione di Cristo è la fonte ultima di speranza e che con lui tutto è possibile”.
La quarta preferenza riguarda la cura del creato: “A questo proposito, vi incoraggio a perseverare negli sforzi di sensibilizzazione nei vostri campus riguardo a questi pericoli attuali, ma anche a ‘fare delle vostre comunità un esempio di sostenibilità ecologica, semplicità e gratitudine per i doni di Dio’. In questo modo, le vostre istituzioni potranno insegnare con l’esempio, e non solo con la teoria”.
(Foto: Santa Sede)


























