I dogmi mariani autentiche porte d’accesso al mistero di Maria e al mistero stesso di Cristo e della Chiesa. Sine labe originali concepta

Immacolata Tiepolo
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 18.05.2026 – Vik van Brantegem] – Prosegue presso la chiesa di Santa Maria in Cappella, vicolo di Santa Maria in Cappella 6, Trastevere a Roma, il ciclo di predicazioni dedicate ai dogmi mariani. Un itinerario di approfondimento spirituale e teologico volto a riscoprire alla luce della Fede e della tradizione della Chiesa, il ruolo unico della Vergine Maria nel mistero della salvezza. Un’occasione preziosa per approfondire la figura della Vergine Maria nella luce della dottrina della Chiesa, riscoprendo la ricchezza di una tradizione viva che continua a parlare all’uomo di oggi.

Nel cuore della tradizione Cattolica, i dogmi mariani non sono semplici affermazioni dottrinali, ma autentiche porte d’accesso al mistero di Maria e, attraverso di lei, al mistero stesso di Cristo e della Chiesa. Comprenderli significa entrare più profondamente nella fede della Chiesa, lasciandosi guidare da una riflessione che unisce teologia, liturgia e vita spirituale.

Con questo spirito ha preso avvio domenica 3 maggio 2026, in questo mese dedicata alla Beatissima Vergine Maria, una serie di predicazioni dedicate ai dogmi mariani.

Dopo il primo incontro, il secondo incontro e il terzo incontro, il quarto appuntamento si terrà domenica 24 maggio 2026 e sarà dedicato al tema Sine labe originali concepta, espressione latina che richiama il dogma dell’Immacolata Concezione, con cui la Chiesa proclama che la Beatissima Vergine Maria, fin dal primo istante del suo concepimento, fu preservata immune dalla macchia del peccato originale in vista dei meriti di Cristo Redentore.

La predicazione sarà affidata al teologo di fama internazionale, S.Em.R. il Signor Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, che offrirà una meditazione sul significato teologico dell’Immacolata Concezione e sulla sua importanza per comprendere il rapporto tra grazia, redenzione e santità nella vita Cristiana.

La conferenza avrà inizio alle ore 16.30 e sarà seguita alle ore 17.30 dalla Celebrazione della Santa Messa per la solennità dell’Ascensione del Signore, uno dei momenti più luminosi del tempo pasquale, nel quale la Chiesa contempla Cristo asceso al cielo nella gloria.

Anche questo incontro sarà solennizzato dal canto del coro femminile Romaeterna Cantores, sotto la direzione del Maestro di Cappella e organista Aurelio Porfiri, affinché la bellezza della musica sacra accompagni la meditazione teologica e la preghiera liturgica in un contesto di raccoglimento e contemplazione.

Un nuovo momento di approfondimento spirituale e culturale per riscoprire, attraverso la figura di Maria, la ricchezza della Fede Cattolica e la profondità della tradizione della Chiesa.

Foto di copertina: il quadro dell’Immacolata Concezione (olio su tela, 115×170 cm), ora al Museo del Prado, fu commissionata al pittore Giovanni Battista Tiepolo dal Re di Spagna Carlo III di Borbone, nel marzo del 1767, per un altare laterale nella chiesa di San Pasquale Baylon, ad Aranjuez, e terminata nell’estate del 1769. Fu presto sostituita da una tela di Anton Raphael Mengs, gradita al Re e al suo confessore.
La figura dell’Immacolata è contraddistinta da dettagli che sono il risultato della sintesi dell’affermazione nel libro della Genesi (“Allora Dio disse al serpente… la sua discendenza ti schiaccerà la testa”) e del testo apocalittico: “Una donna che sembrava vestita di sole, con una corona di dodici stelle in capo e la luna sotto i suoi piedi”. La veste argentata della Vergine intrisa di luce, emerge dall’ombra del manto, illustrando l’affermazione della donna vestita di sole. Lo spicchio di luna è soverchiato dalla sfera del mondo sopra la quale è simbolicamente ingaggiata una battaglia decisiva tra la Donna e il serpente, mentre le dodici stelle che formano una corona ruotante attorno al capo della Vergine sono il riconoscimento della vittoria, che di certo non può mancare. Il rimando delle allusioni fa sì che lo stesso serpente con il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male tra le fauci, accenni al “drago enorme” dell’Apocalisse (Natale Maffioli).