Anniversario fine servizio S.Tenenti cpl G. di F. Giugno 1976-2026:le funzioni della Guardia di Finanza sotto l’egida del patrono San Matteo evangelista

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Preliminarmente sottolineo, in questo lungo testo, esaustivo sul piano storico, autobiografico edistituzionale, suddiviso in più parti dalla rivista, che ho sempre apprezzato gli inviti annualiricevuti il 21 Settembre dai diversi Comandi, prima strutturati in 3 livelli ispettorali ed in “zoneterritoriali”, per la festa della GDF , mentre ero Add.do funzionario in 2 banche (BNL e BPTdal 1977 al 1982, “training on the job” in filiali di varie Regioni), Direttore di revisionecontabile ( vincitore nel 1983 del primo concorso per laureati, ne avevo già conseguite 2 con lavotazione di 110 e lode in Giurisprudenza e Scienze politiche internazionali) e successivamentepreposto agli Uffici (primo concorso di tale qualifica appena istituita dallo Stato, da Giugno1995 gradualmente presso la Sezione giurisdizionale, la Sezione di controllo, la Procuraregionale) della Corte dei conti della Sicilia (come pensionato, da 15 anni, preferisco seguire “online” tutti gli amici, ex colleghi degli organi istituzionali, accademici ed ecclesiali dove hoesercitato le mie attività) ed anche mentre ero Docente/Cultore di discipline giuridiche,economiche e finanziarie presso l’Università di Palermo dove ho avuto il privilegio di seguireattuali alti magistrati ( compreso mio figlio Riccardo, Consigliere più giovane della Corted’Appello di Palermo, giudice da 18 anni) ed alcuni ottimi Ufficiali SPE GDF che nellaprevigente normativa concludevano il corso in Accademia con la nomina di Tenenti e conl’idoneità all’iscrizione al terzo anno universitario in una facoltà giuridico-economica (a me cariessendo stato AUC 2^ Corso ed Ufficiale G.di F. dal mese di Aprile 1975 al mese di Giugno1976, insieme ai mie 38 colleghi nella foto insieme con i nostri comandanti, in virtù della LEGGE 26febbraio 1974, n. 45 “ Reclutamento di ufficiali di complemento della guardia di finanza in servizio di prima nomina: le norme sullo svolgimento dei corsiallievi ufficiali di complemento sono stabilite con decreto del Ministro per le finanze.I relativi programmi sono determinati dal comandante generale…”; con la sospensione del servizio militare di leva avvenutonel 2005, la categoria degli ufficiali provenienti dai corsi per allievi ufficiali di complemento, AUC, purtroppo non è stata più incrementata per laconseguenziale cessazione dei corsi medesimi).La data del 21 settembre decisa “ad hoc” è coincidente con la memoria liturgica di San MatteoApostolo ed Evangelista (sempre menzionato nell’allocuzione dei Comandanti GDF) che èPatrono anche della Guardia di Finanza ( cfr. https://www.bing.com/ck/a?!&&p=85f1f5758f3026b0c5d5bb39170656c5b8ccc5a621b5012aefd91d835ca92b65JmltdHM9MTc3NzU5MzYwMA&ptn=3&ver=2&hsh=4&fclid=02bb1436-28d5-683a-1bb4-0374296d69db&u=a1aHR0cHM6Ly9iaW9ncmFmaWVvbmxpbmUuaXQvYmlvZ3JhZmlhLXNhbi1tYXR0ZW8 “Vista l’attività che svolgeva prima dell’incontro con Gesù e dellasua conversione, San Matteo è ritenuto il protettore della guardia difinanza e di altre figure professionali da me assunte in tanti anni, quali:commercialisti,bancari,contabili,banchieri,esattori,doganieri,ragionieri,revisori”).Storicamente la nascita della Guardia di Finanza risaleall’ottobre 1774, quando venne costituita la “LegioneTruppe Leggere” per volere di Vittorio Amedeo III, Re diSardegna.

Fu il primo esempio in Italia di un Corpo specialeistituito per il servizio di vigilanza finanziaria ai confini,oltre che per la difesa militare. Compiuta l’unificazioned’Italia, i vari Corpi di finanza dei cessati Stati italiani sifusero nel “Corpo delle Guardie Doganali”, istituito nel 1862per la vigilanza doganale, nonché, in tempo di guerra, comeparte delle FF.AA. impiegato per la difesa dello Stato(cfr.https://r.search.yahoo.com/_ylt=AwrIe1k9DOZpsyw47Q9HDwx.;_ylu=Y29sbwMEcG9zAzUEdnRpZAMEc2VjA3Ny/RV=2/RE=1776712894/RO=10/RU=https%3a%2f%2fwww.francavillainforma.it%2f2024%2f07%2f23%2fstoria-del-corpo-della-guardia-di-finanza%2f/RK=2/RS=_zKB1nfvANIymmU21dU26z1t_pE- ).In una rivista cattolica, che ringrazio per la pubblicazione dei miei articoli giuridico-teologici,sulla base della mia pluriennale formazione, non possono mancare conseguenziali riferimenti dicarattere biblico anche perchè la sua è una vicenda molto particolare, in quanto alla storia edalla fede, unisce anche valori civili legati alla “giustizia”. Infatti Il 10 aprile 1934 Papa Pio XIproclamò con un Breve Pontificio ( è un documento apostolico, prende il nome dalla prima odalle prime parole che lo compongono) San Matteo Patrono della Guardia di Finanza.Il citato documento, firmato prodromicamente da S. Em.za Cardinale Eugenio Pacelli (futuroPio XII che lo confermò formalmente), riconosceva il santo apostolo ed evangelista anchePatrono celeste degli ufficiali del Corpo delle Fiamme gialle, “i militari addetti alla tutela delpatrimonio finanziario del Regno d’Italia”, richiamando l’antico compito del Santo comeesattore delle tasse. La richiesta era partita direttamente dal Comandante Generale LuigiCicconetti (l’attuale Comandante è il Sig. Gen. C.A. Dott. Andrea De Gennaro) che desiderava,al pari di altri reparti delle FF.AA., affidare i propri uomini a una speciale protezione celeste. Ifinanzieri, già allora, svolgevano un servizio duro e rischioso, come richiamato dal documentopapale: “questi soldati, che si occupano della difesa del patrimonio finanziario, vivono spesso inluoghi alpini al confine della patria o sulle rive del mare, conducendo un’esistenza aspra e pienadi pericoli“. (cfr. https://www.laquilablog.it/san-matteo-il-patrono-della-guardia-di-finanza-che-si-festeggia-il-21-settembre/ ).Gli studiosi evidenziano che il “gabelliere/finanziere” Matteo era figlio di Alfeo, appartenevaalla tribù di Levi ed esercitava l’odiato mestiere di gabelliere pubblicano a Cafarnao, ossia“riscuoteva” le imposte per conto dei Romani. Una professione guardata con sospetto e disprezzoal tempo: i pubblicani anticipavano le tasse dovute ai romani e spesso si rifacevano sul popolopretendendo più del dovuto; ancora peggio, le monete romane portavano l’immaginedell’imperatore. Ma un giorno Gesù passa davanti al suo banco delle tasse e gli rivolge un invitosemplice e potente: «Seguimi».

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