Come sarà la comunicazione di Leone XIV?

Montse Alvarado e Leone XIV
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 08.06.2026 – Andrea Gagliarducci] – La nomina di Montse Alvarado a Prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede è una nomina che chiarisce molto su come Leone XIV intende gestire la Curia Romana e sulla sua concezione dei suoi uffici. Offre anche, forse, uno spiraglio su una possibile ulteriore riforma della Curia Romana.

Finora, Leone XIV ha operato nomine piuttosto istituzionali nella Curia, scegliendo profili con scarsa visibilità mediatica, ma funzionali e lavorando sodo, tutti, peraltro, provenienti dal mondo conservatore.

Certamente, la piccola riforma sulla sospensione dei superiori religiosi nelle diocesi sembrava aver rafforzato il potere dell’unico Prefetto donna, Suor Simona Brambilla. Tuttavia, il mantenimento di una donna nel ruolo di Prefetto, insieme a quello di Suor Raffaella Petrini come Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, sembrava un’eccezione in una Curia Romana saldamente nelle mani degli uomini. La nomina di Montse Alvarado, quindi, sembra rompere gli schemi, o almeno gli schemi a cui ci siamo abituati sotto Leone XIV. Eppure, la nomina è sorprendente solo fino a un certo punto.

Avvolto in un pragmatismo tipicamente americano, Leone XIV sembra considerare il dipartimento di comunicazione della Santa Sede non tanto come un organo della Curia, quanto piuttosto come “relazioni con i media”, una sorta di interfaccia tra il Papa e il mondo. Incontrò il Prefetto uscente, Paolo Ruffini, una sola volta, senza però elaborare con lui una vera e propria strategia di comunicazione.

Al posto di Ruffini, Leone XIV ha nominato una figura di spicco nel panorama mediatico cattolico americano, fino ad ora Direttore operativo di EWTN News, la redazione giornalistica dell’emittente televisiva di Madre Angelica, che durante il pontificato di Papa Francesco era stata considerata dallo stesso Pontefice “opera del diavolo”.

Il punto, tuttavia, è semplice: il Papa ha portato in Vaticano un manager esperto e, allo stesso tempo, ha teso una mano al mondo conservatore americano, con tutti i suoi finanziatori, attingendo a un’esperienza cruciale per cercare di far funzionare la macchina della comunicazione della Santa Sede.

Il profilo non è quello di una giornalista, ma quello di una manager che ha trascorso tre anni alla guida della più grande azienda mediatica cattolica del mondo, e che quindi non solo porta con sé un’esperienza specifica, ma anche il peso di milioni di fedeli che si sintonizzano ogni giorno su EWTN.

Si tratta di un colpo di genio di Leone XIV, che dimostra come egli consideri la comunicazione della Santa Sede una risorsa e non intenda trasformarla in un peso, con tutto ciò che questo comporta. E, probabilmente, si sta valutando un’ulteriore riforma del dipartimento della comunicazione, almeno per quanto riguarda la distribuzione degli uffici.

Nel tentativo di consolidare tutto, il Dicastero per la Comunicazione si è trovato a gestire un mostro che comprende tutti i media vaticani, la casa editrice, ma anche la Sala Stampa della Santa Sede e la Casa Editrice Vaticana, nonché la Tipografia e il Servizio Fotografico.

Ciò rende il Dicastero per la Comunicazione l’organo con il budget più consistente della Curia Romana.

In una possibile riorganizzazione, la Tipografia, la Casa Editrice Vaticana e il Servizio Fotografico verrebbero inclusi nel bilancio del Governatorato, sotto la voce “servizi commerciali”.

Il Dicastero per la Comunicazione riprenderebbe il suo ruolo pastorale e la gestione dei media potrebbe essere affidata a un’organizzazione più manageriale, con un’autonomia che consentirebbe anche donazioni specifiche.

