Papa Leone XIV elogia chi aiuta il Medio Oriente, Cuba e Porto Rico
“Quando qualcuno di Dolton, Illinois, viene a trovarci, dobbiamo aprire tutte le porte! Non siamo più in tanti… Sono lieto di darvi il benvenuto, membri del Consiglio di Catholic Extension, insieme alle vostre famiglie, in questo pellegrinaggio a Roma e in Vaticano. Prego che il tempo che trascorrerete qui vi offra l’opportunità di pregare presso le tombe degli Apostoli e di rafforzare il vostro legame con il Successore di Pietro e con la Chiesa universale. Un’occasione del genere è particolarmente significativa per voi in quanto Società Pontificia”: con questo saluto iniziale papa Leone XIV ha ricevuto in udienza il consiglio di amministrazione della ‘Catholic Extension Society’, che sostiene le diocesi e le parrocchie più povere in diversi Paesi degli USA attraverso progetti, incoraggiando la cura pastorale per le ‘numerose famiglie immigrate negli Stati Uniti’.
Ha ricordando brevemente come nacque la Chiesa: “La vostra visita a Roma si svolge in prossimità della Solennità di Pentecoste, un momento cruciale nella vita della Chiesa che riveste particolare importanza per noi oggi. Infatti, fu solo dopo aver ricevuto la promessa dello Spirito Santo che gli Apostoli iniziarono ad annunciare Gesù di Nazaret a uomini e donne di ‘ogni nazione sotto il cielo’, comunicando la Buona Novella della salvezza e della nuova vita in Cristo. Il libro degli Atti narra la storia della Chiesa primitiva e della diffusione del Vangelo, prima a Gerusalemme e poi nelle aree circostanti”.
Tale zelo della Chiesa primitiva ha ispirato il fondatore di tale associazione: “Lo stesso zelo che spinse i cristiani della Chiesa primitiva a condividere la notizia di Gesù Cristo e il dono dello Spirito, ispirò il vostro fondatore, p. Francis Clement Kelley, oltre 120 anni fa. Egli si impegnò a raggiungere le comunità di fede più remote degli Stati Uniti per portare loro la vita stessa di Cristo attraverso i sacramenti e il sostegno di una comunità cattolica più ampia. Questo entusiasmo missionario è ancora necessario oggi, e perciò desidero ringraziarvi per il vostro continuo impegno nel servire le comunità cattoliche più povere, sia negli Stati Uniti che all’estero”.
Ed ha elogiato il loro ‘lavoro’ verso il prossimo, specialmente quello svolto a Cuba ed a Porto Rico: “In particolare, vorrei lodare il vostro lavoro a Cuba e a Porto Rico. Il sostegno che offrite a queste comunità è una splendida espressione dell’universalità della Chiesa e un vivo promemoria del fatto che ‘l’amore per il prossimo è la prova tangibile dell’autenticità del nostro amore per Dio’. Incoraggio inoltre la cura pastorale che offrite ai più bisognosi, così come alle numerose famiglie immigrate negli Stati Uniti. E’ fondamentale che i nostri fratelli e sorelle sperimentino il calore di una comunità contraddistinta dalla presenza di Cristo”.
Per questo ha invitato a prendere esempio dalla Chiesa primitiva: “La Chiesa primitiva testimonia che ovunque vi sia una vera comunità di fede, la carità cristiana ispira i suoi membri ad alleviare le sofferenze altrui e a prendersi cura dei bisognosi, specialmente dei poveri. L’amore per i poveri può dunque essere inteso come ‘il segno distintivo evangelico di una Chiesa fedele al cuore di Dio’, ed apre anche la porta a coloro che serviamo affinché possano conoscere più profondamente il Signore, testimoniando il suo amore”.
Tale ‘missione’ verso i poveri oggi è necessario per alimentare la ‘vivacità’ dei cattolici: “Nel proseguire la vostra missione, l’impegno di Catholic Extension non solo ad alleviare i bisogni materiali dei meno fortunati, ma anche ad investire nella costruzione di comunità cattoliche vivaci, è oggi particolarmente necessario. Le comunità piene di fede offrono alle persone l’opportunità di sperimentare la gioia di una nuova vita in Cristo vissuta quotidianamente e in modo ordinario. Forniscono sostegno, come abbiamo visto, ai poveri, ma anche la forza di cui tutti abbiamo bisogno per affrontare con fede le sfide della vita. In modo particolare, queste comunità sono anche il ‘buon terreno’ in cui nuove vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa possono mettere radici e iniziare a crescere, fornendo nuovi operai per la messe per gli anni a venire”.
In precedenza aveva ricevuto Sua Santità Aram I, Catholicos della Chiesa armena di Cilicia, ricordando la storia di rapporto ecumenico con la sede di Roma: “Le sono profondamente grato per i Suoi sforzi volti a promuovere le relazioni con la Chiesa cattolica e per la Sua vicinanza alla Chiesa di Roma, che ha visitato per la prima volta come Catholicos durante la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani nel gennaio del 1997, e che da allora ha onorato con la Sua presenza in numerose occasioni”.
E’ stato un ringraziamento anche per la promozione del dialogo ‘teologico’: “La ringrazio in particolare per il Suo impegno personale nel promuovere il dialogo teologico tra le nostre Chiese, che si svolge dal 2003 nell’ambito della Commissione internazionale congiunta per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse orientali.
Questo dialogo, che si avvale del prezioso contributo dei delegati armeni, ha già pubblicato tre importanti documenti sulla natura e la missione della Chiesa, sulla comunione nella Chiesa primitiva e sui sacramenti. Spero sinceramente che, nonostante le recenti difficoltà, questo dialogo prosegua con rinnovato vigore, poiché non può esserci ristabilimento della comunione tra le nostre Chiese senza unità nella fede”.
Tale visita ha richiamato la visita papale compiuta in Libano: “Questa terra, il Libano, così cara al mio cuore, che per tanto tempo ha dimostrato al mondo intero che è possibile per persone di culture e religioni diverse convivere come un’unica nazione, continua ad affrontare prove difficili. In un momento in cui l’unità e l’integrità del Suo Paese sono nuovamente minacciate, le nostre Chiese sono chiamate a rafforzare i legami fraterni che uniscono non solo i cristiani tra loro, ma anche i fratelli e le sorelle di altre comunità nella patria comune”.
Inoltre è stato reso noto il titolo della prima enciclica di papa Leone XIV il titolo sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale: ‘Magnifica Humanitas’, che sarà presentata lunedì 25 maggio.
(Foto: Santa Sede)


























