Papa Leone XIV a Pompei: con Monsignor Caputo nella devozione alla Madonna
Venerdì 8 maggio papa Leone XIV, nel primo anniversario della sua elezione, papa Leone XIV sarà in visita pastorale al Santuario di Pompei, come ha detto l’arcivescovo prelato di Pompei e delegato pontificio per il Santuario della Beata Maria Vergine del Santo Rosario, mons. Tommaso Caputo: “Come non ricordare ora le parole pronunciate dal pontefice nel suo primo discorso dalla Loggia delle benedizioni della Basilica di San Pietro? Oggi è il giorno della Supplica alla Madonna di Pompei, evidenziò quel giorno”.
Per il delegato pontificio questo viaggio è la sintesi di una storia importante: “Questo che potrebbe sembrare solo un annuncio è in realtà la mirabile sintesi delle attese e delle speranze della nostra Città mariana, a coronamento della sua storia segnata dalla recente canonizzazione del fondatore, San Bartolo Longo, celebrata esattamente quattro mesi fa.
L’esultanza della nostra Chiesa e di tutta la comunità civile è piena, ricolma di tutte le grazie e i doni che porta con sé ogni passo del Papa pellegrino, primo messaggero del Vangelo, che viene a confermare nella fede un popolo guidato da Maria sulla strada verso il Risorto”.
In un comunicato congiunto l’arcivescovo di Napoli, il card. Mimmo Battaglia, il vescovo di Acerra e presidente della Conferenza Episcopale Campana, mons. Antonio Di Donna, e l’arcivescovo Tommaso Caputo, hanno scritto: “Si può vedere, ed è giusto farlo, questo duplice viaggio del Vicario di Cristo come un segno di predilezione verso una terra che rappresenta una sintesi particolarmente viva delle attese e delle speranze, nonché dei drammi e dei ritardi, che ancora ostacolano lo sviluppo armonico e lineare di un popolo in cui è sempre vivo il richiamo di una fede profonda…
Ma ciò che scorgiamo in questo segno di così grande attenzione, è qualcosa di ancora più profondo, perché chiama in causa e accresce la responsabilità nostra e delle nostre chiese che vengono a trovarsi al centro, in maniera così diretta e coinvolgente, nella linea di un pontificato che, giorno per giorno, esprime sempre più il suo carattere missionario per l’annuncio della gioia del Vangelo”.
A pochi giorni della visita apostolica del papa abbiamo chiesto a mons. Tommaso Caputo di raccontarci il sentimento della popolazione: “E’ un sentimento di profonda gioia e di viva emozione che cresce di giorno in giorno. La visita di un papa rappresenta un crocevia per la storia di una comunità che riceve questo grande dono. Lo è certamente per la nostra amata città mariana, costituendo un motivo di rinnovata speranza e di nuovo slancio nella prosecuzione dell’opera nata dal genio e dalla fede di san Bartolo Longo e della moglie Marianna Farnararo De Fusco”.
Mons. Caputo ha accennato all’accoglienza al papa che si sta preparando: “Sin dall’annuncio dello scorso 19 febbraio, la nostra comunità civile ed ecclesiale si sta preparando spiritualmente all’incontro. L’accoglienza del Vicario di Cristo si prepara innanzitutto con la preghiera.
Laici, religiosi, sacerdoti di Pompei desiderano che il papa trovi una Chiesa viva e una città aperta e accogliente. I 2.000.000 di pellegrini che ogni anno visitano il nostro Santuario per attingere alla spiritualità del Rosario testimoniano la vitalità del carisma di san Bartolo Longo.
Carisma non solo di fede, ma anche di carità che è tuttora attiva nelle numerose opere sociali che accolgono centinaia di bambini, giovani, ragazze madri, donne e minori in difficoltà, persone con disabilità, poveri, immigrati. Saranno proprio loro i protagonisti dell’incontro con il papa”.
La visita al santuario di Pompei ‘cade’ ad un anno dalla sua elezione: perché il papa è devoto alla Madonna di Pompei?
“Papa Leone XIV è stato eletto al soglio pontificio l’8 maggio 2025. Era il giorno della festa della Madonna di Pompei, della recita solenne della preghiera della Supplica in piazza Bartolo Longo. E’ stato proprio il Santo Padre, dalla Loggia delle benedizioni della Basilica di San Pietro, a rimarcare questa coincidenza nelle sue prime parole dopo l’elezione. Sin dagli inizi il segno mariano ha caratterizzato il pontificato di papa Leone, alla cui presenza, venerdì 8 maggio, celebreremo solennemente il 150^ anno dalla posa della prima pietra del Santuario dedicato alla Beata Vergine del Santo Rosario”.
Quale è il legame del papa con san Bartolo Longo, da lui canonizzato?
“Con la visita di papa Leone XIV trovano compimento, per la quinta volta, le parole pronunciate da san Bartolo il 5 maggio 1901, giorno dell’inaugurazione della monumentale facciata del Santuario: ‘Un giorno noi vedremo la bianca figura del Rappresentante di Cristo benedire le genti accolte in questa piazza, acclamanti la pace universale’.
Va ricordato che il 25 febbraio 2025, dalla cattedra di sofferenza dell’Ospedale Gemelli di Roma, papa Francesco approvò il decreto per la canonizzazione di san Bartolo, rito che il 19 ottobre successivo, in piazza san Pietro, è stato presieduto proprio da papa Leone XIV. Con papa Leone XIII ha avuto inizio la storia della Nuova Pompei, mentre papa Leone XIV ha proclamato santo il suo Fondatore. Un cerchio che si è chiuso, nel disegno della Divina Provvidenza”.
Cosa significa essere pellegrino di pace a Pompei?
“Il mondo sembra conoscere solo il ‘lessico’ distruttivo della guerra e papa Leone XIV ci esorta continuamente a pregare per la pace, in modo particolare nella recita del Santo Rosario, preghiera d’elezione per il nostro Santuario. Nel suo pellegrinaggio a Pompei, il pontefice affiderà all’intercessione di Maria Santissima l’assoluto bisogno di pace del mondo intero. E noi pregheremo con lui. Mai più la guerra!”
Oggi ha ancora senso pregare il Rosario?
“Certo che ha senso! San Bartolo Longo si affidava all’intercessione della Madonna perché sapeva di essere fragile e che al Padre doveva tutto, ogni singolo respiro. Quando, nell’ottobre 1872, egli arrivò nella Valle di Pompei, ricca di pericoli ed abitata da un migliaio di contadini, ascoltò un’ispirazione interiore, che non finiremo mai di ripetere: ‘Se cerchi salvezza, propaga il Rosario.
E’ promessa di Maria. Chi propaga il Rosario è salvo!’ La preghiera, la contemplazione della vita di Cristo, attraverso i misteri del Rosario, sono stati il fondamento di ogni opera del nostro Fondatore che, quasi per mano, è stato accompagnato dalla Madonna in questo cammino. Quando pregando si contempla il volto di Cristo, ogni cosa buona è possibile all’uomo. Il Rosario è, infatti, una preghiera cristologica: Gesù, la sua opera, le sue parole, ne sono il centro, il cuore. Preghiamo Maria per arrivare al Signore come san Bartolo e con san Bartolo”.
(Tratto da Aci Stampa)


