La Sala Stampa della Santa Sede potrebbe presto avere un nuovo Direttore e a quel punto sarà chiaro se il Papa intende porre la Sala Stampa direttamente sotto la Segreteria di Stato, con un migliore coordinamento delle comunicazioni, o mantenere la riforma delle comunicazioni così come è stata attuata.

Queste sono le principali questioni che Alvarado dovrà affrontare, ereditando un’organizzazione che soffre di una burocratizzazione improvvisa e, in alcuni casi, imposta.

La comunicazione della Santa Sede, infatti, ha sempre funzionato non tanto per la sua organizzazione, quanto per il coordinamento tra gli uomini a capo dei vari dicasteri (a volte ricoprendo più incarichi contemporaneamente, come Padre Federico Lombardi, SI, già Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, di Radio Vaticana e del Centro Televisivo Vaticano) e per un sistema informativo non burocratico, ma ben strutturato e fedele all’istituzione.

Leone XIV dimostra, tuttavia, di attribuire a ciascun dicastero un peso specifico differente. La riforma della Curia, infatti, necessita ancora di essere perfezionata, e chissà se l’approccio di Leone XIV diventerà la norma per altri dicasteri che non richiedono necessariamente la presenza di un arcivescovo o di un cardinale a capo, perché non sono tenuti a essere in collegialità con il Papa.

Questa decisione del Papa dimostra, tuttavia, quanto sia difficile definire le situazioni all’interno della Santa Sede in termini di opinioni polarizzanti. Fino ad ora, EWTN era stata dipinta come il canale anti-papato a causa di alcuni commenti critici sul pontificato di Francesco, in un contesto in cui la programmazione era perlopiù dedicata alla devozione, alle notizie dal mondo cattolico e alla vita Cattolica.

Tuttavia, la qualità dei reportage delle sue agenzie, così come delle sue trasmissioni televisive e del lavoro delle sue affiliate, ha sempre mantenuto un sano equilibrio e rigorosi standard giornalistici, che Alvarado ha sostenuto e promosso durante il suo periodo come Direttore operativo di EWTN.

Oggi, questo equilibrio è ampiamente riconosciuto da settori della “sinistra Cattolica” che, pur riconoscendo un’onestà intellettuale nonostante la diversità di opinioni, in passato non hanno esitato ad attaccare EWTN per determinate posizioni, talvolta semplicemente non accettando le critiche.

L’autore di questo articolo deve tuttavia ammettere che c’è un pregiudizio in questa comunicazione, avendo collaborato con EWTN per 13 anni e avendo comunque potuto esprimersi liberamente su tutti gli argomenti, senza risparmiare critiche, ma anche senza subire censure.

Il cambio di rotta narrativa è stato favorito da Leone XIV, un Papa che si è dimostrato allergico alla polarizzazione, mentre uno dei promotori della nomina di Alvarado sarebbe stato il Cardinale Michael Czerny, che di fatto affidò a EWTN la produzione del video promozionale per l’enciclica Magnifica humanitas. E Czerny non può certo essere considerato un paladino del mondo anti-Papa Francesco.

Se non altro, con questa decisione Leone XIV ha dimostrato che il tempo della polarizzazione nella Chiesa è finito.

Anche in questo modo il Papa si impegna per l’unità della Chiesa. Mentre i resoconti si concentrano sulla necessità di rendere efficace la comunicazione della Santa Sede – a volte sottovalutando il numero di professionisti che lavorano nei media vaticani – la nomina di Alvarado dice molto di più.

Dice che il tempo del conflitto ideologico è finito, che il Papa desidera una comunicazione efficace e che forse riformerà ulteriormente la Curia per separare le relazioni pubbliche, il commercio e il governo, e che persino la Curia Romana deve ora essere compresa in una nuova prospettiva.

Questo articolo nella nostra traduzione italiana è stato pubblicato dall’autore in inglese sul suo blog Monday Vatican.

Foto di copertina: Papa Leone XIV con Montserrat Alvarado in Vatican il 12 maggio 2025 (Foto Vatican Media).

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