Papa Leone XIV ed i richiami alla libertà contro gli abusi dei mezzi di comunicazione

Papa Leone XIV
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“Nel tempo pasquale, come la Chiesa nascente, ritorniamo a parole di Gesù che sprigionano il loro pieno significato alla luce della sua passione, morte e risurrezione. Quello che prima ai discepoli sfuggiva o provocava turbamento, ora riaffiora alla memoria, scalda il cuore e dona speranza”:  prima della recita del Regina Coeli papa Leone XIV, commentando il Vangelo, ha specificato che il posto preparato da Cristo per ogni uomo nella casa di Dio è un mondo nuovo.

Il papa ha parlato di una casa aperta a tutti, in cui nessuno è escluso: “Carissimi, nel mondo vecchio in cui ancora siamo in cammino, ad attirare l’attenzione sono i luoghi esclusivi, le esperienze alla portata di pochi, il privilegio di entrare dove nessun altro può. Invece, nel mondo nuovo in cui il Risorto ci porta, ciò che vale di più è alla portata di tutti. Ma non per questo perde attrattiva…  La morte minaccia di cancellare il nome e la memoria, ma in Dio ognuno è finalmente sé stesso. In verità, è questo il posto che cerchiamo per tutta la vita, talvolta disposti a tutto pur di avere un po’ di attenzione e di riconoscimento”.

Ed a conclusione della recita del Regina Coeli il papa ha ricordato la Giornata mondiale della libertà di stampa: “Oggi si celebra la Giornata mondiale della libertà di stampa, patrocinata dall’Unesco. Purtroppo questo diritto è spesso violato, in modo a volte flagrante, a volte nascosto. Ricordiamo i numerosi giornalisti e reporter vittime delle guerre e della violenza”, istituita nel 1993 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite su impulso dell’Unesco.

Nel 2025 sono stati 129 i giornalisti e gli operatori dei media uccisi nell’arco dell’intero anno, secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ). Secondo Reporter sans Frontieres oltre la metà degli Stati analizzati si trova in una situazione giudicata ‘difficile’ od addirittura ‘molto grave’: “In 25 anni, il punteggio medio complessivo dei Paesi studiati non è mai stato così basso”, fotografando un contesto internazionale segnato da guerre, pressioni politiche, crisi economiche dell’editoria e violenze contro i cronisti.

Tra i dati che colpiscono di più c’è quello sul posizionamento degli Stati Uniti, definiti in una ‘situazione problematica’: perdono sette posizioni rispetto allo scorso anno e scivolano al 64^ posto, tra Botswana e Panama. Anche l’Italia arretra nella graduatoria: è al 56^ posto, mentre nello scorso anno occupava la 49^ posizione, collocandosi dietro l’Ucraina e davanti ai Caraibi.

Comunque per Rsf ad oggi solo l’1% della popolazione mondiale può vantarsi di vivere in un Paese dove la condizione della stampa è definibile come ‘buona’. Al primo posto dei virtuosi c’è la Norvegia, a cui fanno seguito Paesi Bassi ed Estonia. Al contrario invece nella classifica all’ultimo posto compare l’Eritrea, alla 180^ posizione per il terzo anno di seguito. Sopra lo Stato africano si trovano Corea del Nord (179^ posizione) e Cina (178^).

Inoltre nello scorso anno si è registrata la ‘rimonta’ della Siria post-Assad che nel 2026 ha scalato 36 posizioni sull’anno precedente. Mentre invece il calo più marcato nel 2026 (-37 posizioni) si registra per il Niger (120ª posizione). Il ripetersi dei conflitti non aiuta ed il report ricorda la guerra in Palestina per la quale a Gaza, dall’ottobre 2023, sono stati uccisi da Israele più di 220 giornalisti.

Infine ha salutato l’Associazione ‘Meter’, che da 30 anni “si impegna per difendere i minori dalla piaga degli abusi, coinvolgendo la comunità ecclesiale e quella civile, educando a stare vicino alle vittime e a fare prevenzione. Grazie per il vostro servizio!”

Il Report 2025 dell’Associazione Meter ha evidenziato una trasformazione profonda del fenomeno, sempre più caratterizzato dall’uso di tecnologie avanzate e strumenti difficili da intercettare. Nello scorso anno sono stati identificati 8.213 minori vittime di deepnude, ovvero immagini generate artificialmente in cui i minori vengono denudati o manipolati digitalmente. Questo dato si aggiunge alle 785.072 immagini e ai 1.733.043 video contenenti abusi reali su minori, segnalati nello stesso periodo:

“Le immagini deepnude rappresentano una forma particolarmente grave di abuso, perché colpiscono sempre una vittima reale: il minore la cui immagine viene manipolata senza alcun consenso. L’IA trasforma materiale innocuo in contenuto sessuale, con una violazione profonda dell’identità, dignità e sicurezza del minore.

Queste pratiche alimentano il mercato pedopornografico e le richieste dei circuiti criminali, esponendo le vittime a conseguenze psicologiche serie, tra cui ansia, senso di colpa, isolamento, paura e ricatto. Oltre al danno individuale, queste pratiche hanno un effetto destabilizzante sulla società, perché normalizzano comportamenti criminali e incoraggiano la diffusione di materiale pedopornografico reale, aumentando la pressione sui sistemi di protezione dell’infanzia”.

Infatti grazie all’attività dell’Osservatorio Mondiale Contro la Pedofilia, l’associazione Meter ha individuato 115 gruppi e bot attivi tra Signal e Telegram, utilizzati per la diffusione di contenuti deepnude, per un totale di 8.213 minori vittime, denudati mediante l’impiego dell’IA.

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