Al Ministro del Turismo Mazzi e al Governo l’appello della World Religious Tourism Network: ‘Necessaria una sede istituzionale per valorizzare e difendere il turismo religioso’

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Il turismo religioso si conferma oggi come uno dei fenomeni turistici, culturali e sociali più significativi a livello internazionale, con oltre 300 milioni di pellegrini e viaggiatori che ogni anno si mettono in cammino verso luoghi della fede, santuari, monasteri, percorsi spirituali e siti religiosi di rilevanza storica e identitaria. Il comparto genera un impatto economico globale stimato in oltre 18 miliardi di euro e continua a registrare una costante crescita, sostenuta dall’interesse sempre più diffuso verso esperienze di viaggio che coniugano spiritualità, cultura, sostenibilità, conoscenza dei territori e ricerca interiore.

Tuttavia, il turismo religioso non può e non deve essere considerato esclusivamente come un segmento economico del mercato turistico. Esso rappresenta un patrimonio immateriale di straordinario valore umano, culturale, spirituale e sociale, capace di favorire il dialogo tra i popoli, la conoscenza reciproca, la pace, la fratellanza e la diffusione dei valori universali che da secoli costituiscono il fondamento della civiltà europea e mediterranea.

Per queste ragioni, la World Religious Tourism Network rivolge un forte e autorevole appello alle istituzioni italiane affinché il Turismo Religioso venga formalmente riconosciuto quale settore strategico nazionale, dotato di una propria specificità culturale, spirituale, economica e sociale, meritevole di una governance dedicata e di strumenti permanenti di programmazione, tutela e sviluppo.

La proposta, che sarà inoltrata al Governo e al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, è stata presentata nel corso di un incontro istituzionale tenutosi a Milano presso la sede dell’Impresa Sociale MilanoPerCorsi, prevede la costituzione presso il Ministero del Turismo di un Ufficio Nazionale per il Turismo Religioso, ovvero di una specifica struttura istituzionale permanente con funzioni di coordinamento, promozione, valorizzazione, tutela e sostegno del settore a livello nazionale e internazionale.

Tale organismo avrebbe il compito di sviluppare strategie integrate per la crescita del comparto, coordinare le iniziative delle Regioni e degli enti locali, favorire il dialogo tra istituzioni civili e religiose, sostenere i cammini spirituali, valorizzare i luoghi della fede e promuovere politiche di sviluppo sostenibile in grado di generare benefici economici, occupazionali e culturali per l’intero Paese.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di rafforzamento della rete internazionale del turismo religioso in Italia, anche a seguito dell’ingresso dell’Area Sud della Basilicata nella World Religious Tourism Network, un passaggio che consolida ulteriormente il ruolo del Mezzogiorno quale territorio strategico per la crescita del turismo spirituale, dei cammini religiosi e delle forme di turismo sostenibile legate alle aree interne.

In questo contesto assume particolare rilievo la Basilicata, terra ricca di spiritualità, storia e tradizioni religiose, custode di santuari, percorsi di fede, celebrazioni popolari e patrimoni culturali che attraggono ogni anno migliaia di pellegrini e visitatori provenienti da ogni parte del mondo. La valorizzazione di tale patrimonio rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo economico e sociale per le comunità locali, contribuendo al contrasto dello spopolamento e alla rigenerazione dei territori.

L’incontro promosso dall’Impresa Sociale MilanoPerCorsi ha riunito imprenditori, operatori turistici, professionisti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo produttivo, dando vita a un approfondito confronto sulle prospettive di crescita del settore e sul suo ruolo nel rafforzamento dell’economia nazionale. Secondo Biagio Maimone, coordinatore per l’Italia del Turismo Religioso, il settore rappresenta una leva strategica di primaria importanza per il futuro del Paese:ù

“Il turismo religioso costituisce un modello di sviluppo che integra crescita economica, coesione sociale, valorizzazione culturale e dimensione spirituale. Esso è in grado di generare occupazione, favorire investimenti, sostenere le economie locali, valorizzare i borghi, rilanciare le aree interne e promuovere un’immagine dell’Italia fondata sulla propria identità storica, culturale e religiosa. Per questo motivo è necessario che lo Stato riconosca formalmente il Turismo Religioso come settore autonomo e strategico, dotandolo di una struttura istituzionale stabile che ne assicuri la promozione, la tutela e lo sviluppo nel lungo periodo”.

