Papa Leone XIV visita Ippona sui passi di sant’Agostino

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Sotto una pioggia insistente questa mattina papa Leone XIV ha visitato la città di sant’Agostino: Annaba (Ippona), che nei secoli successivi ad Agostino fu conquistata prima dai bizantini ed infine distrutta dagli arabi nel VII secolo, che poi la ricostruirono con il nome di Annaba. Delle vestigia di epoca romana sono rimasti visibili il foro pavimentato e circondato da portici colonnati; il teatro; il mercato; terme severiane; cisterne; mosaici figurati. Non mancano nemmeno elementi di epoca cristiana, tra cui figurano la Basilica Pacis, nella quale sant’Agostino svolse il suo ministero episcopale, e annesso battistero.

Al termine della breve visita il papa ha raggiunto la Casa di accoglienza ‘Ma Maison’ gestita dalle Piccole Sorelle dei Poveri, dedite da anni alla cura dei più fragili, inclusi i musulmani, ringraziando per l’accoglienza: “Vi ringrazio di accogliermi in questa casa! Sono contento perché qui abita Dio, perché dove c’è amore e servizio, lì c’è Dio. Ringrazio le Piccole Sorelle dei Poveri insieme al Personale della Casa. Grazie, Madre Filomena, per il benvenuto che mi ha rivolto.

Grazie, caro monsignor Desfarges, per le Sue parole, le sue toccanti parole! AscoltandoLa e vedendo la Sua presenza qui in mezzo ai fratelli e alle sorelle anziani, viene spontaneo lodare Dio e ringraziarlo”.

Ha concluso la breve visita con un ringraziamento in quanto nella fraternità si realizza la speranza: “Ringrazio il Signor Salah Bouchemel per la sua testimonianza, così bella e consolante. Penso che il Signore, dal Cielo, vedendo una casa come questa, dove si cerca di vivere insieme nella fraternità, possa pensare: allora c’è speranza! Sì perché il cuore di Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne.

Ma il cuore del nostro Padre non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi: il cuore di Dio è con i piccoli, con gli umili, e con loro porta avanti il suo Regno d’amore e di pace, giorno per giorno. Come cercate di fare qui nel vostro servizio quotidiano, nella vostra amicizia, nel vivere insieme”.

(Foto: Santa Sede)

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