Caso Becciu. Le difese all’attacco: “La nullità del processo non è stata sanata”
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 13.05.2026 – Ivo Pincara] – Le difese del Cardinale Giovanni Angelo Becciu, di Enrico Crasso e di Raffaele Mincione hanno depositato presso la Corte d’Appello dello Stato della Città del Vaticano una memoria di 7 pagine con cui contestano duramente il mancato deposito integrale degli atti istruttori da parte dell’Ufficio del Promotore di Giustizia, sostenendo che la nullità della citazione a giudizio, già rilevata dalla Corte il 17 marzo 2026, non sia stata sanata ancora.
Nel documento, i legali richiamano l’ordinanza con cui la Corte aveva riconosciuto la violazione del diritto di difesa a causa dell’omesso deposito di atti e documenti, alcuni dei quali coperti da “omissis”, ordinando il deposito integrale del materiale istruttorio entro il 30 aprile 2026. Secondo la memoria, il Promotore di Giustizia avrebbe invece rifiutato di ottemperare pienamente all’ordine della Corte, sostenendo che dovessero essere depositati solo gli atti ritenuti “pertinenti” ai capi d’imputazione ancora in essere.
Le difese definiscono questa posizione “contra legem” e sostengono che nessun atto acquisito nel corso delle indagini possa essere sottratto alla conoscenza delle parti. Particolarmente rilevante, secondo i difensori, sarebbe il mancato deposito del contenuto integrale di numerosi apparati informatici sequestrati, tra cui 31 dispositivi riferiti a Monsignor Alberto Perlasca.
La memoria critica inoltre la proposta del Promotore di Giustizia di consentire una mera “consultazione” degli atti non depositati, senza metterli formalmente a disposizione della difesa, ritenendo tale soluzione priva di base normativa e incompatibile con i principi del giusto processo richiamati dalla stessa Corte d’Appello.
Secondo i legali, la persistente omissione impedirebbe non solo la preparazione delle prove difensive entro il termine fissato del 15 giugno 2026, ma anche la stessa rinnovazione del dibattimento prevista dall’articolo 495 del codice di procedura penale vaticano. Per questo motivo, chiedono alla Corte di dichiarare in via definitiva la nullità della citazione a giudizio e di adottare i conseguenti provvedimenti.
Comunicato stampa dei difensori
I difensori di S.E.R. il Cardinale Giovanni Angelo Becciu, Enrico Crasso e Raffaele Mincione hanno depositato dinanzi alla Corte d’Appello dello Stato della Città del Vaticano una memoria con la quale hanno chiesto che venga dichiarata in via definitiva la nullità della citazione a giudizio.
La memoria fa seguito alla nota del 29 aprile 2026 dell’Ufficio del Promotore di Giustizia e riguarda il mancato deposito integrale degli atti e documenti del procedimento istruttorio, già ordinato dalla Corte d’Appello con provvedimento del 17 marzo 2026.
La mancata ottemperanza da parte del Promotore all’ordinanza della Corte di procedere al deposito integrale impedisce la piena conoscenza degli atti da parte degli imputati e dei loro difensori e non consente di sanare la nullità e di procedere alla rinnovazione del dibattimento nei termini indicati dalla Corte. Si tratta di violazioni espressamente previste dal codice a pena di nullità, che la Corte di Appello ha stabilito in termini chiari accogliendo le eccezioni difensive.
A fronte di tale inadempimento e della conclamata lesione del diritto di difesa che lo stesso ha determinato, i difensori hanno chiesto alla Corte d’Appello di adottare i provvedimenti conseguenti alla persistente nullità della citazione, atto fondamentale di ogni giudizio.
Avv. Gian Domenico Caiazza
Avv. Maria Concetta Marzo
Avv. Luigi Antonio Paolo Panella
Avv. Fabio Viglione
Avv. Andrea Zappalà



