Durante la conferenza, il Presidente dell’Impresa Sociale MilanoPerCorsi e commercialista Marcello Guadalupi ha sottolineato come il turismo religioso rappresenti una delle più importanti opportunità economiche ancora non pienamente valorizzate dal sistema Paese: “Se inserito all’interno di una visione nazionale strutturata, il turismo religioso può diventare un potente motore di crescita economica diffusa, favorendo investimenti, sostenendo le imprese, creando occupazione stabile e contribuendo alla competitività dei territori. I benefici coinvolgono non solo il comparto turistico, ma l’intero sistema produttivo locale”.

Il turismo religioso in Italia genera ogni anno milioni di presenze e produce un significativo indotto per strutture ricettive, attività commerciali, ristorazione, mobilità sostenibile, artigianato locale e servizi culturali. Rappresenta inoltre uno straordinario strumento di destagionalizzazione dei flussi turistici e di riequilibrio territoriale, capace di distribuire sviluppo e opportunità anche nelle aree meno centrali del Paese.

Accanto alla dimensione economica emerge tuttavia una questione fondamentale che richiede oggi una particolare attenzione da parte delle istituzioni: la necessità di proteggere la fede, la spiritualità e il valore autentico dei luoghi sacri da ogni forma di banalizzazione, sfruttamento commerciale o mercificazione. I santuari, le chiese, i monasteri, i percorsi di pellegrinaggio e i cammini spirituali non possono essere considerati semplicemente attrazioni turistiche. Essi rappresentano luoghi vivi di fede, memoria, raccoglimento e identità collettiva, custodi di patrimoni materiali e immateriali che appartengono alla storia dei popoli e delle comunità.

Per tale ragione, la World Religious Tourism Network ritiene indispensabile l’elaborazione di una politica nazionale volta alla salvaguardia dell’autenticità dei luoghi della fede e alla tutela della loro funzione spirituale, affinché il turismo religioso continui a essere un’esperienza di crescita interiore, di riflessione, di incontro e di elevazione umana.

E’ necessario costruire un nuovo modello di sviluppo che sappia coniugare tutela e valorizzazione, protezione e promozione, spiritualità e sostenibilità, evitando che logiche esclusivamente commerciali possano compromettere il significato profondo dei luoghi sacri e dei percorsi religiosi.

La valorizzazione dei siti religiosi, dei cammini della fede e delle reti di accoglienza spirituale deve diventare una priorità nazionale, poiché genera una crescita economica sostenibile, favorisce la permanenza delle comunità nei territori, sostiene le economie locali, rafforza l’identità culturale delle aree interne e contribuisce alla costruzione di un turismo ad alto valore umano, culturale e spirituale.

Un ruolo centrale è svolto dal sistema dell’ospitalità religiosa italiana, rappresentato dall’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, che riunisce oltre 1.200 strutture tra conventi, case per ferie, istituti religiosi e realtà di accoglienza diffuse sull’intero territorio nazionale. Un modello riconosciuto a livello internazionale per la sua capacità di coniugare accoglienza, inclusione, solidarietà e sostenibilità. La proposta avanzata dalla World Religious Tourism Network mira pertanto alla creazione di una vera e propria cabina di regia nazionale del Turismo Religioso, capace di coordinare politiche pubbliche, promuovere investimenti, sostenere i territori, valorizzare il patrimonio spirituale italiano e garantire la tutela dell’autenticità dei luoghi della fede.

L’obiettivo è quello di riconoscere finalmente il Turismo Religioso come patrimonio strategico della Nazione e come strumento privilegiato per promuovere sviluppo economico sostenibile, crescita culturale, dialogo tra i popoli, cooperazione internazionale e costruzione della pace.

In tale prospettiva, la World Religious Tourism Network rinnova il proprio impegno a favore dello slogan internazionale ‘Religious Tourism for Peace’, una visione che considera il turismo religioso non soltanto un fenomeno economico, ma una forza capace di favorire la comprensione reciproca, il dialogo interculturale e interreligioso, la fraternità tra le nazioni e la costruzione di un futuro fondato sulla dignità della persona, sul rispetto delle identità e sulla pace tra i popoli.

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