Papa Leone XIV ai membri di Catholic Charities americane: soluzioni a situazioni disumane

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“Sono lieto di darvi il benvenuto, membri del Consiglio di Amministrazione di Catholic Charities USA, durante la vostra visita a Roma e in Vaticano. Prego affinché il tempo che trascorrerete qui, nel cuore della Chiesa universale, non solo rafforzi il vostro legame con il Successore di Pietro, ma vi aiuti anche ad avvicinarvi al cuore di Cristo, nel cui amore siamo tutti invitati a partecipare”: questa mattina papa Leone XIV ha ricevuto in udienza i responsabili delle 170 agenzie di Catholic Charities negli Stati Uniti d’America esprimendo gratitudine per ‘la disponibilità a proseguire il ministero di compassione verso i più piccoli’.

Riprendendo i brani evangelici del tempo pasquale il papa ha sottolineato anche la difficoltà da parte degli Apostoli di curare i bisognosi: “Come accadde per gli Apostoli e per la Chiesa primitiva, l’annuncio del Vangelo attraverso la cura dei poveri e dei più bisognosi presenta sempre delle difficoltà, sia a livello personale che istituzionale. Tra queste, la ricerca di risorse sufficienti, la dimostrazione agli altri che questo tipo di servizio è parte integrante di un’autentica vita cristiana e il non cedere allo scoraggiamento, soprattutto quando incontriamo persone che non possiamo aiutare come vorremmo”.

Questo accade ancora oggi senza la presenza di Gesù: “Sono pienamente consapevole che le agenzie di Catholic Charities negli Stati Uniti d’America non sono affatto immuni da queste sfide, che continuano a manifestarsi anche ai giorni nostri. Eppure è proprio quando ci troviamo di fronte a tali ostacoli che dobbiamo imparare ad ascoltare la voce di Gesù che ci dice ancora una volta: Io sono con voi sempre!’ Anche oggi Cristo si avvicina per accompagnare i suoi discepoli, specialmente nei momenti di frustrazione e dubbio, come fece con san Tommaso apostolo, con i discepoli sulla via di Emmaus”.

Ed ecco l’incoraggiamento per soluzioni per chi è in difficoltà con carità cristiana: “Per questo vi incoraggio ed esprimo la mia gratitudine per la vostra disponibilità a portare avanti il ​​ministero di compassione del Signore, specialmente verso i più piccoli. Così facendo, cercate di trovare soluzioni a situazioni disumane, di alleviare le sofferenze di individui e famiglie e di dare sollievo a coloro che sono oppressi dalle difficoltà e dalle avversità.

In tutte queste circostanze, deve essere la carità di Cristo a guidarvi nel vostro lavoro quotidiano. Ovvero, il desiderio di portare agli altri un aiuto materiale con l’amore del cuore di Gesù, perché è in questo amore che troveranno un vero riposo e la loro dignità sarà rispettata”.

Però l’amore al prossimo implica un amore verso Dio: “Tuttavia, amare autenticamente il prossimo significa anche offrirgli la possibilità di un vero incontro con Dio. Il vostro lavoro con i meno fortunati continua ad offrirvi un’opportunità privilegiata per condividere la gioia della Risurrezione, e vi ringrazio per questa sincera testimonianza di fede”.

Questa è la sperimentazione dell’Amore di Dio: “L’aiuto concreto che voi e le vostre organizzazioni partner offrite ai bisognosi permette loro di sperimentare l’amore di Dio attraverso di voi e apre loro la strada per entrare in una relazione duratura con Lui. Allo stesso tempo, vi permette di entrare in contatto con la carne di Cristo, cercando di vederlo e servirlo nei nostri fratelli e sorelle. In questo modo, le vostre opere di carità diventano un incontro reciproco con il Signore che è presente in mezzo a noi”.

(Foto: Santa Sede)

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