A Recanati è conservata la reliquia dei sandali di san Francesco

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Ci sono oggetti che non sono soltanto memoria, ma presenza viva di una storia che continua a parlare: sono i ‘Sandali di San Francesco d’Assisi’, intessuti dalle mani amorevoli di Santa Chiara d’Assisi e conservati nella Cappella ‘Santa Sanctorum’ della concattedrale dedicata a san Flaviano a Recanati, meglio conosciuta come città di Giacomo Leopardi.

Quei sandali raccontano molto più di un semplice frammento di storia: parlano di strade polverose percorse per annunciare la pace, di passi instancabili tra borghi e campagne, di una vita spesa senza riserve per il Vangelo. Sono il simbolo di una scelta radicale di povertà, di un cammino leggero e fiducioso, affidato interamente alla Provvidenza. Nel loro intreccio si riflette anche il legame profondo tra Francesco e Chiara, un’amicizia spirituale che ha generato una delle pagine più luminose della storia della Chiesa.

Il parroco, mons. Pietro Spernanzoni, racconta questa interessante storia legata alla reliquia: “Della loro esistenza si fa menzione nella biografia di san Francesco ‘Vita Prima’, di Tommaso da Celano. In quelle pagine si racconta che san Francesco, dopo aver ricevuto le stimmate, nel viaggio che compì da Assisi a Rieti dove risiedeva papa Gregorio IX, ai piedi mise quei sandali che erano stati intessuti dalle mani di santa Chiara d’Assisi che gliene fece dono.

Non sappiamo poi come i sandali siano finiti in Vaticano, ma invece siamo a conoscenza del fatto che a portarli qui a Recanati è stato papa Gregorio XII che, quando per ricomporre lo scisma di Avignone e in nome dell’unità della Chiesa, rinunciò al papato e volle tornare ad essere soltanto il vescovo di Recanati. Così da Roma arrivò portando i sandali di san Francesco, un pezzo della Santa Croce, una spina Christi e altre reliquie delle catacombe cristiane che donò alla cattedrale dove è morto ed è sepolto dal 1417”.  

Perchè i sandali di san Francesco d’Assisi si trovano a Recanati?                               

“Sono stati donati alla cattedrale di San Flaviano a Recanati, insieme ad un pezzetto della Croce Santa ed a molte altre reliquie provenienti dalle Catacombe Romane da papa Gregorio XII, quando si è dimesso da papa per ricomporre la divisione della Chiesa provocata dallo scisma di Avignone ed è tornato vescovo di Recanati nel 1415 dove è morto il 18 ottobre 1417. E’ sepolto nel Duomo di Recanati”.

Ma la storia dei ‘sandali’ ha un fondamento storico?

Le Fonti Francescane parlano dei sandali intessuti da Santa Chiara. Il racconto di questi sandali si può rintracciare anche su internet, mentre gli storici recanatesi Giovan Francesco.Angelita, Antonio Calcagni, Joseph Anton Vogel ne parlano a proposito del testamento di papa Gregorio XII ed attestano la presenza di questa e di altre reliquie nella cattedrale di san Flaviano”.

Per quale motivo santa Chiara glieli donò?

“Dopo aver ricevuto le stimmate a La Verna, Francesco tornò ad Assisi, soffriva a camminare ed era gravemente malato agli occhi. Santa Chiara gli confezionò un paio di sandali intessuti in giunco palustre. San Francesco probabilmente li usò per andare a Rieti a farsi curare dai medici del papa che allora risiedeva là.  Lo scrittore Joergensen a pag. 428 del volume ‘San Francesco d’Assisi’ riassume così la vicenda: ‘Verso la fine di aprile del 1225, una sedizione scoppiata a Roma aveva costretto papa Onorio III a fuggire dalla capitale… si fermò a Rieti.

Frate Elia, appoggiato dal cardinale Ugolino, insisté più che mai presso Francesco perché andasse alla Corte Pontificia, e là consentisse a farsi curare gli occhi dai valenti medici addetti a quella Corte. Così nell’estate del 1225 Francesco lasciò san Damiano… e questa volta poté fare il viaggio a piedi perché, durante il soggiorno a san Damiano, Chiara gli aveva preparato un paio di sandali fatti in modo che, nonostante le stimmate, gli fosse possibile posare il piede a terra’. Questa è la storia tramandata per questi sandali”,

Perchè sono considerati come una reliquia?

“Le reliquie, come dice la parola, sono qualcosa che ci resta di un Santo. Sono distinte in tre classi in base al loro grado di vicinanza al Santo. La prima classe comprende parti del corpo (ossa, sangue, capelli). La seconda classe comprende oggetti personali usati dai santi come abiti, sandali appunto, stoviglie, paramenti per i sacerdoti. La terza classe comprende oggetti venuti a contatto con reliquie di prima classe. I sandali sono appartenuti e usati da Francesco. Inoltre in una ricognizione fatta all’inizio del 1600, documentata dallo storico recanatese Giovan Francesco Angelita si dice che vi erano visibili macchie di sangue. Quindi si tratta di una reliquia sicuramente di seconda classe, ma forse anche di prima”.

(Tratto da Aci Stampa)

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